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Comunicato Gruppo Antimafia Pio La Torre sul presidio di Ariminvm

Categoria: Società
Pubblicato Domenica, 06 Maggio 2012 11:47
Scritto da Super User
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 Comunicato Gruppo Antimafia Pio La Torre sul presidio di Ariminvm

 

Comunicato Gruppo Antimafia Pio La Torre sul presidio di Ariminvm
 
Il populismo di bassa lega ha sempre pagato. È una moneta corrente nella politica odierna e sfruttare deplorevoli episodi accaduti recentemente per urlare la propria indignazione contro gli immigrati è molto semplice. D’altronde l’ultimo, colui che non ha mezzi per difendersi, è facilmente attaccabile da chiunque. Noi del Gruppo Antimafia Pio La Torre abbiamo leggiamo con sdegno frasi  come “ripuliamo Rimini”: non solamente per la carica d’odio e violenza di cui si fanno portatrici tali affermazioni, ma soprattutto per le scarse fondamenta su cui si basano.
Veramente vogliamo fermare l’immigrazione? Allora bisognerebbe chiederlo al precedente governo Berlusconi, che nel 2011 ha fatto uscire un report intitolato “L’immigrazione in Italia: evoluzione e prospettive”, in cui si fa esplicito riferimento al fatto che, se gli italiani vogliono mantenere il proprio stile di vita e continuare a produrre ricchezza, hanno bisogno di immigrazione, anche quella non qualificata per poter coprire dei vuoti non colmabili dai giovani italiani. Per non parlare di quella qualificata fatta di idraulici, fornai, sarti, falegnami ma anche addetti alla robotica ed esperti in informatica che, secondo  la Confartigianato, gli artigiani già nel 2009, quindi in piena crisi, andavano a cercare all’estero.
 
Ma dato che a noi interessa anche il dato mafioso, quando si parla di immigrazione la criminalità organizzata non si tira certo indietro.  Quando si parla di spaccio di droga in Emilia Romagna si deve tener presente ch,e se da un lato, la mafia albanese funge da importatore,  dall’altro, lo spaccio è spesso monopolizzato dalle mafie locali, in particolare la Sacra Corona Unita, come l’operazione Animal House e relazioni semestrali della DIA antecedenti al 2011 dimostrano. Non sorprende poi che i piccoli pesci, i piccoli spacciatori siano per lo più persone disperate o semplicemente galoppini al soldo di organizzazione più grandi. Capitolo a parte merita la cosiddetta immigrazione clandestina: anche qui sono i dati a parlare e non le parole a vuoto. Secondo la Direzione Investigativa Antimafia (relazione del primo semestre 2011), l’immigrazione clandestina è diventata un business fiorente per la criminalità organizzata italiana, la quale, agendo in concerto con le mafie straniere (albanesi, rumene, russe), sfrutta persone che non hanno più nulla da perdere per merce da tratta. Certamente sarebbe da ipocriti negare che frange delinquenziali possano nascondersi nei flussi migratori, ma è altrettanto probabile che semplici malfattori possano “alimentare le microcriminalità o le più qualificate forme criminali associative allogene e autoctone”
 
Secondo Ariminvm il problema è spazzare via gli schiavi. Secondo noi, avendo imparato quale prezzo ha pagato chi ha combattuto la mafia sacrificando finanche la vita in nome della libertà, sono da colpire gli schiavisti (di qualsiasi nazionalità siano) e spezzare le catene della schiavitù. La semplificazione è l’arte della mistificazione in politica. Soprattutto a noi non piacciono le risse, in particolare quelle tra ubriachi molesti che non mettono in condizione gli operatori locali di lavorare in tranquillità. Il problema, però non si risolverà mai con l’approccio fazioso che tende a demonizzare l’immigrato in nome della sicurezza e della priorità agli italiani (la bufala della priorità agli immigrati nell’assegnazione delle case popolari in fondo dimostra come da certi settori la menzogna trasformata in urlo faccia guadagnare facili consensi). L’immigrazione, che nella stragrande maggioranza dei casi è fatta di persone perbene, oneste e desiderose, come tutti gli esseri umani, di migliorare la propria condizione di vita è una risorsa per Rimini e per l’Italia: il modo con cui tratteremo “l’altro” ci dirà anche quale sia il grado di civiltà del nostro paese.
 
Per queste motivazioni oggi alle ore 17 saremo in piazza Tre Martiri a manifestare insieme alle altre associazioni riminesi che, come noi, non vogliono farsi trascinare in questa spirale xenofoba, fiduciosi di apprezzare l’impegno della cittadinanza.
 
                              
 

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