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Le ronde anti-abusivismo non sono una priorità

 

Ronde anti abusivismo

 

Quando si parla di Rimini nelle cronache agostane il problema dell’abusivismo riempie sempre le prime pagine. L’amministrazione comunale ha deciso di imprimere un’accelerazione per cercare di arginare tale questione definita dall’assessore Biagini “una vera e propria minaccia all' (e quindi diventa un problema di mantenimento dell') Ordine e della Sicurezza Pubblica”. E così i telegiornali nazionali non han perso tempo nel far risaltare l’opera delle ronde anti-abusivismo sulla spiaggia. Ronde di “volontari”, si badi, non di forze dell’ordine.

E quindi già ora possiamo domandarci quale sia la coerenza nel mandare privati cittadini

Il nuovo regolamento sulle case popolari

 

Durante la seduta di ieri, 6 Agosto, è stata approvato il nuovo regolamento riguardante i criteri di assegnazione delle case popolari. Su questo tema noi del GAP ci eravamo già espressi precedentemente quando abbiamo deciso di portare il nostro appoggio e il nostro sostegno all'iniziativa organizzata dall'Istituto Gramsci di Rimini sul tema dell'immigrazione e al documento presentato dall'Istituto stesso sui temi discussi in quell'occasione (qui potete reperire il documento)

Siamo molto contenti di affermare che nelle modifiche al regolamento approvate ieri uno dei punti da noi proposti ha trovato diretta applicazione attraverso l'attribuzione di un coefficiente superiore a coloro che sono presenti in graduatoria da maggiore tempo.

Da Nord a Sud, storie di informazione violentata

 

Libertà di stampa

 

Oggi l'Informazione, quella con la I maiuscola, rischia di morire inerme.
Rischia di perire sotto la scure della giustizia, invocata da chi può permettersi di impiegare tempo e denaro (di tutti, mica i suoi) per decretare il decesso di chi faticosamente cerca di fare il proprio mestiere: raccontare i fatti.

Nel profondo Sud succede che un'amministrazione comunale, nella persona del primo cittadino Giulia Adamo, faccia recapitare una maxi-querela al quotidiano online www.marsala.it, una richiesta di risarcimento danni per un totale di - udite udite - 50.000 euro. Un'amministrazione comunale si sente lesa, in astratto, dall'esistenza e dall'attività di un quotidiano online. Per chi si occupa di informazione, magari precaria, può ben capire la gravità della vicenda. Capisce benissimo come un fatto del genere porti con sè la pericolossima eventualità di un precedente senza eguali nel nostro Paese. 

Paolo Borsellino (1940 - per sempre)

 

 

Paolo Borsellino

 

La paura è normale che ci sia, in ogni uomo,

l'importante è che sia accompagnata dal coraggio.

Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura,

sennò diventa un ostacolo che ti impedisce di andare avanti.

 

Paolo Borsellino 

 

 

 

(Ucciso per mano mafiosa.

O così ci è stato detto per vent'anni)



 

 

 

Albergatori in rivolta a Riccione. Pronti a candidarsi?

 

“L’eventuale iniqua tassa di soggiorno non è compresa nei prezzi”.
 
Questa lapidaria scritta campeggia  nella homepage dell’Hotel Edelweiss di Riccione.
È questo l’argomento del giorno nella Perla Verde: l’imposta di soggiorno.
L’imposta, reintrodotta nel 2011 nell’ambito dell’attuazione del federalismo fiscale, dopo l’abolizione nel ’91, è riservata ai clienti di strutture ricettive situate in centri di villeggiatura e città d’arte.

Il GAP aderisce alla petizione per intitolare l’aeroporto di Comiso a Pio La Torre

 

Aeroporto Comiso Pio La Torre

 

Il Gruppo Antimafia Pio La Torre di Rimini aderisce volentieri all'appello promosso dal Centro Studi Pio La Torre, Libera Informazione e Articolo21 per intitolare l'aeroporto di Comiso a Pio La Torre. Come associazione che ne porta con orgoglio il nome riteniamo sia un gesto dovuto, nonché un gesto dal forte valore simbolico per ribadire che non è vero che affiancare il nome di una persona che ha combattuto la mafia ad un luogo (o un aeroporto, come in questo caso) significhi infangare l'immagine di quest'ultima, semmai il contrario. Ricordiamo a tale proposito le strumentali e vergognose dichiarazioni del noto esponente del PDL/MPA siciliano Micciché, il quale sosteneva fosse un errore accostare i nomi di Falcone e Borsellino all'aeroporto di Palermo, in quanto "ci si ricordava della mafia". A Micciché e a coloro che si allineano su tali posizioni ricordiamo che a dare orgoglio ad una terra è il poter ricordare ogni giorno e in ogni luogo quelle persone che quella terra hanno cercato di salvare. Per questa ragione invitiamo caldamente a firmare la petizione per l'aeroporto di Comiso.

Gruppo Antimafia Pio La Torre.

