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Solo tanta voglia di cambiare

Categoria: Non categorizzato
Pubblicato Martedì, 11 Gennaio 2011 13:16
Scritto da Super User
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Siamo ancora immersi nelle nostre attività e molti di noi si stanno già domandando quando potremo respirare, prima di sentire il fiato sul collo degli eventi del 2011. Se tre anni fa ci avessero detto che saremmo stati gli organizzatori di un capodanno a Corleone nella Cooperativa Lavoro e Non Solo (i primi a scendere per festeggiare il capodanno con i soci) nessuno di noi ci avrebbe creduto. Probabilmente, però, l’avevamo sperato. È da quattro mesi che abbiamo costituito il Gruppo Antimafia Pio La Torre (G.A.P.) a Rimini e di strada ne abbiamo percorsa, scegliendo di non costituirci come associazione, senza avere le spalle alcuna associazione nazionale che ci aiutasse (anzi, spesso è successo il contrario) e partendo con cento euro di fondo cassa per ogni volontario. Ora è il momento di riflettere un attimo, dopo l’incontro intitolato “Raccontare per Resistere” con Gaetano Alessi, Pino Maniaci e Giulia Fresca e il successo dell’Aperitivo Resistente a Santarcangelo di Romagna del 7 e dell'8 gennaio. Siamo tornati nell'anno nuovo, ma abbiamo iniziato con il ritmo del 2010.
 
È incominciato tutto tra agosto e settembre dell'anno scorso prima che gli ultimi ragazzi volontari a Canicattì tornassero: avevamo intenzione, dopo il successo dell’anno precedente, di riproporre la Cena della Legalità, senza però abbandonare durante l’anno il nostro territorio, dove le infiltrazioni mafiose sono silenti, ma molto radicate. Modalità, menù, anticipo, spesa...siamo ai primi di ottobre tra una decisione e l'altra in merito alla programmazione invernale; la cena sarebbe stata il 27 novembre. 
Due mesi non sono pochi; neanche troppi però: oltre alla cena c’erano tanti eventi da organizzare a Rimini e Non Solo e la consapevolezza che parlare di mafia siciliana non sarebbe più bastato.
 L’idea che ci è balenata in testa è stata quella, sulla scorta delle durante la protesta studentesca del 2009, di organizzare una lezione in Piazza, PUBBLICA, che parlasse delle infiltrazioni in Emilia Romagna. Dopo alcuni dinieghi di vari ospiti, ecco trovato l’asso nella manica: Giovanni Tizian, giornalista di Narcomafie che ha riempito ogni ordine di posto nelle panchine da noi allestite in una giornata alquanto fredda (eravamo al 20 novembre..). Il nostro secondo successo dopo l’aperitivo organizzato con l'ANPI a Santarcangelo. 
Non ci siamo accontentati e, data la disponibilità di Calogero e Mario(questa è per Mario e per i pochi che la capiscono:il libro, il libroooooooo!!!!!!!!), abbiamo deciso di cambiare il nome di Cena della Legalità in Giornata della Legalità, dato che il giorno prima (il 26 novembre) avevamo programmato un evento nella sede del Partito Democratico a Misano Adriatico, in cui il presidente della Cooperativa avrebbe parlato di questa magnifica avventura a Corleone e l’indomani mattina avevamo previsto una serie di assemblee di istituto in una scuola del riminese con ospiti il solito Calogero (che già non riusciva più a emettere un suono dalla bocca…) e alcuni ragazzi di un’altra associazione con cui abbiamo iniziato a collaborare.
Il 27 era il gran giorno, le prenotazioni, partite a rilento, si erano impennate negli ultimi giorni (180 persone), complice anche la vetrina che la cena avrebbe offerto ai candidati delle primarie del PD.
Che fatica tremenda “sfamare” 180 persone e organizzare il dopocena con il giornalista di RaiNews24 Maurizio Torrealta con lo scopo di parlare di trattativa Stato-mafia…ma anche questa era andata.
Rimanevano i pacchi e l’ultima follia, il Tour della Legalità, partito a San Piero in Casale agli inizi di Novembre, ma che a Dicembre sarebbe entrato nel vivo.
Ma quella del Tour è un’altra storia che presto vi racconteremo.
 
