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Noi, tirocinanti allo sbaraglio

Categoria: Società
Pubblicato Mercoledì, 12 Giugno 2013 10:16
Scritto da Francesco Tagliavini
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vignetta vauro sul futuro delle nuove generazioni

 

Prendiamo spunto da questo articolo de L'Espresso per cercare di fare una riflessione sul tormentato mondo degli "stagisti".

Come viene riportato, secondo l'ultimo studio di Excelsior/Unioncamere (del 2012) soltanto il 10,6 per cento dei tirocinanti entra a far parte dell'organico aziendale; una percentuale decisamente bassa considerando oltretutto che il tirocinio (che servirebbe ad acquisire nuove competenze o professionalità, questo per definizione) troppo spesso si riduce allo svolgimento di compiti meccanici affidati al solo scopo di alleggerire il lavoro dei veri dipendenti.

Già, veri dipendenti; questo perchè in Italia non esiste un obbligo retributivo e previdenziale da parte dell'azienda nei confronti del tirocinante che quindi potrebbe trovarsi a lavorare a tutti gli effetti senza percepire un benchè minimo salario.
Uno dei punti più importanti è per l'appunto questo: uno stage non può sostituire MAI e in alcun modo il lavoro dipendente.


All'interno del quadro normativo piuttosto nebuloso che aleggia intorno agli stage una certezza c'è: lo scopo dichiaratamente formativo del suddetto.

Ma allora perchè, complice la devastante crisi lavorativa che stiamo subendo negli ultimi anni, oltre alle giovani generazioni cui il pacchetto Treu si riferiva quando fu creato, ultimamente gli stage vengono porposti anche a lavoratori in cassa integrazione e mobilità? Forse proprio per la possibilità di non corrispondere una retribuzione a professionisti che si suppone essere già formati come quelli appena menzionati?


Un'altra parte interessante di questo mondo riguarda i cosiddetti enti "proponenti", vale a dire le università, le scuole o i centri di formazione che troppo spesso mandano allo sbaraglio i giovani tirocinanti senza curarsi minimamente della qualità dello stage.

Ci sarebbero sicuramente ancora molti punti da approfondire ma ritengo che su questo argomento siano molto importanti le esperienze personali che, sono sicuro, molti di voi hanno vissuto; per cui, vi prego di considerare questo articolo un work in progress da integrare e approfondire. Questo è un punto di partenza, a voi il compito di continuare....

 

Francesco Tagliavini

 

 

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