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LiberArci dalle spine

 

Casa Peppino Impastato

(All'interno della Casa memoria di Peppino Impastato a Cinisi)

 

Il progetto Liberarci dalle spine nasce da una collaborazione tra Arci e la Cooperativa "Lavoro e non solo" e consiste in campi di lavoro e studio sui terreni confiscati alla mafia siciliana.

 

(Durante il conferimento della cittadinanza onoraria ai volontari del campo)

(Durante il conferimento della cittadinanza onoraria ai volontari del campo)


E' possibile partecipare ai campi dal mese di maggio al mese di ottobre. Le attività riguardano la mietitura del grano, la sistemazione e messa a dimora delle barbatelle di un nuovo vigneto, la sistemazione e la messa a dimora delle piantine di pomodoro, la vendemmia, la raccolta dei pomodori e delle mandorle.

Per ogni campo vengono organizzate anche alcune visite in luoghi simbolo, quali la casa di Totò Riina a Corleone (oggi sede della Guardia di Finanza), Il luogo dove a San Giuseppe Jato venne ucciso il piccolo Giuseppe Di Matteo (figlio del pentito di mafia Santino Di Matteo), Portella della Ginestra (luogo dell'omonima strage del 1947), Capaci, Via D'Amelio a Palermo, Cinisi e la Casa Memoria di Peppino Impastato.

 

Un momento di riposo tra le vigne

(Un momento di divertimento durante il lavoro tra le vigne)


L'esperienza formativa e di lavoro destinata in primis a ragazzi e ragazze ma rivolta a tutti, dà loro la possibilità di partecipare attivamente alla vita della Cooperativa sociale "Lavoro e non solo", la quale, nei territori comunali di Corleone, Monreale, Roccamena e Canicattì, gestisce alcuni appezzamenti confiscati alla mafia. La partecipazione attiva alla vita della cooperativa determina diversi impegni nel corso della giornata. Si spazia dal lavoro diretto sui terreni, alla partecipazione, ai laboratori ed agli incontri di educazione alla legalità democratica. 

In particolare, i momenti di approfondimento sono incentrati sulle tematiche dell'informazione e della cultura, in quanto strumenti del fare antimafia, su tutte le figure legate alla Storia dell'antimafia. Dai corleonesi Bernandino Verro e Placido Rizzotto a Pippo Fava, Peppino Impastato e tutti coloro che hanno dato la vita - e la morte - per questa scelta.
Al termine di ogni campo, l'amministrazione comunale ha deciso di impegnarsi a conferire ad ogni volontario partecipante una cittadinanza onoraria dal forte valore simbolico, a testimoniare il legale tra i ragazzi e il contesto nel quale hanno vissuto e lavorato per due settimane.

 

(Davanti al covo di Bernardo Provenzano)

(Davanti al covo di Bernardo Provenzano)

 

 (A Portella della ginestra, ascoltando le parole di uno dei superstiti della strage del primo maggio '47)

(A Portella della ginestra, ascoltando le parole di uno dei superstiti della strage
del primo maggio '47)

 

 

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