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Processo Vulcano: chiesti 8 anni per Vallefuoco e "Zio Peppe"

Categoria: Rimini
Pubblicato Giovedì, 11 Dicembre 2014 14:38
Scritto da Patrick Wild
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Processo Vulcano

 

Condanne dai 4 agli 8 anni, ma anche diverse assoluzioni. Così ha concluso il Pm, al termine della sua requisitoria nel processo “Vulcano”, durata circa 3 ore.

Con le richieste del Pubblico Ministero (il dott. Enrico Cieri della DDA di Bologna) si avvia dunque a conclusione il processo iniziato più d’un anno fa, l’8 novembre 2013, al Tribunale di Rimini. Dove è successo di tutto, giuridicamente parlando. A partire dalle vittime, difficilmente rintracciabili (una delle quali nemmeno reperibile). Per sentire un testimone, il dominus di Fincapital Livio Bacciocchi, si è perfino andati in “trasferta” nella Repubblica di San Marino.

Nel corso della sua discussione, il Pm ha innanzitutto premesso l’origine dell’indagine condotta dal ROS di Bologna. Cominciata nel 2008, ha percorso poi strade parallele all’attività investigativa portata avanti dai colleghi della DDA di Napoli (indagini Staffa e Titano) su riciclaggio di capitali sporchi e traffico di droga, con la conseguenza di arrivare a processi frammentati e poco coordinati tra loro. Una circostanza peraltro già evidenziata lo scorso anno dalla Direzione Nazionale Antimafia nella sua relazione. 

Spazio anche ad alcune digressioni sull'esistenza di una "cellula modenese", alla cattura di Iovine e al processo Spartacus.

In attesa dell’esito dell’udienza preliminare di Bologna sul filone più importante (l’imputazione è quella del 416 bis), si è quindi giunti a questo processo - di fatto il primo portato all'attenzione della cronaca (ricordate i titoli dei giornali, quel 22 febbraio 2011?) dove sono imputati tredici persone per estorsione ed usura aggravate dal metodo mafioso, commesse tra la riviera romagnola e la Repubblica di San Marino nel 2010 e gennaio 2011. Sullo sfondo, la presenza di diversi gruppi criminali, riconducibili a clan di camorra e ai casalesi, che pressavano a turno le vittime, secondo una logica spartitoria pianificata. Si utilizzava lo schermo apparentemente legale di alcune società di recupero credito o finanziarie, al fine di entrare in contatto con gli imprenditori e successivamente estorcerli per riavere indietro il prestito con interessi altissimi.

 

Albergo Quo Vadis

 (L'albergo Quo Vadis su Via Flaminia)

 

Diversi gli episodi richiamati: il pestaggio dimostrativo nei confronti di Di Fonzo (avvenuto in un capannone attiguo alla superstrada di San Marino), la riunione all’interno del Bar di Rivazzurra, l’incontro e le violenze davanti all’albergo Quo Vadis di Rimini o presso gli uffici della finanziaria sammarinese Fincapital.

Al termine della lunga discussione, il Pubblico Ministero ha infine chiesto 8 anni per Francesco Vallefuoco, Giovanni Formicola, Giuseppe Mariniello e Ernesto Luciano, 6 anni e 8 mesi per Sergio Romano e Pasquale Maisto, 4 anni per Francesco Agostinelli e Francesco Sinatra. Richiesta invece l’assoluzione per i cittadini sammarinesi Leonardo Raimondi e Roberto Zavoli, Antonio Di Fonzo, Amedeo Gallo e per il casertano Massimo Venosa (benché gli sia riconosciuta l’ingombrante appartenenza al clan Venosa, come già emerso nel processo Titano nel quale è stato condannato, lo scorso luglio).

A seguire, le conclusioni della parte civile (l’avvocato Davide Grassi per SOS Impresa), quindi le prime arringhe degli avvocati degli imputati.

Attesa per settimana prossima la lettura della sentenza.

Patrick Wild

 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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