I pacchi, in accordo con Maurizio Pascucci, abbiamo deciso di confezionarceli da soli, utilizzando cassette della frutta riciclate in modo da ridurre al minimo l’impatto ambientale e solo prodotti della cooperativa, cercando di diminuire al minimo il ricarico su ogni singolo pacco per evitare di far “solo” beneficenza per Cooperativa e puntando sulla massimizzazione delle vendite dei prodotti per innestare un circolo virtuoso che andasse oltre il G.A.P. e coinvolgesse direttamente i cittadini nell’acquisto dei prodotti.
In mezzo a tutto ciò, grazie a Damiano dell’associazione San Carlo siamo stati ad un’altra assemblea con l’Arci Ravenna per parlare di antimafia nei nostri territori.
Ci sono stati problemi e abbiamo commesso molti errori a causa della nostra inesperienza, ma siamo riusciti a fare tutto quanto avevamo pronosticato e a vendere 290 pacchi, anche qui da soli, senza grande entusiasmo di parte dell’Arci Regionale (a parte poche felici eccezioni come Fiore di Bologna, siamo stati lasciati soli: volevamo fare un punto vendita regionale e abbiamo fallito, perché i vari circoli o chi per loro non se la sentivano di investire denaro per comprare i prodotti con il rischio di non rivenderli; noi abbiamo rischiato e ci è andata bene. Settemila euro non sono una cifra da poco e, in caso di fallimento avremmo dovuto rimborsala da soli alla cooperativa; altri evidentemente, con risorse che centuplicano le nostre non se la sono sentita) e dell’Arci Rimini, che non ha portato neanche un iscritto alla cena della legalità e non è riuscita a far campagna a favore della Cooperativa sia per i pacchi che per le altre iniziative a cui pure era stata invitata svariate volte. Come dire in quest’ultimo caso, siamo codardi e ne andiamo fieri.
Sono parole forti, lo sappiamo, ma dopo l’entusiasmo che i circoli Arci in Sicilia hanno dimostrato, vedere nel nostro ricchissimo panorama la più totale immobilità, è sconfortante.
 
Noi ci permettiamo di criticare non per partito preso, nè perché ci siamo montati la testa o assurdità simili, ma perché come direbbe Milton “chi esalta liberamente ciò che è stato fatto in modo egregio e non teme di dichiarare, altrettanto liberamente, ciò che potrebbe venir fatto meglio, vi dà la prova della propria fedeltà”.
In Emilia Romagna le cose potrebbero essere fatte molto meglio, anche molto meglio di come le facciamo e le faremo noi (a proposito in cantiere ci sono moltissimi eventi, quindi stay connected!), basterebbe dimostrare attaccamento alla Cooperativa e al suo splendido progetto e un po’ più di coraggio nel rischiare, anche con il proprio denaro, se necessario.
Le possibilità sono immense, noi ne abbiamo sfruttate solo alcune e, lo diciamo senza falsa modestia e con orgoglio vero,  ci siamo riusciti bene e praticamente soli a Rimini.  Con 100 euro a testa abbiamo raccolto 12.000 euro, che serviranno a pagare i prodotti comprati, a promuovere altre iniziative a sostegno della Lavoro e Non Solo e del progetto LiberArci dalle Spine e, perché no, per fare una piccola donazione.
 
Perché non prov-Arci?
 
In fondo ne va del futuro della Cooperativa e del sogno che ci stanno facendo vivere.
 
Ai soci e alla Corleone che resiste, vanno tutti i nostri immensi ringraziamenti, senza di loro non avremmo neanche incominciato il nostro cammino.
 
Un saluto,
Gruppo Antimafia Pio La Torre.
 
Solo tanta voglia di cambiare

 

Solo tanta voglia di cambiare

 

Solo tanta voglia di cambiare

 

Solo tanta voglia di cambiare
(nelle foto i giornalisti Pino Maniaci, Gaetano Alessi e Giulia Fresca, i ragazzi del Gruppo Antimafia Pio La Torre)
 
 
 

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