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Pio La Torre - La terra a tutti

“La terra a tutti”

Il periodo tra il 1945 e il 1950 è caratterizzato dalla lotta per l’effettiva applicazione dei decreti Gullo, provvedimenti legislativi emanati dall’allora ministro dell’agricoltura del governo Badoglio che garantivano ai contadini maggiori diritti e più terre da coltivare. Lo svuotamento delle norme da parte del successore al ministero, il democristiano Antonio Segni, e l’atteggiamento dei proprietari terrieri che non riconoscevano la legittimità delle norme, scatenò, soprattutto nel Meridione, la richiesta di una effettiva riforma agraria e un’ondata di proteste popolari che ebbero la loro concretizzazione nelle occupazioni delle terre incolte da parte dei braccianti agricoli esasperati.
Pio La Torre, divenuto nel 1947 funzionario della Federterra e successivamente responsabile giovanile della Cgil e quindi responsabile della commissione giovanile del PCI, partecipò attivamente a queste proteste.
Nel luglio del 1949 è membro del Consiglio Federale del PCI che dà l’inizio ufficiale all’occupazione delle terre, lanciando lo slogan: “la terra a tutti”. La protesta prevedeva il censimento delle terre giudicate incolte o mal coltivate e l’assegnazione in parti uguali a tutti i braccianti che ne avessero bisogno. Parallelamente partì anche la campagna per la raccolta del grano, che sarebbe servito per seminare le terre occupate. Il 23 ottobre 1949 fu organizzato il I Festival provinciale dell’Unità a Palermo, al Giardino inglese, per sensibilizzare l’opinione pubblica alla protesta.
Il clima di festa fu però presto interrotto dalle notizie che giunsero pochi giorni dopo, il 29 ottobre, dalla Calabria, da Melissa per la precisione, dove le proteste dei contadini erano sfociate in tragedia con l’uccisione da parte delle forze dell’ordine di tre persone, tra cui un bambino e una donna e il ferimento di altri quindici, oltre a numerosi arresti. Quella strage convinse i dirigenti del PCI palermitano ad anticipare la data dell’occupazione delle terre fissandola al 13 novembre successivo.
Proprio il giorno della strage di Melissa, Pio La Torre celebrava con rito civile al municipio di Palermo il suo matrimonio con Giuseppina Zacco, figlia di un medico palermitano. Informato dal segretario della federazione di Palermo, Pancrazio De Pasquale, interrompe il suo piccolo viaggio di nozze e rientra in città per preparare l’imminente lotta per le terre.

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