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Processo Vulcano: le violenze e le minacce ricevute da Livio Bacciocchi

Categoria: Rimini
Pubblicato Lunedì, 23 Giugno 2014 12:40
Scritto da Patrick Wild
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Livio_Bacciocchi_processo_vulcano

"In quel periodo, se al mattino mi recavo in Fincapital e notavo persone strane girarvi attorno, me ne andavo altrove per evitare guai", ha dichiarato nel corso della sua testimonianza al processo Vulcano il notaio-avvocato sammarinese Livio Bacciocchi. 

Era stata annunciata come una circostanza unica e così è stato: per la prima volta nella Storia giudiziaria sammarinese si è assistito ad un'udienza per rogatoria, con domande rivolte dal Pm e dai difensori al teste, alla presenza del Collegio riminese (presieduto dal Giudice Massimo Di Patria). Non si era riusciti ad ascoltarlo in Italia, perché raggiunto da un titolo di custodia cautelare per i fatti legati all'indagine napoletana Titano (la sentenza dell'abbreviato attesa il 3 luglio, per lui il pm ha chiesto 9 anni di reclusione), così per sentire Bacciocchi, già indagato in precedenza in entrambi i filoni di Vulcano, si è insistito per raccogliere la sua testimonianza – ritenuta decisiva - all'interno dell'Antica Repubblica sammarinese. Una testimonianza fiume, quella di Bacciocchi, durata circa tre ore, peraltro quasi senza alcun cedimento. Look e aspetto impeccabili, mentre pochi metri più in là ad ascoltarlo si trovano gli imputati Leonardo Raimondi e Roberto Zavoli, oltre alla persona offesa Michel Burgagni. Accanto a loro, finalmente diverso pubblico presente (a Rimini, per il momento, deserto assoluto), tra cui giornalisti, attivisti e parlamentari del Movimento RETE.

Alle domande del Pm Cieri della DDA di Bologna (scortato fino in aula dai gendarmi sammarinesi), Bacciocchi ha esordito con un lungo excursus circa le torbide vicende in cui si è trovata coinvolta Fincapital e sull'origine dei rapporti con Agostinelli e Vallefuoco. In effetti, a parte qualche altro breve inciso su altre posizioni, il racconto del professionista sammarinese si è incentrato sostanzialmente sulla natura dei rapporti intercorsi con i due. Per quanto riguarda il primo, in merito alla famosa lettera di due diligence e alla proposta di acquistare l'immobile di Fincapital. Il secondo, introdotto e presentato a Bacciocchi dall'altro imputato Roberto Zavoli.

 

 

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Da entrambi ha dichiarato di aver ricevuto minacce, legate perlopiù alla presenza sempre più frequente e intimidatoria attorno alla società finanziaria Fincapital. "Mi minacciavano ogniqualvolta negavo un finanziamento al gruppo Zavoli-Vallefuoco". Un rapporto, quello di questi ultimi, a detta di Bacciocchi conosciuto a tutti, in quanto gli stessi avevano fondato la "ZA-VA (come Zavoli-Vallefuoco) GROUP", all'interno della quale veniva gestiti attività come la Ises sammarinese e il Mod's Cafè di Gualdicciolo.

Dal legale di Agostinelli, l'avv. Rocco, è arrivato il contro-esame più accanito per il notaio sammarinese. Infine, lamentando la violazione del contradditorio per il proprio assistito, lo stesso avvocato ha prospettato una futura richiesta di confronto tra il teste Bacciocchi e Agostinelli, da effettuarsi (chissà) attraverso lo strumento della video-conferenza. Per rimanere in tema di circostanze mai verificatesi, ad oggi.

Piuttosto noti la maggior parte degli episodi rievocati da Bacciocchi e riguardanti, oltre che l'indagine Vulcano I, anche fatti relativi ad altre indagini: l'acquisto della Ferrari Scaglietti, il pestaggio dei fratelli Lo Giudice all'interno degli uffici di Fincapital, il forno Vallefuoco. Bacciocchi ha poi menzionato una riunione, avvenuta in quelle stanze, di cui fino a quel momento non aveva mai parlato. Da "Giovannone" (Formicola), invece, avrebbe ricevuto anche due schiaffoni in faccia.

"Avevo paura. Ma ora non più", ha dichiarato fermamente Bacciocchi.

Il giorno successivo, all'udienza fissata davanti al Tribunale di Rimini, il Collegio è stato tuttavia costretto a rinviare l'esame degli imputati, in quanto si è venuti a conoscenza di un grave malore accorso poche ore prima all'avvocato Rocco, difensore di Agostinelli. Rinvio con riserva, dunque, all'udienza giù prevista per questa settimana. In caso positivo, saranno 6 gli imputati che hanno comunicato che risponderanno alle domande.

Patrick Wild

 

 

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