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I parcheggi a Rimini: nelle mani di chi?

 

I parcheggi a Rimini: nelle mani di chi?
 
 
(Pubblichiamo anche qui la nota inviata ai quotidiani ed attualmente - ci risulta - pubblicata sul Resto del Carlino Rimini e Corriere di Rimini)
 
 La notizia apparsa oggi (ieri ndr) sul Carlino e il Corriere di Rimini dimostra ancora una volta di più quanto le Mafie nella nostra città possano incunearsi nel tessuto econnomico di Rimini. I sospetti che gravano sul Consorzio Urbania “Vivere la Città”  di Torre del Greco sono, nei fatti, inquietanti. Non solo, tali preoccupazioni sembrano condivise anche da altre amministrazioni in Italia, dove il Consorzio ha vinto appalti pubblici. A Somma Vesuviana il sindaco Raffaele Allocca ha sospeso dal 28 febbraio scorso il servizio di parcheggio a pagamento nella cittadina sommese guarda caso gestito proprio dal Consorzio Urbania. Una notizia del 15 febbraio scorso apparsa su Luna Notizie invece riporta come la Prefettura di Napoli sempre nei confronti di Urbania, che gestisce anche un parcheggio nel centro storico di Latina, abbia inoltrato un’interdittiva antimafia a che metterebbe a fuoco amicizie di alcune consorziate (nello specifico: la Smart project) con ambienti criminali (il clan camorrista dei Falanga). Il Gruppo Antimafia Pio La Torre chiede che venga per lo meno sospeso il servizio (che oltre al comune di Rimini riguarda anche quelli di Bellaria e Igea Marina) sino a che non venga dimostrata l’innocenza e l’estraneità ai fatti contestati. In ballo ci sono 716.441,60 euro (di dubbia provenienza) e la trasparenza delle norme di assegnazione, anche per il rispetto dovuto alle altre tre imprese che avevano partecipato al bando. 
 
Purtroppo non è servito nemmeno basarsi sull’ “offerta economicamente più vantaggiosa”; l’Agenzia bene aveva fatto a non fondarsi sul massimo ribasso, cosa questa che con la legge regionale sugli appalti diverrà norma procedurale. Ma tale precauzione non è bastata; il nostro augurio è che la creazione di una White List, cioè una lista di imprese oneste a cui potersi richiamare in caso di appalti pubblici, offra una prevenzione tale da scoraggiare le imprese colluse (o presunte tali, come in questo caso) a partecipare ai bandi. Ne va della nostra economia sana; in gioco c’è il fare impresa nel nostro Comune.
 
 

10.000 GRAZIE

 

 
Piano, piano. Un passo per volta. Alla fine siamo riusciti ad arrivare alle sospirate 10.000 visite nel nostro blog. Nello sterminato universo del Web esistiamo anche noi e per fortuna qualcuno se n’è accorto. Da un anno lavoriamo per questo blog; prima solo per pubblicizzare i nostri eventi in zir par la rumagna, sconfinando di tanto in tanto in insieme ai Folli Folletti Folk per qualche evento cultural-musicale. Poi anche per parlare della cancrena del nostro tempo, le infiltrazioni mafiose e l’insediamento sempre più preoccupante della criminalità organizzata nel nostro territorio. Nostro, perché alla terra in cui siamo nati e cresciuti, noi vogliamo tornare a parlare di economia, politica, ambiente, cooperazione e non di mafie. In fondo a noi piace pensare di avere un mandato a termine.
 
 
Quando la mafia e i comportamenti mafiosi saranno estirpati il G.A.P. non avrà più ragione di esistere e felicemente ci ritireremo a vita privata. Purtroppo, il percorso sarà lungo, anzi, lunghissimo e magari invecchieremo parlando di antimafia (o magari ci saremo rotti le scatole e ce ne andremo con la mafia ancora a sfruttare le ricchezze della nostra economia). In ogni caso ci proveremo a denunciare ciò che ancora non va nel nostro tessuto sociale e nella politica. Dall’evasione fiscale allo spaccio di droga, dal gioco d’azzardo al riciclaggio passando per le intimidazioni di stampo mafioso, che l’operazione Vulcano ha mostrato in tutta la loro crudele assurdità. Sono fenomeni con cui noi vogliamo fare i conti, guardandoli per quello che sono, vale a dire la testimonianza che non ci sono safe heaven in Europa e in Italia inattaccabili dal potere mafioso.
 
 

Il Gruppo Antimafia Pio La Torre convocato in commissione cultura a Rimini

 

Il Gruppo Antimafia Pio La Torre convocato in commissione cultura a Rimini
 
Antimafia: il Gap Pio La Torre ascoltato in commissione consigliare
Il Gruppo Antimafia Pio La Torre oggi pomeriggio è stato ricevuto dalla commissione cultura del Comune di Rimini. Al centro della seduta, la proposta di un patto di consultazione antimafia per la legalità, la sicurezza e lo sviluppo.

Tra Rimini e San Marino: terre di libertà e infiltrazione mafiosa

 

Infiltrazioni mafiose san marino
 
Questo articolo apparirà in questi giorni nella newsletter di Un'Altra Storia. L'associazione, nata nel 2006 per sostenere Rita Borsellino nella campagna elettorale per la presidenza alla regione Sicilia, ha come punti di riferimento l'antimafia e la legalità democratica. Punti questi che condividiamo in toto. 
 
