Questo sito utilizza dei cookie tecnici e di terze parti. Continuando con la navigazione l'utente accetta il loro utilizzo

Sabato 5 Marzo: Romagna mafiosa

 
 
Sabato 5 Marzo: Romagna mafiosa
 
 
Tavola rotonda sullo stato della legalità nel territorio
La Federazione Universitaria Cattolica Italiana, gruppo di Rimini, organizza in data 05 marzo 2011, ore 20:45,
Sala degli Archi (piazza Cavour,RN),
un incontro di approfondimento sul tema delle infiltrazioni mafiose nel territorio riminese e dintorni.
Saranno presenti: 
*Salvatore Calleri*, Presidente Fondazione Caponnetto
*Piergiorgio Morosini*, G.U.P di Palermo,
*Daniele Paci*, Magistrato di Pesaro,
 *Cristian Ciavatta*, gruppo Vedo Sento Parlo
*Gruppo antimafia Pio La Torre*. 
Modera la serata la giornalista *Francesca Lozito*.
*Per ulteriori informazioni:*
Presidenti gruppo Fuci Rimini: Giacomo Vaccari, 3381260308, Lorenzo Canini, 3470187020
 
 
Tratto da Romagna Corriere di Rimini del 24 febbraio
RIMINI. «Un’iniezione di fiducia per i tanti, tantissimi imprenditori locali che non hanno ancora avuto il coraggio di denunciare quanto subiscono dalla criminalità organizzata». Il giudice cattolichino Piergiorgio Morosini, da 17 anni in prima linea aPalermo, non è sorpreso dall’inchiesta “Vulcano” e dai dieci fermi per estorsione aggravata da metodi mafiosi che martedì hanno portato alla cattura di numerosi esponenti di treclan camorristici, in azione tra Rimini, Riccione e San Marino.
 
D’altronde era stato lo stesso magistrato a lanciare l’allarme in passato, spiegando che in Romagna «il pericolo delle infiltrazioni è tangibile e non si deve manifestare con morti ammazzati per le strade perché si inizi a prenderlo sul serio». Ora che gli ultimi sviluppi gli danno ragione, il giudice parla a chiare lettere di «una tappa fondamentale e non un a meta finale».
Morosini, cosa le fa credere che questi arresti siano solo la punta di un iceberg?
«L’esperienza mi dice che questi meccanismi, queste forme di criminalità, non agiscono in modo sporadico con un paio di imprenditori, ma nascondono una situazione più corposa, strutturata, in cui sono coinvolte tante vittime che tacciono le violenze subite”.
Crede che questa operazione possa essere una svolte per il territorio?
“Di sicuro svela la realtà in modo crudo. Si tratta di un importantissimo risultato della magistratura e delle forze dell’ordine, che in questo modo hanno lanciato un segnale che può avere effetti di un’importanza senza precedenti: infondere il coraggio a chi, a livello locale, è ancora vittima di questi criminali senza scrupoli”.
Perché dovrebbero uscire allo scoperto proprio ora?
«Perché con questi arresti si è data la prova tangibile che possono essere colpiti anche da noi gli estorsori appartenenti alle pericolose famiglie della camorra.
La fiducia nelle istituzioni, in questo tipo di crimini, è fondamentale”.
Intende dire che anche qui in Romagna chi è vittima non crede di potere essere aiutato ?
«Sì, ma anche una volta raccolto il grido d’allarme, bisogna sapere conquistare la fiducia.
Non si ha idea di che forma di terrore colpisca queste persone».
Lei aveva denunciato questi rischi ma non l’hanno ascoltata in tanti.
«E’ vero, ma bastava sentire Emilio Ledonne, procuratore generale alla Corte d’appello di Bologna che
aprendo l’anno giudiziario 2011 ha dedicato metà del suo discorso proprio alle infiltrazioni della
criminalità organizzata nel nostro territorio».
A livello istituzionale crede che qui si sia preso sottogamba il pericolo?
«Da parte della classe dirigente c’è un atteggiamento auto consolatorio per rasserenare gli animi
e non guardare negli occhi il fenomeno».
Ora cosa si aspetta che accada?
«Che cresca la consapevolezza . Qui in riviera si gioca una partita molto importante: la ristrutturazione del
turismo che porterà alla costruzione di molti edifici pubblici e privati, a cominciare dal lungomare riminese».
Crede che ci sia un rischio tangibile?
«I Casalesi e le altre famiglie hanno talmente tanto denaro da entrare a piedi pari e comprarsi tutto,
condizionando l’intera economia. La ricerca di agganci e corsie preferenziali sarà un terreno delicatissimo su cui prestare attenzione».
Come ci si difende?
«L’aggressione si evita se il tessuto civile e l’amministrazione politica riusciranno a restare compatti e se si
comprenderà in pieno che la legalità non è un ostacolo ma uno strumento di difesa».
Di Simone Mascia
 
 

Comments:

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Joomla templates by a4joomla