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Processo Vulcano: A.A.A. cercasi testimoni

Categoria: Rimini
Pubblicato Lunedì, 19 Maggio 2014 11:37
Scritto da Patrick Wild
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Processo Vulcano

 

E' ripreso a Rimini l'8 maggio, il processo Vulcano. L'udienza precedente era stata particolarmente densa: tre i testimoni ascoltati, tra cui la russa Elena Schegoleva, ex compagna dell'imprenditore Michel Burgagni, nonché una delle vittime emerse nel corso dell'indagine. In quest'ultima udienza è invece tornato in aula come testimone il Maggiore del ROS di Bologna Elvio Sabina Labagnara, il quale all'epoca seguì l'attività d'indagine coordinata dalla DDA felsinea sulla pervicave e frenetica attività estorsiva e usuraia perpretrata da tre gruppi legati alla criminalità organizzata campana e casalese tra la riviera romagnola e la Repubblica di San Marino.

Il Maggiore Labagnara ha in parte ripercorso quanto già esposto a marzo, quando fu sentito per la prima volta in questo processo, sull'origine dell'indagine Vulcano, le confessioni delle vittime (rese solo in parte e dopo lungo tempo) ai Carabinieri, i pedinamenti e l'attività di intercettazione nei confronti degli imputati. Proprio su questo aspetto delle indagini si è concentrata la prima parte dell'udienza, in particolare sulle fasi salienti e più concitate della vicenda. Il riferimento è al mese novembre 2010, periodo in cui l'indagine subisce un'improvviso sviluppo, in quanto si alza drasticamente il livello delle minacce da parte dei due gruppi criminali (il gruppo Vallefuoco e quello capeggiato da Zio Peppe Mariniello) che fino a quel momento estorgono l'imprenditore Burgagni. Sono i giorni concitati compresi tra il 3 al 6 novembre 2010, quando sulla riviera romagnola convergono i principali imputati. Ci sono Sergio Romano e Giovanni Formicola, i quali noleggiano una stanza all'hotel Quo Vadis di Rimini (davanti al quale il ROS assiste ad un incontro tra i vari soggetti e dove, secondo il racconto di Burgagni, quest'ultimo avrebbe ricevuto degli schiaffi da Formicola per la consegna di un assegno), ma soprattutto si riscontra la presenza di Zio Peppe Mariniello, giunto appositamente dalla Campania per "concretizzare" l'estorsione a Burgagni e mettere fine agli scontri intestini tra i due gruppi criminali concorrenti. E in effetti, Burgagni racconta che quest'incontro avviene davvero, il pomeriggio del 4 novembre 2010, all'interno di un bar di Viale Faenzaa Rivazzurra di Rimini, dove viene convocato da Zio Peppe in persona, al quale tutti sembrano portare rispetto. Segue l'episodio degli abiti prelevati dalla boutique della Shchegoleva a Riccione, il "passaggio" delle vittime sotto la "protezione" del terzo gruppo – quello riferibile ad Agostinelli e a Venosa, la vicenda della terrazza del Park Hotel di Cattolica (in realtà sono solo una parte dei fatti per i quali il Maggiore Labagnara dovrà indicare l'attività svolta e le intercettazioni eseguite).

 

 

Albergo Quo Vadis Vulcano

(L'albergo Quo Vadis di Rimini, dove hanno pernottato i membri del gruppo degli "acerrani")

 

Ma al di là della deposizione del testimone, la fase più accesa dell'udienza è stata – come del resto anticipato all'udienza precedente – quella riguardante la richiesta da parte del Pm della DDA Enrico Cieri di acquisire ai sensi degli articoli 512 e 512 bis le dichiarazioni rese in fase di indagini preliminari dalle persone offese Burgagni e Luigino Grassi, citati a testimoniare per l'ennesima volta, e per l'ennesima volta senza risultato. I due, insomma, non si trovano. Inutile sorprendersi delle eccezioni sollevate dagli avvocati della difesa: Murgo (difesa Luciano) in primis, al quale si è accompagnato D'Errico (difesa Mariniello). Tutti concordi nel ritenere che quelle dichiarazioni non vadano acquisite, in palese violazione del principio di formazione della prova in dibattimento e del principio del contradditorio. Non si è nemmeno fatta mancare la puntualizzazione della difesa di Raimondi, che ha ricordato (anche se informalmente noto a tutti) come Burgagni fosse comunque presente pochissimo tempo prima al processo che lo vede imputato per corruzione a San Marino, assieme a Bacciocchi ed altri e che l'indirizzo attuale di Burgagni fosse diverso rispetto a quello noto alla DDA.

 

 

Le Desir Riccione

(Il sito internet dell'allora boutique della Shchegoleva, a Riccione davanti al Palacongressi)

 

Sulle richieste e sulle eccezioni, il Collegio presieduto dal Giudice Massimo Di Patria si è riservato la decisione per la prossima udienza, nella quale verrà probabilmente continuato a sentire il Maggiore Labagnara. Molto difficile la presenza di Livio Bacciocchi come testimone, in quanto pende ancora l'ordine di custodia cautelare del GIP di Napoli per l'indagine Titano. Indagine che potrebbe vedere il suo epilogo tra giugno e luglio, quando si concluderà il giudizio abbreviato per buona parte degli imputati nell'indagine parallela sui reati di associazione a delinquere e riciclaggio per conto dei casalesi attraverso FINCAPITAL.

 

Francesco Vallefuoco

(Francesco Vallefuoco, durante una delle ultime udienze)

 

Sicuramente è prematuro per dare giudizi su questo processo, ma appare altrettanto evidente che fino ad oggi sono stati fatti diversi errori e sono emerse circostanze che potrebbero compromettere non solo l'esito di questo processo, ma anche comportare pesanti ripercussioni sull'indagine "madre" (al momento in attesa di udienza preliminare a Bologna). Diverse sono le considerazioni da fare, che ci riserviamo di formulare in un secondo momento. Poche le certezze: l'importanza della prossima udienza, fondamentale per capire come si evolverà, ma soprattutto l'ennesima constatazione che questo processo non interessa a nessuno, se non ai pochissimi noti. Sebbene sia stata la prima maxi-operazione a far luce sulla presenza della criminalità organizzata in quest'area in tempi recenti, per ora ad assistere all'udienze di Vulcano, oltre al sottoscritto e a SOS Impresa costituita – sola - parte civile (tramite l'avv. Rachele Grassi del Foro di Rimini), presenti solo un paio di giornalisti sammarinesi e, qualche settimana fa, una classe di Liceo Scientifico di Cesenatico. Vige un silenzio assordante (ben spartito tra Rimini e San Marino) da parte di politica, cittadinanza e la maggior parte delle associazioni (occupate perlopiù a parlare di mafie "ectoplasma" anziché preoccuparsi di indicare e approfondire fatti concreti). Al solito, è sempre facile parlare di queste tematiche una volta che diventano di moda, ma nessuno ama realmente sporcarsi le mani. A momento debito daremo certamente conto di questa inconcepibile e ingiustificabile indifferenza, come del resto abbiamo sempre fatto. Per ora appuntamento alla prossima udienza.

 

Patrick Wild

 

 

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