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San Marino S.p.A., il libro inchiesta sulla presenza mafiosa sul Monte Titano

 

San Marino S.P.A. Davide Grassi


"C'era davvero il rischio che la camorra mettesse piede a San Marino non dalla porta di servizio, tramite una panetteria, un cantiere, una piccola finanziaria, ma dalla porta principale, comprandosi una delle banche più grandi della piccola repubblica".

E' con questa riflessione che si conclude San Marino S.p.A., l'ultimo libro edito da Rubbettino da oggi in vendita in tutte le librerie. 
L'opera firmata a quattro mani dall'avvocato riminese Davide Grassi e il giornalista Davide Maria De Luca è la fedele ricostruzione delle operazioni antimafia che negli ultimi quattro anni hanno letteralmente bersagliato la Repubblica di San Marino e di riflesso Rimini e la riviera romagnola (ma non solo). C'è spazio per tutte e tutti: dalle indagini forlivesi (Re Nero e Varano) - a cui spetta il merito di aver cominciato a scoperchiare il vaso di Pandora - passando per Vulcano1, Vulcano2, Staffa, Criminal Minds e Decollo, e finire con l'ultima "arrivata", Titano (dell'aprile 2013). 

Tra le pagine troviamo i "ritratti" dei vari personaggi, protagonisti a modo loro di queste vicende. Si parla dunque di Francesco Vallefuoco, il chiaccherato avvocato sammarinese Livio Bacciocchi, l'ambiguo imprenditore marchigiano Francesco Agostinelli. Ma c'è spazio anche per gli uomini di Criminal Minds: il patron della Karnak Marco Bianchini (nel libro paragonato all'attore di Zelig Giacobazzi a causa del suo spiccato accento romagnolo) e la sua presunta appartenenza a logge massoniche, ma soprattutto per i suoi guardaspalle Ricciardi e Pierani e i loro legami con altri ambienti criminali, reali o millantati. Diversi capitoli sono infine tutti dedicati agli affari di un altro individuo chiave: l'investigatore Salvatore Vargiu, lo stesso che affermava con fierezza di essere in grado di sorvegliare l'intero territorio sammarinese 24H su 24 grazie ad elicotteri ed altri mezzi all'avanguardia. 

San Marino S.p.A. non è solo un libro sulle mafie sul Titano. Indirettamente racconta il fallimento della politica locale - sammarinese quanto riminese - e della società civile nel cogliere per tempo i segnali dell'aggressione al tessuto socio-economico del territorio. Traspare un senso di inquietudine nel leggere, pagina dopo pagina, conversazioni o fatti di violenza avvenuti in territorio romagnolo, nel civilissimo centro-nord, piuttosto che a Palermo o a Casal di Principe. Eppure Davide Grassi e Davide Maria De Luca non inventano nulla di sana pianta: tutti i discorsi, come gli scontri violenti o le intimidazioni, sono fedelmente riportate basandosi sulle carte e sugli atti processuali. "Ti sciogliamo nell'acido" potrebbe sembrare una nota di colore inserita ad hoc dagli autori, invece è realmente una minaccia esperita a Riccione da soggetti, camorristi e colletti bianchi, trapiantati o già residenti in queste zone.

Il libro è arricchito da una prefazione dello storico Enzo Ciconte, già consulente della Commissione parlamentare antimafia, che prima di tutti gli altri, nel lontano 1998, scriveva di mafie in Emilia-Romagna e del pericolo rappresentato dai capitali mafiosi diretti a San Marino nel suo "Mafia, camorra e 'ndrangheta in Emilia-Romagna".

 

San Marino camorra

 

Abbiamo incontrato Davide Grassi, uno degli autori di San Marino S.p.A., con il quale abbiamo avuto un breve scambio di battute sull'uscita del libro.

D: Partiamo dal titolo. San Marino SPA: cosa ci sta dietro? Come mai la scelta di identificare il Titano come una Società per azioni?
R: San Marino è stata per anni un grande forziere. Lassù c'erano enormi ricchezze e il numero di società e fiduciarie era talmente alto che era inevitabile immaginarla anche come grande impresa. E non deve essere letto in senso dispregiativo

D: Ma i segnali di questa escalation criminale non erano già presenti da tempo? Non si potevano cogliere?
R: Che ci fossero già da tempo, dei segnali preoccupanti, era evidente, ma come accade anche in Italia, si sottovalutano sempre.

D: Eppure fino a qualche anno era impensabile parlare di infiltrazioni o comunque presenza mafiose nelle nostre zone, chi lo faceva era considerato un eretico...
R: San Marino è nel cuore della Romagna, la mentalità è sempre la stessa. La barzelletta che in Romagna ci sono gli anticorpi si racconta ancora.

D: In San Marino SPA si parla spesso, riferendosi a questi presunti mafiosi o camorristi, di cani sciolti. Cosa intendi con questa espressione?
R: È Vallefuoco il primo a parlare di "cani sciolti" non è un termine inventato da noi. Vallefuoco, da quello che si evince nelle intercettazioni, racconta che lassù sono tutti cani sciolti, nessuno ha un vero capo. Questo può creare conflitti e scontri tra i vari gruppi. È quello che poi accade.

D: Nel libro dedichi ampio spazio ai cosiddetti colletti bianchi. Uno di questi, Francesco Agostinelli di Pesaro, viene descritto come una figura un po’ ambigua, con legami e referenti di un certo peso..
R: 
È quello che viene fuori dagli atti dei magistrati (Francesco Agostinelli era stato inizialmente coinvolto nell'operazione Vulcano1 e successivamente, con una posizione ben più grave, nell'ultima indagine napoletana, Titano, dalla quale emerge il suo legame diretto coi vertici dei clan federati ai Casalesi. Ndr.)

D: Pur intitolandosi San Marino Spa, nel libro si parla anche di Rimini. Il rapporto tra Rimini e San Marino, distanti pochi km l’un l’altro, è sempre stato particolare. Quali ripercussioni avevano le vicende sammarinesi per la riviera romagnola e viceversa?
R: La loro vicinanza ha avuto sicuramente un effetto esplosivo.

D: Non si risparmia nemmeno la politica, in questo caso sammarinese. Sottovalutazione, incapacità di comprendere il fenomeno mafioso o c’è dell’altro?
R: Soprattutto impreparata.

D: Si dice spesso che al Nord le mafie operino silenziosamente, cercando di non destare attenzione. Tuttavia in Vulcano, come in Criminal Minds e altre emerge spesso il lato violento delle cosche..
R: Sul fatto che operino silenziosamente ho perplessità. C'è sempre un lato violento in tutte le vicende di criminalità organizzata.

D: Come avvocato fa parte del coordinamento di Sos Impresa, che da anni si occupa di tutelare le vittime di usura. Com’è la situazione qui al Nord e a Rimini? Quante sono le potenziali vittime e sono disposte a denunciare i propri aguzzini?
R: Ci sono molte vittime, ma purtroppo ancora troppe poche denunce.

D: Ultima domanda: dopo la pioggia di inchieste che ha bersagliato Rimini e San Marino, cambierà qualcosa?
R: Voglio sperare. Anche se in parte sono scettico.

 

Patrick Wild

 

 

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