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Inaugurato il chiosco incendiato ieri notte a Riccione

Categoria: Rimini
Pubblicato Sabato, 29 Giugno 2013 15:40
Scritto da Andrea Maioli
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 Chiringuito Riccione incendiato

 

Salve, sono Andrea Maioli del Gruppo Antimafia Pio La Torre e ci occupiamo di infiltrazioni mafiose in provincia di Rimini...”.


Presentandosi così spesso si è guardati con indifferenza e sospetto dall'interlocutore ed è raro ottenere interviste o informazioni.

Raul Conti, canottiera, pelle arrossa dal sole e occhiali a specchio di ordinanza, invece, mi accoglie con una vigorosa stretta di mano e un sorriso rassicurante.

Iniziamo l'intervista mentre la vita alla spiaggia 71 di Riccione, della quale Raul e la sua famiglia sono i proprietari, trascorre come fosse un sabato estivo qualsiasi, come se all'ingresso non si venisse accolti dalla vista dei resti di un incendio doloso.

Nella notte di venerdì, infatti, i clienti dell'hotel di fronte alla spiaggia hanno chiamato i vigili del fuoco per segnalare le fiamme provenienti dalla spiaggia.

Ad andare a fuoco era il “chiringuito”, piccolo chiosco di tre metri per tre in riva al mare, che, primo in tutta Riccione, avrebbe dovuto essere inaugurato il giorno seguente. Visionati i filmati delle telecamere di sorveglianza si vede un uomo che, intorno alle tre del mattino, si avvicina alla struttura con una tanica di benzina. I danni stimati sono intorno ai trentamila euro con conseguenze, oltre che sulla struttura, soprattutto sugli impianti. Nonostante questo quando arrivo vedo tre persone appoggiate al bancone che si stanno bevendo un caffè mentre parlano con il barista.

 

 

Raul, questo non è il primo caso di atto intimidatorio nei confronti dei bagnini intenzionati a dotarsi dei chiringuitos, vi erano già state delle minacce esplicite...

Avevo sentito di queste minacce, ma non ritengo fossero rivolte direttamente verso i bagnini, secondo me erano per chi costituiva la società insieme allo stabilimento balneare. Infatti l'amministrazione esige che questi chiringuitos nascano dalla collaborazione tra un concessionario di spiaggia e un barista, chioschista per la precisione. Ritengo quindi che le minacce siano state fatte alla categoria dei baristi. Noi, prima di oggi, non ne abbiamo mai ricevute. Per quest'anno siamo i primi ad aver aperto il chiosco, so che anche altri hanno aperto le pratiche per dotarsi anche loro del servizio, ma non conosco la loro situazione.

 

Sui giornali di oggi le ipotesi e i collegamenti si sprecavano, tra questi molti hanno fatto riferimento al ferimento Lentini del 2005 e, quindi, all'ambito del gioco d'azzardo e delle bische clandestine.

No, assolutamente... Io credo che qui ci siano degli equilibri di spiaggia che, probabilmente, sono andati a toccare qualche interesse particolare, che però non conosco, e che poi ha generato l'atto intimidatorio. D'altra parte mi sembra di capire che questa gente non conosca il dialogo.

La vostra decisione di rimboccarvi le maniche e non rimandare l'inaugurazione mi sembra comunque la migliore risposta possibile.

Le nostre intenzioni sono proprio quelle di andare avanti e continuare, anche perchè abbiamo avuto una solidarietà totale da parte di tutti. Tutti, dalle istituzioni, il sindaco, le forze dell'ordine, i clienti, gli amici personali, gente di Milano, di Roma...

 

Il sindaco Pironi ha subito parlato di “infiltrazioni criminali”, qual'è stata la sua reazione a queste parole?

Guardi io faccio il bagnino, avevo solo letto di azioni come queste e mai avrei potuto aspettarmi di vivere una situazione del genere,. Però noi andiamo avanti, non molliamo. I miei colleghi bagnini mi hanno informato che hanno intenzione di istituire un giorno, che potrebbe essere quello della “Notte Rosa”, in cui, attraverso un gesto simbolico come, ad esempio, la chiusura per cinque minuti di tutti gli ombrelloni, si esprima solidarietà nei confronti delle vittime di questi atteggiamenti. Stiamo insomma studiando qualcosa che, coinvolgendo anche i chioschisti, possa colpire e sensibilizzare nei riguardi di questo problema che oggi è stato nostro, ma domani potrebbe essere di un altro.

 

L'intervista è finita. Io ho pranzato da poco e già che ci sono mi prendo un caffè.

Lo bevo di corsa e faccio per andarmene.

“Buon lavoro, Andrea!” Mi dice il barista.

“No, buon lavoro a voi...”

 

Andrea Maioli

 

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