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San Marino esplode? Capitolo II. Disco Anni '80 e Dragoni mitologici

Categoria: Rimini
Pubblicato Giovedì, 20 Settembre 2012 12:23
Scritto da Super User
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Questo è il secondo capitolo dell'esame che stiamo conducendo sui risultati della Commissione antimafia sammarinese e sulle novità dei rapporti tra finanziarie, colletti bianchi, politici e camorra. Il primo lo trovate QUI. Buona lettura.

 
 
L’area ex-Symbol: ovvero parte delle accuse a Gatti 
 San Marino esplode? Capitolo II. Disco Anni '80 e Dragoni mitologici
 
 
Gabriele Gatti, il Beppe Pisanu della politica sammarinese.  O il Salvo Lima, con cui peraltro pare non condividere solo la militanza democristiana: ma questa è solo un’infelice battuta e una stupida illazione. Dal 1978 è stato eletto senza mai andare in aspettativa al Consiglio Grande e Generale di San Marino. Democristiano doc, dove la DC ancora esiste e prospera. Dal 2011 è stato eletto Reggente della Repubblica nonostante le proteste di alcuni cittadini sulla sua nomina. Nella Relazione della Commissione Antimafia lo si dipinge come “un’altra persona” stando a quanto dichiarato dall’interessato. C’è in giro per San Marino un alter ego di Gatti e non se ne sapeva l’esistenza, a meno che quello che raccontano pressoché tutti i teste sia falso.
 
Ci auguriamo che le querele che farà, dato l’ “imbarbarimento del diritto” che non gli ha permesso un contraddittorio all’interno della Commissione (quasi che la Commissione sia un Tribunale), possano portare alla luce la verità. Specie per le relazioni con Franco (o Francesco) Vallefuoco, di cui vi daremo conto nelle prossime puntate).
 
Se ciò che ci raccontano è giusto, e finora è la parola di molti teste contro la sua, Gatti conosce piuttosto bene Livio Bacciocchi, tanto che come altri politici sammarinesi
 
 “Se andavano in ufficio non facevano sala di attesa e andavano direttamente nello studio dell'avvocato”
 
Non si tratta solo di cene, quelle tra intimi amici, simili a quelle di Bruno Vespa con Cardinali e politici vari: di mezzo ci sono anche gli affari.  E Livio Bacciocchi, il notaio ingenuo, sappiamo che strani affari conduceva con Fincapital. Tra i tanti, c’è l’acquisto dell’area ex-Symbol, una discoteca piuttosto inn negli anni passati. In questa area Gatti qualche interesse l’aveva. E se anche nulla ci fosse di penalmente rilevante vale quanto asserito dalla Commissione per cui
 
per tutti i politici, comunque, vale la considerazione che frequentare imprenditori impegnati in iniziative di milioni di euro, non all'insegna della trasparenza, può non essere opportuno”.
 
I fatti: in data 21 settembre 2005, fra (omissis) e la società (omissis), veniva stipulato atto di compravendita, relativamente al bene immobile di cui sopra [Symbol], dal notaio Livio  Bacciocchi.  Il  prezzo  complessivo  di vendita  veniva  stabilito  in  euro 5.722.220,00. I progetti sull’area ex-Symbol vengono approvati dalla Commissione Urbanistica in due letture e successivamente dal Congresso di Stato (2007). L’Ufficio Urbanistica approva il piano, dopo un respingimento, nel 2010.
In mezzo a questa storia c’è la vicenda di una tangente versata a Moreno Benedettini, secondo il teste, ammontante a 30.000 euro.
 
D’altronde sul Symbol, a sensazione, molti politici avevano quote. La sensazione è di questo tipo: questo cantiere ha avuto problemi per partire e qualcuno ha dato una mano in cambio di una quota
 
Ma soprattutto ci sono due versamenti da 100.000 euro l’uno in contanti effettuati da Gabriele Gatti nel 2009 quando già era in vigore la norma che prevedeva pagamenti non superiori ai 15.000 euro a meno di rivolgersi a soggetti abilitati. La Commissione chiede a Bacciocchi se il pagamento non gli fosse sembrato anomale. Imperterrito il notaio risponde: “per me no, con Gabriele Gatti no”. Gabriele Gatti deve essere un soggetto abilitante in sé. Intermediari non ne servono, garantisce la militanza nella Democrazia Cristiana. Ovvio. La chiusa della Commissione non merita altri commenti. “All’epoca Gatti era Segretario di Stato per le Finanze”.
 
