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Beni confiscati a Rimini: un altro passo verso il riutilizzo sociale

Categoria: Rimini
Pubblicato Venerdì, 29 Novembre 2013 23:50
Scritto da Super User
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Appartamento via satyricon a Rimini confiscato a Liuzzi

 

In data odierna apprendiamo con piacere che il bene immobile sito a Rimini, in Via Satyricon n. 1, confiscato in via definitiva all’imprenditore Giuseppe Liuzzi nel maggio del 2012 (e della quale vicenda abbiamo ampiamente parlato, per primi, all’interno del nostro dossier sui beni confiscati presenti della provincia di Rimini), sarebbe prossimo a essere finalmente riutilizzato per scopi sociali.

 


Da Newsrimini.it si legge:

Da un bene confiscato alla criminalità nuovi alloggi per senza fissa dimora

A Rimini un bene confiscato alla criminalità organizzata diventa una casa per chi vive in condizioni di disagio. Il progetto è stato presentato dall’assessore al Patrimonio Gian Luca Brasini oggi in V Commissione consiliare, ricevendo parere favorevole all’unanimità.

Il progetto nasce dalla richiesta da parte dell’Amministrazione Comunale di acquisire un immobile nella zona di Marina centro oggetto di confisca e ora gestito dalla “Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”.

Su questo immobile la Direzione Servizi Educativi e Protezione sociale ha studiato un progetto di Housing First, per superare la condizione di marginalità in cui vivono persone senza fissa dimora.
Il progetto di Housing First partirà nei primi mesi del 2014 e prevede di destinare una decina di alloggi a persone senza fissa dimostra e con problematiche di tipo psichiatrico presenti da tempo sul territorio comunale. 
Il progetto sarà realizzato in collaborazione con le realtà riminesi del terzo settore, riconoscendo e valorizzando la loro esperienza sul territorio.

 

La storia


L’intera vicenda ha origine quando, come Gruppo Antimafia Pio La Torre, nell’estate del 2012 veniamo a conoscenza della recente confisca a titolo definitivo dell’appartamento situato nell’immobile a pochi passi dal mare, in zona Marina centro a Rimini. Di seguito ne diamo comunicazione ai consiglieri comunali di Rimini Carlo Mazzocchi e Savio Galvani, i quali poco dopo presentano un ODG concernente politiche di contrasto e prevenzione alla criminalità organizzata e in tema di beni confiscati, che viene prontamente approvato in consiglio comunale. Dopo una preliminare dichiarazione d’interesse di acquisizione da parte del Comune, a firma del primo cittadino Andrea Gnassi, l’iter burocratico porta alla presentazione del progetto di Housing first. Questo progetto, nel quale rientrerà in parte anche il bene confiscato a Liuzzi, risponde all’esigenza di predisporre politiche per contrastare la persistente crisi economica e sociale, della quale a farne le spese sono innanzitutto soggetti già fortemente emarginati.  Proprio una recente interrogazione del consigliere Fabio Pazzaglia, qualche giorno fa, poneva l’accento sulla necessità di implementare e accelerare progetti simili, in grado di fronteggiare l’emergenza abitativa e l’isolamento di questi soggetti.  Si tratta d’altronde di un utilizzo che già al termine del 2012 avevamo ipotizzato, tra gli altri possibili, per l’appartamento di Via Satyricon.

Altra novità rilevante e positiva il fatto che l’ipoteca che gravava sul bene, a favore di Unicredit, grazie alla recente normativa entrata in vigore, verrà ceduta e sarà dunque onere dello Stato, tramite l’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, provvedervi. L’appartamento di Via Satyricon potrebbe dunque essere acquisito al patrimonio comunale a titolo di gratuito per essere finalmente utilizzato per fini sociali, come prevede del resto la L. 109/96. 


Auspici e prossimo futuro

Se tutto procederà come auspicato (il condizionale è d’obbligo, date le innumerevoli complicazioni cui sono soliti soggiacere i beni confiscati durante l’iter che va dal primo provvedimento di sequestro al riutilizzo effettivo), si tratterebbe di una vittoria per tutti: abbattere i vincoli e gli oneri che gravano sui beni confiscati, destinare tali immobili a finalità e progetti di riutilizzo sociale, garantire un futuro più giusto a chi ne necessita, ricomponendo il tessuto sociale.

Come Associazione che da sempre si interessa a tale tematica e nel contempo cerca di stimolare le amministrazioni locali a interessarsi a sua volta e a mettere mano sui beni confiscati presenti sul nostro territorio (nella pratica per le Amministrazioni i beni confiscati sono percepiti piuttosto come un problema), non possiamo che esserne soddisfatti e orgogliosi. L’affermazione della legalità, quando si traduce come in questo caso in politiche volte alla giustizia sociale, è l’espressione più alta e fedele dello spirito con il quale venne coniata la legge 109, e prima di questa la Rognoni – La Torre. Monitoreremo con attenzione i futuri passaggi, allo scopo di verificare che tutto proceda su questi binari, nella speranza che la medesima sorte tocchi ora agli altri beni confiscati a Rimini e in tutta la provincia, per svariate ragioni ancora lontani dal concreto riutilizzo. 


Associazione Gruppo Antimafia Pio La Torre


                                   

--> Leggi il dossier sui beni confiscati nella provincia di Rimini <---

 

 

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