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Il centro-sinistra e la politica economica nel Governo Letta e dopo il Governo Letta

Letta in Europa

Premetto che non sono un economista, quindi mi perdonerete se non sarò troppo tecnico. Recentemente, Enrico Letta ha dichiarato che non vorrà passare alla storia come il premier che ha sfasciato i conti pubblici. Una frase che è passata in sordina tra le polemiche per la sospensione dell’IMU e dell’IVA – le quali polemiche, per la verità,  assomigliano più a un gioco al rialzo del PDL, nel caso ci dovessero problemi con il Governo e si prospettassero nuove elezioni, che a reali proposte di policy.

Ciò che conta, tuttavia, è il maniacale interesse per il rapporto deficit/PIL così come dal Trattato di Maastricht l’abbiamo conosciuto. Le dichiarazioni del Primo Ministro

Governo Letta: prime valutazioni

 

 

 

 

 

 Giuramento governo Letta

 

E’ dal 16 novembre 2011, ovvero dall’insediamento del governo Monti, che la politica italiana vive in uno stato di necessità ed urgenza, tutte le decisioni sembrano inevitabili e le conseguenze che accompagnano la consultazione elettorale sembrano essere la preoccupazione più grande.

Così, per evitare un’ulteriore tornata, il 28 aprile Enrico Letta ha giurato davanti al Presidente della Repubblica inaugurando un governo quello che Piero Ignazi sulle pagine di Repubblica ha tenuto a definire come un governo “sovrabbondante”,

Carim: una scelta ponderata?

 

 
 
Carim: una scelta ponderata?
 
 


Attraverso un comunicato stringato l’Amministrazione Straordinaria (nominata dalla Banca d’Italia) della Cassa di Risparmio di Rimini nella persona di Piernicola Carollo rende noto che Alberto Mocchi, “in considerazione del qualificato profilo professionale, già sperimentato a vantaggio del Gruppo”, sarà il nuovo direttore Generale della Banca Riminese. Non vogliamo discutere sul profilo tecnico e sul curriculum del candidato, tuttavia come Gruppo Antimafia Pio La Torre ci domandiamo come sia possibile che tra le tante personalità in lizza (presumiamo), la scelta sia caduta su un ex Direttore Generale indagato per riciclaggio. È oltremodo ironico notare che Alberto Mocchi sia proprio l’ex DG del Banco Desio, che proprio dalla Banca d’Italia (ironia della sorte!), dopo le ispezioni del Novembre 2011, era stato accusato di carenze nei sistemi antiriciclaggio informatici e organizzativi della capogruppo e di alcune controllate. Siamo consapevoli che Mocchi all’epoca aveva già lasciato il suo posto (e chissà perché? Verrebbe da chiedersi); tuttavia sappiamo anche che per alcuni esponenti ed ex dipendenti delle controllate Banca Desio Lazio e Credito Privato Commerciale la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, per vicende del 2009, quindi quando Mocchi era ancora sulla sua poltrona di Direttore Generale.

Programmi elettorali: poca antimafia, alcune promesse. Il Centro-Sinistra.

 

 
Riprendiamo da dove avevamo lasciato. Dopo i programmi di centro-destra e movimenti indipendenti, cambiamo sponda.
Ecco a voi i programmi del centro-sinistra in tema di contrasto alla criminalità organizzata. 
 
 
Partito Democratico.
 
Il principale partito di centro-sinistra dedica alla lotta alla criminalità organizzata solamente alcune righe all'interno della sezione riguardante lo sviluppo della Democrazia. Esso è trattato solo per sommi capi e si sostanzia in tre punti, tanto condivisibili quanto vaghi: "difesa del principio di legalità"; repressione sia dell'azione criminale che dell'immensa forza economica; volontà di recidere "ogni legame o sospetto di complicità di alcuni rappresentanti politici". Ad esso si aggiunge il lodevole proposito di considerare come inderogabile "la rigorosa applicazione del codice etico approvato dalla Commissione antimafia [...] per le candidature a tutti i livelli". Sicuramente non molto per un partito che ambisce ad essere la principale forza politica della prossima legislatura. E pensare che il Partito Democratico un programma antimafia dettagliato e ben strutturato già l'aveva! Infatti non più tardi di due anni fa era stato pubblicato un documento, approvato dalla Commissione Sicurezza nell'ambito dell'Assemblea nazionale del PD, riunita a Roma il 4 e 5 febbraio 2011, nel quale l'argomento veniva sviluppato in una molteplicità di direzioni e con un buon livello di approfondimento. Peccato che esso abbia trovato così poco spazio all'interno del programma elettorale.