Un po’ come se a Rimini eleggessero alla Camera di Commercio un imprenditore, un M.M. qualunque, che ha scudato milioni di euro da San Marino e che era il riscossore delle tasse per il tramite di Equitalia. Ah già, è accaduto anche questo a Rimini.
 
 
Val-dragon: Mister X e le lingue di fuoco
 
San Marino esplode? Capitolo II. Disco Anni '80 e Dragoni mitologici
 
 
 
Su wikipedia.en (in lingua inglese) lo ritraggono con l’avvenentissima Condi Rice, anche se è difficile distinguere chi dei due sia l’uomo. Lui è Fiorenzo Stolfi, ex Segretario di Stato della Repubblica di San Marino e membro del PSD. Indignato pure lui dalla relazione; il suo nome era già emerso con l’Operazione Staffa e già allora aveva negato. Negare, negare, negare. Eppure c’è un “grande accusatore” che sostiene che Stolfi sia il Mister X che avrebbe promesso di sbloccare l’area di Valdragone rendendo il terreno agricolo edificabile. Per lui però è cannibalismo politico, anche lui Vallefuoco non l’ha mai incontrato. Mai. Insomma, Vallefuoco è come Azzurina. Parla, parla, ma compare solo di notte. Che sia anche lui rinchiuso a Montebello?
 
Anche qui i fatti:
Dei famosi lotti di Vladragone se ne parla perché compaiono, guarda caso, nelle intercettazioni riguardanti Vallefuoco. In ballo c’erano all’epoca 32.000 metri quadrati da sbloccare e rendere edificabili. Una cordata, con dentro Mister X, l’avrebbe comprata per 2,4 miliardi di lire prima delle elezioni. Mister X era sicuro che una volta al Governo avrebbe potuto sbloccare l’affaire; venne firmato un patto scritto che si pensa sia in mano di un avvocato.
 
“Nella scrittura c'era scritto che le aree dovevano diventare edificabili per "intercessione” di Stolti. D'altra parte gli altri sottoscrittori si impegnavano a raccogliere voti per lo stesso Stolfi e c'era l'impegno a portare voti anche per i candidati della cordata di Stolfi: (il teste) si ricorda di Iro Belluzzi, ma non del terzo candidato. In base alla scrittura il politico avrebbe ricevuto altri benefici oltre a quelli elettorali: in particolare avrebbe avuto una fetta del ricavo economico di tale affare pur non partecipando al finanziamento dello stesso.”
 
 Il fatto che mister X sia Stolfi lo si viene a sapere nel 2003 da Romeo Busignani, uno della cordata, tutti gli altri soci negano. Tuttavia
 
 “furono aperti fascicoli assegnati al Commissario della Legge Battaglino. Ricorda (il teste, ndr) che il Commissario chiese loro se nella vicenda erano coinvolti personaggi politici. Tutti - Michel Burgagni, i fratelli De Biagi, Alvaro Selva - dissero il falso perché sostennero che nessun politico era coinvolto; l'unico a dire la verità fu Busignani”.
 
Quando scoppiò la vicenda dei lotti, tutti i soci si incontravano spesso ed era sempre presente anche Stolfi, all'epoca Segretaria di Stato alle Finanze”. Evidentemente il ruolo non porta bene.
 
Però per concludere l’operazione serviva un finanziatore che ci mettesse i vili euro. Secondo i teste, anche qui, guarda caso, era la Fincapital di Bacciocchi ad aver messo i soldi. Il frazionamento del terreno doveva farlo invece Romano Zanotti, socio di Fincapital. E Stolfi, secondo i teste, era a conoscenza che a finanziare il progetto sarebbe arrivato Bacciocchi. Tra i vari politici coinvolti c'è Nadia Ottaviani, politicamente vicina a Stolfi avrebbe fatto da intermediaria per poter avere “la sua fetta”, il 15%. Anche lei nega ogni addebito (e in Consiglio è parsa quella che meglio ha saputo difendersi).
 
Vi abbiamo lasciato il meglio alle prossime puntate.
 
Così potrete scoprire se Vallefuoco e Azzurrina siano la stessa persona e se il mistero del Castello di Montebello sia stato definitivamente svelato.
 
 
Davide Vittori
 
 
 
 

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