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L'eredità di Pasolini, 38 anni dopo

Categoria: Società
Pubblicato Sabato, 02 Novembre 2013 16:33
Scritto da Angelica Bezziccari
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Pier Paolo Pasolini

 

Il 2 novembre 1975 moriva assassinato Pier Paolo Pasolini. Non mi pare, ma mi piacerebbe essere smentita, che in tanti l’abbiano ricordato, soprattutto la ‘sinistra’. Eppure di questi tempi vanno molto le rassegne, gli speciali, i festival dedicati a. C’è chi anche da morto è mainstream. Tra un Federico Fellini e un Alberto Sordi, ci si scorda spesso di tutti gli altri. Ma è anche vero che alcuni personaggi è più comodo, più semplice ricordarli. Meno fastidioso. Soprattutto se sono morti per cause naturali e non uccisi con una violenza indescrivibile, una violenza di chi non vuole uccidere solo il corpo, ma anche e soprattutto le idee che quel corpo vuole divulgare. Per Pasolini è stato così.

 

Per chi non conoscesse quasi niente della sua storia, ma soprattutto del suo assassinio e di quello che avvenne dopo, rimando al film di Marco Tullio Giordana: Pasolini, un delitto italiano. Titolo non casuale. Di ‘delitti italiani’ ne possono venire in mente tanti, ma qui il riferimento è soprattutto ai delitti di matrice politica, di personaggi noti e meno noti, e si caratterizza spesso per non avere soluzioni - apparenti - per avere tanti indizi, ma nessuna prova certa – perché qualcuno ha voluto inquinarle o nasconderle - e soprattutto, per non riuscire a identificare i veri mandanti dell’omicidio. Al limite si identifica l’esecutore materiale, ed è già un successo. Se poi tutto va bene, qualcosa che assomiglia a una conclusione arriva dopo decenni, sempre che il caso non sia stato archiviato e i testimoni morti. Eccolo qui, il tipico delitto italiano.

Ripercorrendo gli eventi dopo l’omicidio di Pier Paolo Pasolini, ci sono troppi punti mancanti, troppi passaggi sconnessi, troppi buchi, e poca verità. Quello che rimane di lui sono i suoi film, le sue poesie, i suoi romanzi. Tutte le sue opere, soprattutto la sua ultima rimasta incompiuta, Petrolio, che forse voleva svelare troppo sulla morte del presidente dell’Eni, Enrico Mattei. Altro delitto italiano, altre prove occultate. Un finto incidente che poi si è rivelato doloso, ma solo nel 2005, 43 anni dopo. A meno di tre mesi dall'incidente aereo in cui morì Mattei, il 27 ottobre 1962, in un documento classificato come "segreto", dal ministero dell'Energia inglese scrivono al Foreign Office: "L'Eni sta diventando una crescente minaccia agli interessi britannici. Ma non dal punto di vista commerciale [...] La minaccia dell'Eni si sviluppa, in molte parti del mondo, nell'infondere una sfiducia latente nei confronti delle compagnie petrolifere occidentali".

L'Eni incoraggiava l’indipendenza energetica a scapito dell'Inghilterra. Un anti-imperialista non solo a parole, dunque, e per questo pericolosissimo. E Pasolini sapeva, come sapeva il giornalista Mauro De Mauro, che si era occupato del caso Mattei. De Mauro fu rapito e il corpo non venne mai più ritrovato. Nessuna pietà per i cercatori di verità in Italia. Non c’è nemmeno voglia di cercarla più di tanto, questa verità, uno dei mali di quella stessa sinistra su cui Pasolini, ma anche altri, aveva riposto fede e che poi lo tradì meschinamente. Da sempre egli è stato spirito libero, ribelle, artista e profetico. Per questo assassinato dall’Italia intera, un’Italia che oggi come allora è incapace di riconoscere totalmente i suoi vizi, i suoi lati oscuri, ma più ancora di combatterli.

 

PPP e bambini

 

La poesia e l’analisi acuta della società di Pier Paolo sono state non solo ricerca della vero e del reale, ma anche stille di luce in un mondo italico che allora si era inebriato del boom economico, lasciandosi sedurre dal mito del benessere, dei beni materiali, del nuovo, lasciando da parte e dimenticando la storia contadina, il vivere semplice ma puro e vero, l’incanto della gente non colta ma sincera, fiera, forte, leale. Valori lentamente e senza scampo sgretolati oggi nel loro massimo termine, dove chi dovrebbe promuoverli, assieme a una parità di diritti e uguaglianza a discapito del profitto – ovvero, di nuovo, la ‘sinistra’ – è troppo impegnata a rincorrere un leader che non c’è e in cui identificarsi, proprio per mancanza di identità, di progettualità socio-culturale e politica. Troppo impegnata a esaminare gli errori altrui, senza vedere la trave nel suo occhio. Incapace di parlare ai cittadini, al proprio elettorato di riferimento, che è ora in parte migrato verso emergenti movimenti politici dall’esito ancora incerto, se non già in odor di fallimento, in parte ha affidato le proprie speranze a un partito ibrido e approssimativo, che si tiene in vita solo grazie allo spauracchio berlusconiano, indentificato come il male di tutti i mali, e che anche grazie a questa enorme importanza che gli si attribuisce non è ancora definitivamente crollato.

Esiste anche una terza parte di cittadini che non ha scelto nessuna di queste due strade: sono coloro che si sentono sperduti, delusi, incatalogabili, e sempre diffidenti verso chi promette facili soluzioni in cambio di un voto. Sono coloro che non possono accettare di scegliere ‘il meno peggio’, non possono decidere di ‘turarsi il naso’, come suggeriva Montanelli. E quindi rimangono isolati, proprio come Pier Paolo quando è stato tra i primi a riconoscere i primi segni della globalizzazione, prima di tantissimi altri eminenti studiosi, assieme alla distruzione delle culture particolari, alle storture della Chiesa, ai mali del consumismo, al fascismo nascosto nella società borghese e democristiana, nella società ‘bene’.

Oggi il ‘regime democratico’ conosce il suo massimo splendore: lo si capisce soprattutto perché non ha mai più permesso che ci fosse spazio per qualcuno come lui, come Pier Paolo. In questo spazio incolmabile rimaniamo noi che lo rimpiangiamo, in attesa della nascita di un nuovo poeta che ci prenda per mano e ci accompagni in mezzo a
un assolato campo di grano di quell’Italia contadina che ci ha creato e cresciuto per chiedere di scambiare ancora “l’intera Montedison per una lucciola”.

 

Angelica Bezziccari

 

 

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