Questo sito utilizza dei cookie tecnici e di terze parti. Continuando con la navigazione l'utente accetta il loro utilizzo

Beni confiscati a Rimini: il progetto housing first prende quota

Categoria: Rimini
Pubblicato Mercoledì, 11 Giugno 2014 06:56
Scritto da Davide Vittori
Visite: 2623
Нравится

 

A giugno del 2013 ci eravamo lasciati con un bene confiscato, quello riminese, non ancora assegnato e la cui gestione era ancora in fase di progettazione (è possibile scaricare gratuitamente il dossier qui).

A un anno di distanza, cos'è cambiato?

Il bene confiscato a Giuseppe Liuzzi in Via Satyricon sarà parte, assieme ad altri nove appartamenti, del progetto Housing First. Si tratta di un progetto triennale, inserito all’interno del network nazionale #housingfirstitalia e finanziato dal Comune di Rimini con oltre 200 mila euro fino al 2016 (22,5 mila euro per il 2014, 90 mila all’anno per 2015 e 2016). L’obiettivo – si legge nel sito della Federazione Italiana Organismi per le persone senza Dimora (fio.PSD) – è favorire il rapido inserimento abitativo di persone senza dimora presenti nel territorio riminese e segnati da forme di disagio psico-sociale. La politica di Housing First mira a ribaltare il concetto di inserimento di persone senza fissa dimora e affette da problemi di vario genere (dalla tossicodipendenza all’alcolismo,per esempio): se in precedenza, l’accesso alla casa era condizionato a vari progetti vincolanti, ora viene garantito alle persone senza fissa dimora un tetto, per poi cercare di sviluppare un processo di recupero dal disagio. Al fondo di questa scelta c’è una idea chiara: prima la dignità del singolo, poi il recupero.

Una scelta che ci trova d’accordo e che attraverso il bene di Via Satyricon sarà realtà. Nel dossier del 2013 tra le opzioni di utilizzo, come Gruppo Antimafia Pio La Torre, specificammo che l’abitazione “l’appartamento potrebbe essere utilizzato per emergenze abitative di vario genere, ovvero potrebbe divenire residenza temporanea e a titolo gratuito, per coloro che dovessero trovarsi improvvisamente sprovvisti di abitazione a causa di calamità naturali, cedimenti strutturali, incendi o qualsiasi altra evenienza dovesse sopraggiungere.”

Attraverso un bando ad evidenza pubblica, le associazioni del terzo settore potranno prendere in gestione il bene per l’uso che abbiamo fin qui specificato. E finalmente si restituirà alla città, un bene che le apparteneva di diritto: e sarà restituito alle persone che più necessitano di un aiuto.

Sono passati quattro anni dalla confisca: se si prende in considerazione che il tempo medio che intercorre dalla confisca alla rassegnazione è mediamente di dieci anni, possiamo considerare Rimini una buona pratica da seguire, in particolare per la collaborazione attiva tra gli assessorati competenti e le associazioni interessate. Ci auguriamo di poter entrare anche a noi a vedere l’appartamento, per ora dobbiamo accontentarci delle planimetrie, messe a disposizione durante il dibattito pubblico in Consiglio Comunale in merito alla riassegnazione del bene in oggetto. Notiamo, in ultima istanza, che l’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati ancora risulta come il soggetto che ha in gestione il bene: la verità, tuttavia, è che il Comune ne sarà il gestore.

 

Davide Vittori

 

Comments:

Download SocComments v1.3