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Criminal Minds: inizia il processo

 

Criminal Minds

 

Giovedì 9 Maggio, davanti al Tribunale di Rimini in composizione collegiale ha avuto luogo la prima udienza del filone principale di Criminal Minds

La complessa vicenda era venuta alla luce in seguito ad una lunga e articolata indagine della Guardia di Finanza di Rimini, che il 17 gennaio del 2012 aveva portato all'esecuzione di 30 ordinanze di custodia cautelare tra Rimini e San Marino (dove sono state inviate richieste di estradizione). 

Il tutto sarebbe nato da una presunta attività di dossieraggio industriale commissionata dal patron della Karnak Marco Bianchini all'investigatore privato Salvatore Vargiu (il quale nel famigerato "Memoriale K" si vantava di controllare l'intero territorio sammarinese 24h su 24 anche attraverso un elicottero). Da lì le Fiamme Gialle sono arrivati a scoprire la vicenda di reciproche minacce e violenze tra Bianchini e l'imprenditore anconetano Claudio Vitalucci, a causa di una somma 3 milioni di euro pretesa dal primo per aver distratto dal fallimento i beni di quest'ultimo attraverso una delle finanzarie appartenenti all'universo B-Holding. A questo punto ognuno dei "pretendenti" metteva in gioco i propri guardaspalle allo scopo di intimorire l'avversario: Vitalucci con picchiatori locali, pregiudicati albanesi (il boss albanese Ardian Kazazi) e campani, Bianchini con i propri uomini di fiducia. Alla fine la spunta quest'ultimo grazie al decisivo intervento di Carletto "Ro piano", per conto del clan camorristico Gallo-Cavalieri di Torre Annunziata.

Firmato il protocollo sulle infiltrazioni mafiose tra Prefettura e Notai

Riportiamo di seguito l'articolo tratto da Newsrimini:

Ha detto: 'Siamo al fianco del Prefetto nell’azione di monitoraggio delle transazioni di aziende sul territorio.

Ieri la firma del notaio Rosa Menale, neo presidente dei Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Forlì-Rimini, ha ufficialmente chiuso la rosa dei sottoscrittori del Protocollo della Legalità, fortemente voluto dal Prefetto Claudio Palomba con l’obiettivo di monitorare il settore alberghiero (1200 alberghi solo nella città di Rimini, a cui se ne aggiungono altri 2400 sul territorio della provincia).
Sottolinea il Prefetto di Rimini Claudio Palomba: 'I notai sono fondamentali nel sistema di rete che abbiamo attivato per il monitoraggio del settore alberghiero: dalle nuove aperture, alle compravendite ai sub ingressi o altre variazioni delle strutture. Così come lo saranno via via

Beni confiscati: concludiamo il 2012 con una notizia importante

 

 

Il sindaco di Rimini a seguito dell'odg da noi promosso assieme a due consiglieri del Pd e di Fds sui beni confiscati (e il radicamento mafioso in città) ha firmato l'interessamento per la gestione dei beni presenti nel territorio e invierà tale impegno alla Prefettura come da noi richiesto per poter sveltire le pratiche di riassegnazione. Speriamo si possa trovare un accordo con UniCredit per l'appartamento in via Gounod, 1 (gravato da ipoteca) e per il bene in via Des Verges (sempre a Rimini, traversa di Via Covignano), appartenuto alla 'ndrina dei Muto


Ecco il testo dell'ODG:

Rimini: nuova terra di confisca - Il nuovo Dossier del Gruppo Antimafia Pio La Torre

 

Negli ultimi anni in qualsiasi evento o incontro ci siamo trovati a partecipare abbiamo parlato dei beni confiscati e delle bellissime realtà, come la Cooperativa Lavoro e Non Solo di Corleone, che si impegnano a restituire alla cittadinanza pezzi di territorio che le erano stati ingiustamente sottratti dalla criminalità organizzata. Ma cosa c'entra tutto questo con Rimini?

Nel nostro territorio non esistevano solo sporadici episodi di riciclaggio? Purtroppo non è così. Il radicamento del potere mafioso si sta facendo sempre più stringente e la presenza di beni confiscati rappresenta un segnale tangibile di tutto questo.

Attualmente nella provincia di Rimini i beni confiscati alla criminalità organizzata sono quattro, essi sono equamente distribuiti tra Rimini (2), Bellaria (1) e Cattolica (1). Al momento nessuno di questi è stato riassegnato. A seguito delle numerose operazioni che hanno coinvolto la nostra provincia negli ultimi anni, ad esempio l'operazione Mirror giusto per segnalare la più recente, il comparto dei beni confiscati in provincia, purtroppo e per fortuna, è destinato ad aumentare.

 

Buoni propositi antimafia per Rimini nel 2013

 
 
Buoni propositi antimafia per Rimini nel 2013
 

 

Il 2012 sta per chiudersi. Sta per chiudersi un biennio traumatico per Rimini, per San Marino e per la nostra regione, l’Emilia Romagna per il radicamento mafioso sul territorio. Dall’Operazione Vulcano, passando per Staffa, Animal House, Il Principe e la Ballerina, Criminal Minds e tutte le altre operazioni che hanno avuto luogo nella nostra regione,  di cui abbiamo parlato nel corso degli anni e su cui hanno indagato anche altre associazioni e giornalisti che hanno prodotto Dossier a livello regionale su questo tema. 
 