 La leggenda vuole che Vespasiano abbia pronunciato la celeberrima frase “Pecunia non olet”; se davvero fosse così San Marino sarebbe uno Stato pressoché incontaminato da ogni cattivo odore. Tuttavia, non tutti i soldi sono uguali; non tutti i soldi sono inodore. Parte di quelli che transitano a San Marino, grazie al suo strettissimo segreto bancario, sono in odore di Mafia. Riciclaggio, si dirà. D’altronde pulire il denaro proveniente da attività illecite è la conditio sine qua non per penetrare nell’economia sana.
 
Ma il riciclaggio da solo non spiega perché Rimini e San Marino siano state protagoniste assolute nel 2011 per le operazioni antimafia. C’è dell’altro; e “l’altro” si chiama infiltrazione mafiosa. Stando all’ordinanza del GIP, l’operazione “Animal House” ha mostrato, per esempio, come la Sacra Corona Unita nella persona di Luciano Perfetto avesse intenzione di fare impresa in Romagna con il denaro proveniente dal traffico di stupefacenti, di cui l’organizzazione stessa detiene una grossa fetta di mercato in Riviera. E che dire dell’operazione “Criminal Minds”, dove coinvolti non sono solo affiliati alla Camorra, ma anche professionisti e imprenditori locali, nonché un uomo della guardia di finanza di San Marino? Ancora più inquietante è il ritorno di nomi noti alle cronache, come Giovanni Pascarella, coinvolto nel tentato omicidio Lentini, o Ardian Kazazi, spacciatore albanese ed ex intestatario di un appartamento confiscato a Cattolica. Per chi si sta occupando di Mafia da anni, queste operazioni non sono una sorpresa, al contrario dei soliti “beninformati” che rifiutano l’idea di un Nord mafioso quanto il Sud, quanto semmai risultano la conferma dei gridi di allarme lanciati da magistrati valenti, come Piergiorgio Morosini e a volte sottovalutati dalla classe dirigente locale. Classe dirigente che per fortuna oggi appare conscia del problema e vogliosa di contrastare questa piaga sociale ed economica. Perché a rimetterci dall’infiltrazione mafiosa non sono i collusi del posto, ma un’intera collettività schiacciata dal peso dell’illegalità.
 
 
 
Davide Vittori

Le mafie a Rimini: cosa è successo nel 2011?

 
Breve documento riassuntivo per mostrare come la mafia si è arricchita accanto a noi 
solo negli ultimi mesi
 
 
 
 
 
 
 
(Ricordiamo inoltre che Domenica 17 Luglio, Venerdì 22, Sabato 23 e Domenica 24 ci troveremo alla festa del Pd al Parco Ausa di Rimini, con materiale informativi sulle nostre attività e i prodotti ottenuti col lavoro sui campi confiscati a Cosa Nostra"
 
 

Tra Rimini e San Marino: dove si ricicla e si tenta distruggere un’intera comunità

 
 
 
Vi vorrei raccontare la storia di due amici, Marco e Gianni È giovedì sera. 
Marco: “Facciamo una scampagnata in bici?”
Gianni: “Perché no, il panorama è bellissimo salendo da Rimini per San Marino. Però voglio dare il meglio di me, si va e si torna senza bere”.
Marco: “Dai, va bene, male che vada mi faccio raccogliere con lo straccio dall’ambulanza…” .
 
Il giorno dopo, i due si trovano al solito posto, il bar poco distante dalle loro abitazioni. Marco si presenta senza borracce. Gianni, invece, ne ha otto in una borsa. Nel vederlo arrivare, Marco gli chiede conto della promessa del giorno prima.
“È ancora valida. Non c’è acqua nella borraccia.”
“E allora a che ti servono?”
 “È un favore per un amico. Tu prendine quattro senza chiederti nulla. Io ne porto altre quattro e quando torniamo abbiamo una ricompensa”.
Marco non è tipo che si fa domande. Vuole andare in bici e basta; si è preso un giorno di ferie apposta.
Arrivati a San Marino, Gianni chiede le borracce di Marco indietro. Marco ancora non capisce; sono fermi davanti a una banca. Gianni scende dalla bici, entra in banca con le borracce e ne esce cinque minuti dopo, gettando le borracce nel bidone. Marco iniziava a capire:le borracce erano piene di soldi sporchi, che arrivano nella terra di nessuno per essere puliti. Ecco come unire l’illegale al dilettevole.

 

Una storia stupida, che non varrebbe la pena di raccontare. Se non fosse che è realmente accaduta.

Comunicato stampa: contro le infiltrazioni mafiose a Rimini

 

Riciclaggio

 

 

Contro le infiltrazioni mafiose, questionario anonimo a imprenditori

 
Un questionario anonimo da sottoporre a commercianti, imprenditori e cooperative per monitorare l'estensione del fenomeno mafioso nel territorio. La proposta è del Gruppo Antimafia Pio La Torre della Provincia di Rimini.
 
 
Un'iniziativa che ha già suscitato interesse a Forlì e Cesena, ricorda il GAP, e che sarebbe importte anche per Rimini. L'invito è rivolto alle istituzioni, anche quelle non chiamate al voto, e alle categorie. 
 
La criminalità organizzata a Rimini c’è, ed è presente da tanto tempo. La recente operazione “Vulcano” ha portato alla luce solo la punta di un iceberg ben più grosso, massiccio ed opprimente.
Questa operazione condotta dai ROS e dalla direzione distrettuale antimafia, che ha condotto all'arresto pericolosi camorristi, ha messo in luce inquietanti dati di fatto da tempo troppo sottovalutati: le mafie a Rimini investono e ricorrono al racket e all'usura per incravattare la nostra economia.