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Beni confiscati a Rimini: un altro passo verso il riutilizzo sociale

 

Appartamento via satyricon a Rimini confiscato a Liuzzi

 

In data odierna apprendiamo con piacere che il bene immobile sito a Rimini, in Via Satyricon n. 1, confiscato in via definitiva all’imprenditore Giuseppe Liuzzi nel maggio del 2012 (e della quale vicenda abbiamo ampiamente parlato, per primi, all’interno del nostro dossier sui beni confiscati presenti della provincia di Rimini), sarebbe prossimo a essere finalmente riutilizzato per scopi sociali.

 

Vulcano: la camorra a processo a Rimini

 

Tribunale Rimini Vulcano

 

E’ cominciato stamattina a Rimini, davanti al Tribunale collegiale, il processo Vulcano. 15 imputati per reati che vanno dall’estorsione aggravata dal metodo mafioso a rapina ed usura. Lo scorso marzo davanti al GUP di Bologna erano già stati giudicati in rito abbreviato l’avvocato sammarinese Livio Bacciocchi, Bruno Platone e Mario Iavarazzo (tutti assolti ma ancora indagati o imputati per altre indagini legate alla presenza camorrista tra riviera romagnola e San Marino), oltre a Luigi Luciano del clan acerrano dei Mariniello, condannato a 4 anni di carcere.

Rischio evasione e rischio mafia

Evasione fiscale: una lotta impari

 

La zona quasi franca della Riviera per il riciclaggio di denaro sporco e il reinvestimento di capitali si arricchisce di due nuovi tasselli: le mani della criminalità organizzata sul settore turistico e l'evasione fiscale.

Nel primo caso, in primavera il prefetto aveva segnalato l'impressionante cifra di 200 passaggi di proprietà di strutture alberghiere in un anno: il campo si è ristretto a ben 10 passaggi di proprietà sospetti, di cui poco si sa.

 

Gruppo Antimafia Pio La Torre: 2008 - 2013

 

Lezione in piazza Pio La Torre

 

“Cosa sta facendo quella gente seduta in mezzo alla piazza?”
“Credo parlino di mafia a Rimini..”
“Ah...”


Questa potrebbe essere un’ipotetica conversazione, non molto lontana da altre realmente avvenute, sospese tra il dubbio e la curiosità, circa i periodici incontri che organizziamo nel cuore della città, a Rimini, per parlare di mafie. Mafie a casa nostra.

E’ il novembre del 2010, quando in una piazza Cavour di passanti stretti nei capotti per il freddo, il giornalista Giovanni Tizian parla ad un gruppo di persone della presenza delle organizzazioni criminali sul questo territorio, elargendo dati e facendo nomi di mafiosi, mafie, affari. Si tratta della nostra prima “Lezione in piazza”, questo il nome che abbiamo scelto per identificare il format di incontri che privilegiamo. Dare una dimensione partecipata a queste tematiche: non bisogna chiudersi all’interno, fra 4 mura, lontani dal cuore pulsante della città.

Rischio usura in Riviera: intervista al prof. Fiasco della consulta nazionale

 

Usura e estorsioni a Rimini e Riccione

 

Da Newsrimini.it

Le recenti indagini della Guardia di Finanza (ndr Lady Godiva, La Perla e Pepe Nero nell'ambito delle operazioni Tie's friends e Good night tie's friends), che hanno portato al sequestro di noti Night Club di Rimini e Riccione, non ha fatto altro che confermare come il rischio usura ed estorsione sia presente anche sulla Riviera.

Una recente indagine pubblicata dal Sole 24 Ore poneva Rimini a metà classifica tra le realtà italiane più rischiose ma con un netto peggioramento rispetto agli anni precedenti (dal 27esimo al 40esimo posto). Colpa anche della crisi e dei rubinetti sempre più chiusi da parte delle banche. Abbiamo cercato di approfondire l'argomento con il professor Maurizio Fiasco della consulta nazionale antiusura che ha curato anche la ricerca del Sole 24 Ore.

In Riviera la mafia esiste, anzi no


Maurizio Melucci

“La mafia da noi proprio non esiste, è un problema del Sud”
“Qui sono presenti solo piccoli gruppi, non c’è un problema di mafia, camorra o ‘ndrangheta”
“La criminalità organizzata? Se c’è non spara”

Tanti sono i luoghi comuni circolanti attorno al fenomeno mafioso. Alcuni di questi con il passare del tempo sono stati abbandonati, altri hanno continuato a trovare validi interpreti tra la società civile e le istituzioni. Questi ultimi sono in assoluto i più resistenti: non temono voci contrarie né sentenze che li smentiscano. L’imperativo è negare, e quando non si può negare allora si smussa, si attenua o si giustifica. La storia del negazionismo romagnolo parte da lontano e arriva fino ai giorni nostri, attraversando anche fasi in cui si osserva il tentativo di parte delle istituzioni di rompere – isolate – il muro dell’omertà. Da una parte e dall’altra troviamo nomi importanti della politica locale, di cui nel corso degli anni si è persa la memoria (per far spazio ad un’immagine “ripulita). Ma partiamo da una vicenda esemplificativa.

La Romagna Mafiosa

La Romagna Mafiosa - vai al link

(Clicca sull'immagine o qui per accedere al video)

La Romagna mafiosa: un'intervista di Patrick Wild del Gruppo Antimafia Pio La Torre sulla presenza mafiosa a Rimini e dintorni.

Si ripercorrono le tappe che hanno portato al radicamento criminale nel territorio romagnolo - dal soggiorno obbligatorio sino alle ultime operazioni - le ragioni per cui le organizzazioni mafiose hanno scelto la Romagna come luogo di conquista e tanto altro ancora.

Buona visione! 

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