Per il 2013 crediamo sia venuto il tempo di un cambio di marcia netto e radicale, che possa finalmente riportare il tema della lotta alla Mafia come prioritario nel nostro Comune e nella nascitura provincia romagnola. Gli interventi, oltre alle leggi regionali riguardanti gli appalti e la promozione della cultura della legalità, sono semplici e possono essere implementati con celerità.
 
  1.   Innanzitutto, il capitolo relativo ai Beni Confiscati nel nostro Comune e nella nostra Provincia.

    In particolare nel Comune di Rimini vi è un appartamento in Via Gounod 1. Tale appartamento è gravato da ipoteca alla Banca Unicredit: noi riteniamo che sia un investimento che si possibile affrontare per la città di Rimini. Non vogliamo lanciare alcun tipo di appello per togliere risorse dedicate alla promozione turistica per riscattare l'ipoteca. Tuttavia, poichè presumibilmente si tratterà di un prezzo di qualche centinaia di migliaia di euro,  la spesa è sostenibile magari con un consorzio in cui presenti sono partecipate dal Comune o dalla Provincia, come l'ACER la Camera di Commercio ecc...Non ultima la Regione Emilia-Romagna, dal momento che proprio la Legge regionale n.3/2001 prevede un contributo economico per la specifica manutenzione/recupero di tali beni . Intanto sarebbe opportuno che l’assessorato competente prepari al meglio la delibera di destinazione, una volta che il Comune riceverà il bene confiscato (cosa che siamo fiduciosi avvenga, una volta manifestata la volontà - prettamente politica e solo relativamente legata a questioni di bilancio - di investire sull'antimafia). Vorremmo sottolineare che molteplici potrebbero essere gli usi che si potrebbero ricavare anche da un “misero” appartamento: da casa adibita alle emergenze abitative (come ha fatto il comune di San Mauro Pascoli), a luogo di ricovero per donne che, subendo violenza domestica, si trovano temporaneamente in una situazione di impossibilità a ritornare nella propria dimora, a luogo per i rifugiati politici che scappano da guerre, massacri e devastazioni. In tal senso il riutilizzo a fini sociali di tale bene costituirebbe un fondamentale presidio di legalità. Preparare una delibera che dia un indirizzo politico sulla strada da seguire per la gestione del Bene permetterebbe senza dubbio risparmiare prezioso tempo “burocratico” e ridare alla cittadinanza ciò che le spetta.                                                                                                                                                                                      

Operazione Mirror - specchio di una società malata

 

Cinque estorsioni accertate, ma probabilmente il numero è molto maggiore. Dopo l’operazione Vulcano, è il turno di Mirror. La Riviera Romagnola si dipinge ancora a tinte scure. Decimato dagli arresti il clan che faceva riferimento a Vallefuoco, a salire alla ribalta è Mario Cavaliere, detto “Lo Zio”, assieme ai suoi accolti, i più stretti dei quali sono Massimiliano Romaniello, Giuseppe Ripoli (già indagato nell’operazione Vulcano) e Stefano Zavaniu. Tre personaggi in cerca di investimenti. Sono partiti da due night, il Lady Godiva di Rimini e il La Perla di Riccione, con l’intenzione di espandersi ulteriormente. Giravano in macchina e guardavano "cos’era in vendita" con lo scopo di acquistare (magari in contanti?) qualche impresa in difficoltà. I soldi frutto di estorsioni, difatti, necessitano di essere ripuliti al più presto e le transazioni bancarie sono piuttosto rischiose per persone che risultano nullatenenti per lo stato italiano. Nonostante ciò, quartana tra conti correnti e casse di sicurezza sono stati sequestrati.

Intermezzo - Il bastone e la carota, la nostra e la loro visione politica

 

 
In attesa del terzo capitolo della saga sammarinese vi lasciamo questo post.
 
Non è una pubblicità comparativa. E' una comparazione nuda e cruda e serve a spiegare filosoficamente la differente concezione di democrazia e giustizia tra "certa" politica sammarinese e il Gruppo Antimafia Pio La Torre. E non solo noi, ne siamo certi.
 
 
Vengono fuori responsabilità politiche ancor prima che vengano accertate le responsabilità penali. [...] E questo è inaccettabile.
 
Fiorenzo Stolfi


 
L'equivoco su cui spesso si gioca è questo. Si dice: "Quel politico era vicino a un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto". Eh no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: "Beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria, che mi consente di dire quest'uomo è mafioso". Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, cioè le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato, ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza, si è detto: "Ah, questo tizio non è stato mai condannato, quindi è un uomo onesto". Ma dimmi un poco: ma tu non ne conosci gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c'è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre, soprattutto i partiti politici, a fare grossa pulizia, a non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati". 
 
Paolo Borsellino
 
 
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