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Il dovere del ricordo: Peppino Impastato, 9 maggio 1978

Categoria: Cultura
Pubblicato Giovedì, 08 Maggio 2014 22:26
Scritto da Davide Vittori
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Quando si deve ricordare Peppino Impastato non c’è il rischio di essere banali. Lo si è. E nella nostra banalità l’unico appiglio è distinguere il ricordo vero, dei compagni di Peppino e della loro storia, da quei ricordi imbalsamati, quelli del dovere istituzionale e delle frasi di circostanza.

Per noi visitare Cinisi, già quando i Cento Passi erano divenuti un obbligo per tutti i turisti che passavano, forse ne ha sminuito la sacralità, ma di certo non l’emozione di trovarsi nel posto dove un manipolo di ragazzi prendevano bellamente per il culo i capimafia del posto, ben consci che la loro dignità in paese era una delle cose su cui meno avrebbero voluto ricevere battutine di spirito. 

Seppure per molti di noi con la parola “antimafia” impressa nel nome della nostra associazione, queste celebrazioni possono sembrare una stantia ripetizioni di celebrazioni annuali, abbiamo il dovere di ricordare. Abbiamo il dovere di ricordare Peppino Impastato perché ci ha mostrato come l’antimafia non si faccia nelle procure o nelle aule di tribunale, ma sia un’esperienza che si vive nella quotidianità, tanto nelle proprie famiglie (come quella di Peppino) quanto nella società, proponendo un modello lontano da quello mafioso, ma anche da quello del campanilismo di paese. Un modello di libertà che però non fosse menefreghismo: attaccato alle proprie radici e capace di guardare oltre un potere che all’epoca era più forte e solido che mai.

Abbiamo il dovere di ricordare anche  perché noi, nel ricordare di Peppino,  siamo liberi di essere banali oggi, il 9 maggio  2014. Possiamo essere banali perché qualcuno prima di noi non lo è stato: ha messo in discussione le prove che la polizia ha esibito subito dopo la sua morte e ha combattuto e vinto in Tribunale una battaglia lunga decenni. Oggi possiamo essere banali perché dal 10 maggio 1978 qualcuno ha deciso di non esserlo, non accontentandosi della versione dei fatti usciti a mezzo stampa, ma lottando con le unghie e con i denti per raggiungere la verità: una verità negata per anni e che Salvo Vitale, Felicia Impastato, Giovanni Impastato, il Centro Studi Peppino Impastato e tanti altri compagni di viaggio di Peppino hanno ottenuto.

E se per noi il ricordo di Peppino potrà sembrare qualcosa di già detto, milioni di persone ancora non ricordano a sufficienza. E forse anche noi abbiamo usato male la libertà di essere banali.

A Peppino, dunque, e a chi ha lottato, lotta e lotterà per le sue idee.

 

Davide Vittori


Image credits: paolofacchinetti.com

 

 

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