Questo sito utilizza dei cookie tecnici e di terze parti. Continuando con la navigazione l'utente accetta il loro utilizzo

Processo Vulcano: il Tribunale non molla la presa su Burgagni e Bacciocchi

Categoria: Rimini
Pubblicato Giovedì, 22 Maggio 2014 17:39
Scritto da Patrick Wild
Visite: 3209
Нравится

 

Processo_Vulcano_Rimini

 

Nuova udienza, questa mattina al Tribunale di Rimini, per il processo instaurato a seguito dell'indagine Vulcano I a carico di 14 imputati per reati di usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso, tra riviera romagnola e Repubblica di San Marino. Alla precedente seduta era rimasta in sospeso la decisione, assolutamente rilevante, circa la richiesta del Pm della DDA Enrico Cieri di acquisire al fascicolo del dibattimento le dichiarazioni rese precedentemente da Grassi, Burgagni e Bacciocchi (tutti testimoni).

Prima di sciogliere la riserva, e dopo una pausa di circa due ore e mezza per attendere l'arrivo dal carcere di Parma dell'imputato Massimo Venosa, si è ascoltato per la terza ed ultima volta il Maggiore del ROS Elvio Sabino Labagnara. Dopo aver relazionato sull'attività di indagine di ottobre e novembre 2010, questa mattina il Maggiore Labagnara ha ripercorso brevemente le tappe dei servizi di o.c.p del successivo dicembre, gli arresti in flagranza di Agostinelli e Sinatra, i fermi del 22 febbraio ai primi 10 indagati (quando scattò di fatto l'operazione Vulcano I) e i relativi sequestri di rolex, abiti costosi e ampia documentazione. Proprio in questa documentazione i militari hanno rinvenuto riferimenti e appunti relativi alla c.d. “cellula modenese” dei Casalesi, alla Ferrari Scaglietti (già oggetto della parallela indagine TITANO), a schemi per la divisione di compiti (probabilmente per la rete di spaccio di droga che Agostinelli stava predisponendo sulla riviera adriatica, anche questa già analizzata nell'indagine TITANO della DDA di Napoli), oltre che a Iovine e Zagaria, allora massimi esponenti del clan dei Casalesi. Nel contro-esame, poi, si è perfino fatto riferimento a PASCARELLA Giovanni (deceduto nel maggio 2010, con funerali celebrati a Santarcangelo di Romagna, padre di PASCARELLA Salvatore entrambi vicini al clan degli Acerrani), dal momento che LUCIANO Luigi usava presentarsi ai propri interlocutori, in quel caso a Grassi Luigino, come nipote di Pascarella (benché non lo fosse realmente).

 

Mafie_Romagna_SanMarino

 

 

Terminata la testimonianza del Maggiore Labagnara, il Collegio presieduto da Massimo Di Patria ha finalmente letto l'ordinanza con la quale ha ammesso l'acquisizione delle dichiarazioni rese in precedenza da Grassi Luigino, in quanto irreperibile, ma non quelle di Burgagni e Bacciocchi. Per entrambi, si procederà ad una rogatoria internazionale a San Marino. Se ammessa, l'intera Corte, il Pm e le difese si “trasferiranno” per l'occasione sul Titano per interrogare i due. In caso negativo, a rivolgere le domande ai due testimoni sarà il Commissario della Legge sammarinese.

Udienza chiusa e appuntamento a giugno, in attesa di una – speriamo pronta - risposta dal Monte Titano.

 

Patrick Wild

 

Comments:

Download SocComments v1.3