Comunicato Gruppo Antimafia Pio La Torre sul presidio di Ariminvm

 Comunicato Gruppo Antimafia Pio La Torre sul presidio di Ariminvm

 

Comunicato Gruppo Antimafia Pio La Torre sul presidio di Ariminvm
 
Il populismo di bassa lega ha sempre pagato. È una moneta corrente nella politica odierna e sfruttare deplorevoli episodi accaduti recentemente per urlare la propria indignazione contro gli immigrati è molto semplice. D’altronde l’ultimo, colui che non ha mezzi per difendersi, è facilmente attaccabile da chiunque. Noi del Gruppo Antimafia Pio La Torre abbiamo leggiamo con sdegno frasi  come “ripuliamo Rimini”: non solamente per la carica d’odio e violenza di cui si fanno portatrici tali affermazioni, ma soprattutto per le scarse fondamenta su cui si basano.
Veramente vogliamo fermare l’immigrazione? Allora bisognerebbe chiederlo al precedente governo Berlusconi, che nel 2011 ha fatto uscire un report intitolato “L’immigrazione in Italia: evoluzione e prospettive”, in cui si fa esplicito riferimento al fatto che, se gli italiani vogliono mantenere il proprio stile di vita e continuare a produrre ricchezza, hanno bisogno di immigrazione, anche quella non qualificata per poter coprire dei vuoti non colmabili dai giovani italiani. Per non parlare di quella qualificata fatta di idraulici, fornai, sarti, falegnami ma anche addetti alla robotica ed esperti in informatica che, secondo  la Confartigianato, gli artigiani già nel 2009, quindi in piena crisi, andavano a cercare all’estero.

5 Proposte per Vivere Insieme

 

 

L'Istituto di Gramsci di Rimini in collaborazione con altre realtà impegnate nell'ambito del sociale nella città di Rimini (Gruppo Antimafia Pio La Torre, CSA Grotta Rossa, Associazione Karibuni Assistenza alle Popolazioni - AKAP, ANPI Rimini) ha organizzato un incontro pubblico dal titolo Vivere Insieme: Falsi miti sull'immigrazione. A margine dell'incontro l'Istituto ha presentato una serie di proposte rivolte al Consiglio Comunale di Rimini sul tema dell'immigrazione. Sono proposte politiche molto semplici che, a fronte di un modesto costo economico, potrebbero migliorare sensibilmente la vita e le possibilità tanto delle persone che sono emigrate nel nostro paese, quanto di coloro che, essendoci nate, vedono questo fenomeno come un arricchimento e non come una minaccia (la cui falsità e pretestuosità è stata ampiamente dimostrata dagli ospiti presenti in sala).

Fiduciosi del fatto che essi possano essere raccolti e implementati dal Consiglio Comunale di Rimini (e anche, perché no, da altri comuni che lo desiderino), e che possano essere un punto di partenza per una più ampia discussione in materia, pubblichiamo le cinque proposte per vivere insieme

 

Comunicato stampa: Rimini 103esima in una classifica sul reddito

 
RIMINI 103ESIMA IN UNA CLASSIFICA SUL REDDITO. 
IL GRUPPO ANTIMAFIA PIO LA TORRE INVITA AD UNA RIFLESSIONE
 
 
Abbiamo letto dalla stampa nazionale e locale che Rimini si è classificata la 103 posto su 119 nella classifica  dei redditi denunciati nel 2009 dai soggetti  tenuti a versare l'Irpef, l'addizionale comunale, scendendo di cinque posizioni  rispetto all'ultima rilevazione. 
Come Gruppo Antimafia Pio La Torre siamo allarmati da questi dati perchè  indicano inequivocabilmente che il fenomeno dell'evasione fiscale è ancora  molto forte nel nostro territorio, nonostante gli sforzi fatti per poter  ovviare a questa metastasi della nostra economia. Sorprende difatti notare come Rimini risulti una città povera dal punto di  vista dei redditi, mentre si classifica al secondo posto tra le provincie  italiane per sviluppo territoriale. 

Noi, tirocinanti allo sbaraglio

vignetta vauro sul futuro delle nuove generazioni

 

Prendiamo spunto da questo articolo de L'Espresso per cercare di fare una riflessione sul tormentato mondo degli "stagisti".

Come viene riportato, secondo l'ultimo studio di Excelsior/Unioncamere (del 2012) soltanto il 10,6 per cento dei tirocinanti entra a far parte dell'organico aziendale; una percentuale decisamente bassa considerando oltretutto che il tirocinio (che servirebbe ad acquisire nuove competenze o professionalità, questo per definizione) troppo spesso si riduce allo svolgimento di compiti meccanici affidati al solo scopo di alleggerire il lavoro dei veri dipendenti.

Già, veri dipendenti; questo perchè in Italia non esiste un obbligo retributivo e previdenziale da parte dell'azienda nei confronti del tirocinante che quindi potrebbe trovarsi a lavorare a tutti gli effetti senza percepire un benchè minimo salario.
Uno dei punti più importanti è per l'appunto questo: uno stage non può sostituire MAI e in alcun modo il lavoro dipendente.


All'interno del quadro normativo piuttosto nebuloso che aleggia intorno agli stage una certezza c'è: lo scopo dichiaratamente formativo del suddetto.