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Usura: una minaccia non così invisibile. Una riflessione sul caso Green Bar

Categoria: Rimini
Pubblicato Lunedì, 14 Luglio 2014 19:37
Scritto da Davide Vittori
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L'usura in Emilia Romagna c'è, ma non c'è. Esiste, ma non esiste.

La stima di SOS Impresa per il 2011 parla di 8.500 commercianti vittime di usura in Emilia Romagna,; sembra quindi notevole il numero dei casi. Da allora sono passati tre anni. La situazione come si è evoluta?

Secondo i dati Eurispes, Rimini si piazza al 40 posto tra le province italiane con un indice di rischio usura (IRU) di 15,3 per il 2013 in linea con i dati del 2010 (15,4). 15,3 è il tasso medio dell'IRU nella regione, anche se Rimini è settima su nove provincie. Un dato molto basso in ogni caso e che fa apparire Rimini come isola felice. In realtà, a Rimini i casi di usura segnalati nel 2013 sono stati 12, ma questi dati reali spesso sono falsati dall'omertà, ossia dalla reticenza a denunciare da parte del usurato.

L'IRU metodologicamente dovrebbe tenere conto di questa incidenza della non-denuncia, ma ci pare che in determinate realtà questo indice sottostimi la portata del pericolo, come le operazioni degli ultimi tre anni (dal 2011) certificano inequivocabilmente.
L'ex presidente della provincia ha dichiarò al tempo dell'uscita dei dati che Rimini è "ancora una realtà territoriale in grado, grazie agli anticorpi sociali, istituzionali e civici, di tenere rispetto ai potenziali rischi di infiltrazioni criminali. L’indebitamento e l’usura, infatti, sono il più delle volte spie di una penetrazione malavitosa che si fa aggressiva e che assalta i soggetti deboli colpiti dalla crisi, precondizione favorente l’aggressione. Proprio in un momento di grande difficoltà come quello attuale è ancora più forte per le piccole e medie imprese con l’acqua alla gola, finire nella stretta dell’indebitamento e, potenzialmente, dell’usura. Un rischio ancora più presente in realtà economicamente appetibili come la nostra, dove la malavita cerca di infiltrarsi con il proprio denaro nero,sfruttando la contemporanea presenza di alcune criticità, come il perdurare della recessione economica, il calo del consumo ed il razionamento dei finanziamenti del sistema creditizio. Le peculiarità territoriali riminesi probabilmente spiegano, almeno in parte, il settimo posto (su nove) tra le province emiliano romagnole".

Siamo convinti che le operazioni degli ultimi anni (non solo quelle riguardanti l'usura) possano testimoniare, invece, un quadro meno roseo in cui la presenza malavitosa nel nostro territorio sia strutturata ben oltre la "potenziale infiltrazione", anche perchè, è bene ribadirlo, non è possibile quantificare realmente quanti siano i casi non denunciati ancora e che sono passate sottotraccia. Come sostiene il GIP dott.ssa Stefania Di Rienzo all'interno dell'Ordine di Custodia Cautelare di Mirror Rimini deve confrontarsi anche con "temibili associazioni criminose, accomunate da una spiccata volontà egemonica sulle attività economiche operanti in questo territorio notoriamente dotato di attività commerciali, imprenditoriali ed immobiliari del tutto appetibili". Certo, non è possibile parlare di associazione in questo caso, ma sono stati riportati due episodi di tentata estorsione, di cui uno compiuto assieme ad altri sodali campani.

Da notare infine come la questione San Marino emerga in ogni vicenda legata all'evasione fiscale. Quando si tratta di nascondere capitali accumulati illecitamente nel territorio, la meta degli evasori è sempre e comunque San Marino. Su questo occorre riflettere.


Davide Vittori


 

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