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Un saluto come tanti

Categoria: Non categorizzato
Pubblicato Venerdì, 18 Gennaio 2013 12:25
Scritto da Super User
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Nella vita di un’associazione si incrociano i destini di molte persone. Alcune di queste, per la loro forza, per il loro impegno e per il loro esempio, lasciano il segno più di altre. Il Gruppo Antimafia Pio La Torre non era ancora nato quando, alcuni di noi, ormai alcuni anni orsono, hanno incontrato Adriana a Corleone. Una volontaria sui generis: una volontaria del Sindacato Pensionati della CGIL che, assieme ad altre magnifiche “diversamente giovani” (le chiamavamo o si facevano chiamare così, non ricordiamo), hanno condiviso con noi i campi di lavoro “Liber-Arci dalle Spine” all’interno della Cooperativa Lavoro e Non Solo di Corleone.
Lei aretina, noi riminesi. Lei ex-operaia e ora segretaria sindacale, noi smanati “extraparlamentari” (ci chiamavano così, questo è sicuro). Due mondi se vogliamo diversi e forse per questo incastonati a meraviglia all’interno della vita della Cooperativa. A volte noi criticavamo la CGIL; a volte lei criticava il nostro voler essere eccezione sempre e comunque: ma avevamo un feeling particolare che ci ha legato per gli anni a venire. Combattevamo dalla stesse parte: lei vedeva in noi la voglia dei giovani di non arrendersi e di lottare per qualcosa, come accadeva a lei quando scioperava nella fabbrica della Lebole(e a pensarci, direi che il nostro combattere è molto più radical-chic rispetto ai movimenti operai di allora, quelli veri e capaci di rivendicazioni forti; o forse sono due epoce diverse e non comparabili…avrei dovuto chiederglielo); noi vedevamo in lei la forza di chi, dopo la pensione, aveva trovato un altro modo di essere partecipe, di essere utile ad una causa, quella dell’antimafia, che lei non scindeva dalla sua vita di fabbrica. Ci aveva detto che erano due facce della stessa medaglia.
 
Ci siamo incontrati l'inverno successivo alla prima Cena della Legalità a Rimini e poi ancora a Corleone, sempre durante i campi di lavoro. Abbiamo presenziato al congresso dello SPI di Arezzo in chiusura del suo mandato e ancora ad Arezzo, prima e durante la malattia. Ma di questo non parliamo oggi.
In ogni momento la ritrovavamo animata dalle stesse motivazioni, da una grande passione e dal suo spirito granitico; tutte qualità che riusciva ad infonderci nei nostri incontri. 
 
Per noi è (non si usa mai il passato per qualcosa che rimarrà comunque come un’impronta indelebile) l’esempio della vita giocata in attacco. Non a rincorrere sogni, ma a realizzarli. Non a invocare il cambiamento delle proprie e altrui condizioni di vita, ma a viverlo.
 
Ecco questa è per noi, e sempre sarà, Adriana.
 
 

 

Un saluto come tanti
Un saluto come tanti  
Un saluto come tanti
 

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