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Bene confiscato a Cattolica: ancora situazione in stallo

Categoria: Rimini
Pubblicato Sabato, 14 Giugno 2014 10:07
Scritto da Davide Vittori
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Guardia di Finanza

 

Per quanto riguarda il bene di Cattolica (sito in Via ex-Saludecese, 4-b) sequestrato a Ardian Kazazi nel 2001 e confiscato in via definitiva dopo il rigetto del ricorso dell’imputato in Cassazione, la situazione è paradossalmente complicata. Paradossalmente, poiché si tratta formalmente del primo bene confiscato nella Provincia di Rimini che è stato formalmente riassegnato. Era il 2010: il destinatario era la Guardia di Finanza, che però non ne ha mai preso possesso. Ad un anno di distanza dal dossier, la situazione non ha subito sostanziali evoluzioni.

L’interrogativo centrale del nostro dossier (che potrete scaricare quirimane sostanzialmente valido: “se l’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC)” – scrivevamo l’anno scorso – “ha assegnato il bene senza chiedere un consulto alla GdF sulla fattibilità del suo riutilizzo, ci troveremmo di fronte ad una spiacevole inadempienza nelle procedure di assegnazione. Su tale punto, tuttavia, non abbiamo ricevuto risposte dall’Agenzia. […] “Se, invece, la GdF ha fatto richiesta per l’appartamento-garage a fini abitativi, non si capisce perché non ne abbia preso possesso sin da subito, attendendo che fosse occupata da un soggetto terzo”. Dopo la sua assegnazione alla Guardia di finanza, difatti, ci era stato riferito che la presenza di un occupante avesse impedito a questa di entrare in possesso effettivo della palazzina.

Abbiamo quindi raggiunto telefonicamente Leo Cibelli, vicesindaco di Cattolica nonché assessore al patrimonio pubblico e al demanio, il quale ci ha comunicato che, da contatti recenti con la Guardia di Finanza, la persona che occupava (non sappiamo ancora a che titolo) l’appartamento non sarebbe più presente e che il comune si sta muovendo per rilevarlo dalla Guardia di finanza e adibirlo ad alloggi popolari per fare fronte all’emergenza abitativa.

Le Fiamme Gialle, però, non sono state in grado di confermarci la notizia riguardo questo presunto inquilino”. Secondo le parole del Maggiore Antonucci la posizione decentrata rispetto al centro cittadino, risulterebbe poco pratica e per questo si starebbe trattando con il Comune per uno scambio immobiliare, in quanto la destinazione d’uso del bene, un appartamento per il personale della Guardia di Finanza, stante queste condizioni, non potrebbe essere rispettata.

Sono passati parecchi, troppi, anni dalla confisca. Permanendo dubbi sull’utilità di uno scambio a somma zero ai fini di risolvere l’emergenza abitativa, apprezziamo comunque due elementi quali l’interazione tra istituzioni e forze dell’ordine e la disponibilità di entrambe a comunicare le informazioni, seppur queste non sembrino sempre univoche.

Andrea Maioli e Davide Vittori

 

 

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