Sinistra Ecologia e Libertà

Cosentino: una pagina buia per il Parlamento

Il Gruppo Antimafia Pio La Torre  esprime tutto il suo più totale disgusto per quello che è successo oggi in Parlamento. Non ci sono parole per descrivere l'accaduto. La vergogna dovrebbe essere il sentimento comune ha tutti coloro che hanno votato NO all'arresto di Nicola Cosentino. Non perchè noi presumiamo una sua colpevolezza, ma solo perchè molti membri del Parlamento hanno parlato di inconsistenza dell'impianto accusatorio, rimuovendo di fatto il principio sacro di ogni democrazia liberale, quello della separazione dei poteri, principio che risale a più di duecento anni fa, ma che evidentemente non è ancora entrato, per ignoranza, nella testa di molti parlamentari. In parole spicce, il potere legislativo si è fatto giudiziario. La Camera dei Deputati era chiamata a pronunciarsi su un presunto fumus persecutionis nei confronti di Nicola Cosentino: dato che ha votato perchè tale fumus vi sia stato, il Consiglio Superiore della Magistratura, se ne ha il coraggio, agisca di conseguenza, revocando la toga a quei magistrati che, secondo il Parlamento, avrebbero perseguitato Nicola Cosentino, solo per il fatto che costui era un membro eletto. Un fatto altrettanto grave, se fosse vero (cosa pressochè impossibile).

Programmi elettorali: poca antimafia, alcune promesse. Il Centro-Destra e il M5S.

 

Programmi elettorali: poca antimafia, alcune promesse. Il Centro-Destra e il M5S.
Come Gruppo Antimafia Pio La Torre abbiamo deciso di spulciare i vari programmi elettorali dei vari partiti politici per cercare di guardare l’attenzione dedicata ai temi legati al contrasto della criminalità organizzata.
Non si tratta di un endorsement ad alcun partito, ci teniamo a ribadirlo. Da un lato abbiamo posto i partiti di centro-destra più il M5S e dall’altra il centro sinistra. Per ogni campo abbiamo posto a margine un breve commento.
 
Saremo brevi e schematici, buona lettura!
 
 
Partiamo dal PDL
 

Comunicato stampa: 4 sì per la legalità e la giustizia

COMUNICATO STAMPA
 
 
AL REFERENDUM QUATTRO SI PER UN FUTURO ALL’INSEGNA DELLA LEGALITA’ E DELLA GIUSTIZIA.
 
 
Domenica 12 e lunedì 13 giugno si svolgerà l’importantissimo referendum nel quale i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi su quattro quesiti che, comunque vada questo appuntamento elettorale, segneranno definitivamente l’idea di futuro che l’Italia vuole per sé. Il Gruppo Antimafia Pio la Torre della Provincia di Rimini ritiene fondamentale il recarsi alle urne e apporre la croce sul “Si” in tutte le schede.
 
 
I cittadini riminesi che si sono sempre interessati alle nostre iniziative ci hanno sempre visto attivi sui temi della promozione di una sana cultura dell’antimafia e della lotta serrata alla criminalità organizzata. Invitando i cittadini a votare per il “Si” non ci discostiamo per nulla dalla nostra natura e dai valori che rappresentano le nostre solide basi d’azione.

Panciroli: questioni di opportunità.

 
 
 
 
 
E' notizia di questi giorni che il consigliere Fabio Pazzaglia, in un'interrogazione al Sindaco di Rimini abbia chiesto le dimissioni dell'ing. Giovanni Panciroli, Presidente di Rimini Terme s.p.a., società di cui il Comune di Rimini detiene la quota del 5%, tramite Rimini Holding.
 
Il motivo della richiesta nasce dalle vicende che hanno legato Panciroli e la Coopsette, in cui è presente nel Consiglio di Amministrazione Coopsette ininterrottamente dal 1978 al 1997 e nella Direzione Operativa Coopsette dal 1978 fino ad oggi, come possiamo leggere in un suo curriculum presente sul sito del Meeting di Rimini.
 
I riscontri forniti dal consigliere Pazzaglia sono riscontrabili su internet e le stesse informazioni da lui rintracciate sono sostanzialmente anche quelle che abbiamo a disposizione noi.
 
Proviamo a riassumerle:
 
- Arresto nel gennaio del 1995 nell'ambito dell'inchiesta condotta dal PM Ielo sulle tangenti per la metropolitana cittadini, come riportato dal Corriere della Sera in data 22 Gennaio 1995
 
- Condanna per la vicenda sopracitata. Dal  Corriere della Sera in data 17 luglio 1997 possiamo leggere:

 

 
l'ottava sezione penale del Tribunale ha condannato Giovanni Panciroli, rappresentante della "Coop 7", e Sergio Nasi, della "Unieco" a un anno e sei mesi di reclusione. Entrambi furono arrestati durante le indagini, portate a termine dal pm Paolo Ielo nel 1995, dopo l'abbandono di Tiziana Parenti. All'epoca si apri' uno stralcio dell'inchiesta nata dall'esame della distribuzione dei subappalti. In questo modo furono individuati i fondi neri che permisero alle Fiamme gialle di scoprire le tangenti. Gli altri imputati - tecnici e funzionari delle imprese che si aggiudicarono i lavori - hanno avuto condanne a pene comprese tra 17 e 18 mesi di reclusione. Uno e' stato assolto. I sette condannati, inoltre, dovranno risarcire complessivamente tre miliardi e 125 milioni di lire per i danni causati alla Metropolitana Milanese, 25 milioni dei quali per le spese di giudizio. Altri 39 milioni andranno al Comune di Milano, costituitosi parte civile.