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In difesa di Mario Balotelli

Mario Balotelli

 

Le polemiche seguite al ormai celebre tweet di Mario Balotelli, nel quale rifiutava l’epiteto di simbolo anticamorra hanno raggiunto livelli di stucchevole perbenismo.  Quindi, avendo fondato un’associazione antimafia, non mancherò di far sentire la mia inutile opinione, anche se si tratta di una “stecca nel coro” delle critiche.

Sì, io difendo le parole di Balotelli; non sose  dietro quel tweet ci sia un qualcosa di lontanamente assimilabile al mio pensiero(e poco mi importa); quello che conta è che Balotelli ha fondamentalmente ragione. Non è un simbolo anticamorra ed è giusto che

non lo sia, come Bono degli U2 non è un simbolo della lotta alla povertà. Balotelli potrà essere un testimonial usato per campagne di sensibilizzazione, certamente. Ma questo non fa di lui un esempio di lotta al crimine organizzato.

Sarebbe noioso propinare un elenco di personaggi che hanno speso la loro vita (perdendola a volte) nella lotta impari contro le mafie. Costoro sono dei simboli e l’associazione di cui faccio parte porta uno di questi nomi.

Balotelli, in qualità di star del calcio quale ragazzo (praticamente un mio coetaneo) poteva usare altri toni, altre modalità per esprimere il concetto, ovviamente. Ma poteva anche essere lasciato in pace. Avendo tempo a disposizione potrebbe andare su internet cercarsi un progetto anticamorra e semplicemente consigliare, via twitter di seguire questa o quella associazione che in Campania o a Milano si impegna contro camorra, ‘ndrangheta, cosa nostra ecc … Perché? Perchè quelli che nel silenzio rischiano la loro pelle sono modelli da seguire e non me ne voglia Balotelli.

Addirittura, guadagnando uno sproposito, come per tutti gli stipendi dei giocatori di Serie A di alto livello -  punto questo che però  sembra non far indignare tutti gli opinionisti di ogni colore e schieramento – potrebbe anche donare qualcosa per far sì che queste organizzazioni non siano lasciate sole (e la cosa non riguarda il Gruppo Antimafia Pio La Torre, che riesce ad autofinanziare i propri progetti grazie a gente di buon cuore che non guadagna un milionesimo di Balotelli e non bisogno d’altro per fortuna).

Essendo però un calciatore di vent’anni perché deve essere anche un simbolo anticamorra? Non vuole esserlo. I ragazzini di oggi lo vogliono imitare? Benissimo, dica che tra l’onestà e la disonestà, tra l’anticamorra e la camorra, sceglie in ogni caso la prima opzione. Non è difficile, in fondo. Ma non gli si chieda di essere o diventare quello che non è: un simbolo per chi lotta contro la camorra.

Soprattutto perché si svilisce l’esempio dei veri simboli che hanno dato la vita per una causa e si fa passare il messaggio che con un cazzo di tweet o una comparsata in una campagna pubblicitaria si possa avere la coscienza a posto e smettere di lottare per un paese migliore e libero dalla criminalità organizzata.

 

Davide Vittori

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