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Diario da Corleone: giorno 0

Categoria: Diari dai campi confiscati
Pubblicato Sabato, 17 Agosto 2013 08:56
Scritto da Patrick Wild
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Valigia in preparazione di Corleone


Ogni diario che si rispetti, solitamente, usa essere scritto dal primo giorno di viaggio od esperienza. E' una consuetudine come tante altre, tutto qui. Questo tuttavia non è un viaggio od un esperienza come tante altre ed è pertanto giusto che non rispetti alla virgola questa regola aurea non scritta. 

E' il giorno 0. E lunedì si torna nella nostra seconda casa, nella nostra Corleone. Inizia l'ennesimo campo di lavoro e studio sui terreni confiscati alla mafia. Per noi del Gruppo Antimafia Pio La Torre si tratta del 5 campo in 6 anni, dal 2008 ad oggi. Per il sottoscritto è il quarto, dopo due anni di lontananza. 

Per chi, come noi, proviene dal cuore della riviera romagnola, meta estiva per antonomasia (seppur in decadenza), scegliere di passare due settimane delle proprie ferie o vacanze potrebbe apparire strano, se non sciocco e paradossale. Bè, costoro non hanno tutti i torti. Si tratta di una scelta folle, folle come i soci della Cooperativa corleonese che ci ospiterà per queste due settimane. Una lucida follia, la loro, di credere per primi in una Sicilia diversa, quando ancora a Corleone non era stato catturato Bernardo "Binnu" Provenzano. Forse con queste persone ci troviamo bene proprio per questa follia che condividiamo entrambi, nonostante veniamo da terre lontane e diverse. 

Sarà pure un diario atipico, ma il momento della valigia rimane sempre il più problematico.
Guanti da lavoro, scarpe da lavoro, calzini, libri da leggere durante la siesta, documenti...

Ma non è tutto: in questa valigia ci metterò e ci metteremo altro: l'esperienza acquisita in questi 4 anni di attività antimafia a Rimini, la consapevolezza del vero significato della realtà corlonese e delle sue fatiche, la voglia di sporcarsi nuovamente le mani con la terra, una volta appartenuta ai boss di Cosa Nostra ed ora simbolo di giustizia e lavoro.

Una volta là, questa valigia la vuoteremo e sapremo riempirla di nuovi significati. Ancora una volta.

 

Patrick Wild

 

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