Questo sito utilizza dei cookie tecnici e di terze parti. Continuando con la navigazione l'utente accetta il loro utilizzo

Rischio usura in Riviera: intervista al prof. Fiasco della consulta nazionale

 

Usura e estorsioni a Rimini e Riccione

 

Da Newsrimini.it

Le recenti indagini della Guardia di Finanza (ndr Lady Godiva, La Perla e Pepe Nero nell'ambito delle operazioni Tie's friends e Good night tie's friends), che hanno portato al sequestro di noti Night Club di Rimini e Riccione, non ha fatto altro che confermare come il rischio usura ed estorsione sia presente anche sulla Riviera.

Una recente indagine pubblicata dal Sole 24 Ore poneva Rimini a metà classifica tra le realtà italiane più rischiose ma con un netto peggioramento rispetto agli anni precedenti (dal 27esimo al 40esimo posto). Colpa anche della crisi e dei rubinetti sempre più chiusi da parte delle banche. Abbiamo cercato di approfondire l'argomento con il professor Maurizio Fiasco della consulta nazionale antiusura che ha curato anche la ricerca del Sole 24 Ore.

“Nelle grandi crisi commercio e servizi sono le attività economiche più esposte >- spiega il professor Fiasco - e di conseguenza Rimini e la Riviera diventano delle realtà dove vengono reinvestiti i proventi di attività finanziarie anche delinquenziali che maturano altrove. Allora ci possono essere imprenditori che scendono sotto la soglia di redditività e di fronte ai quali si aprono due alternative: la prima, se si è esclusi dai canali del credito, è quella di farsi finanziare in nero e in modo illegale. Questo apre le porte ai fenomeni di usura. Dall'altro lato invece l'imprenditore può mettere sul piatto il patrimonio familiari ma questo crea un'ulteriore vulnerabilità mettendo a rischio non solo l'impresa ma anche gli aspetti esistenziali.” 


Quali le possibili contromisure?

“In primo luogo – dice l'esponente della consulta antiusura - adattare le modalità operative delle banche che in questo momento tendono ad assumere comportamenti di autodifesa che accentuano le difficoltà delle imprese. Si dovrebbe fare un piano economico adattato all'economia del territorio all'interno del quale i vari attori (banche, camere di commercio e associazioni degli imprenditori, istituzioni) definiscano cosa fare per rilanciare la domanda e permettere al tessuto locale di produrre valore.”

“Un'altra contromisura
 – prosegue - è la definizione di una strategia giudiziaria specializzata. Le istituzioni devono mettersi in posizione attiva e non aspettare che il fenomeno esploda. Devono interpretare il territorio, la condizione delle imprese e delle famiglie e sulla base di questo selezionare le priorità per stroncare sul nascere i tentativi di occupazione del territorio. Un territorio, che nel caso di Rimini, è molto appetibile.”
“Non ultimo, gioca un ruolo fondamentale anche la funzione amministrativa regolatrice delle istituzioni pubbliche. Insomma 
- conclude Fiasco - si deve definire una cornice all'interno della quale ognuna gioca un suo ruolo e si rende esplicito un modello di difesa sociale dall'impatto della criminalità sul territorio. Territorio a cui la crisi abbassa le difese immunitarie dalle anomalie.”
 
 

Comments:

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Joomla templates by a4joomla