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Processo Vulcano: il Tribunale non molla la presa su Burgagni e Bacciocchi

 

Processo_Vulcano_Rimini

 

Nuova udienza, questa mattina al Tribunale di Rimini, per il processo instaurato a seguito dell'indagine Vulcano I a carico di 14 imputati per reati di usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso, tra riviera romagnola e Repubblica di San Marino. Alla precedente seduta era rimasta in sospeso la decisione, assolutamente rilevante, circa la richiesta del Pm della DDA Enrico Cieri di acquisire al fascicolo del dibattimento le dichiarazioni rese precedentemente da Grassi, Burgagni e Bacciocchi (tutti testimoni).

Processo Vulcano: A.A.A. cercasi testimoni

 

Processo Vulcano

 

E' ripreso a Rimini l'8 maggio, il processo Vulcano. L'udienza precedente era stata particolarmente densa: tre i testimoni ascoltati, tra cui la russa Elena Schegoleva, ex compagna dell'imprenditore Michel Burgagni, nonché una delle vittime emerse nel corso dell'indagine. In quest'ultima udienza è invece tornato in aula come testimone il Maggiore del ROS di Bologna Elvio Sabina Labagnara, il quale all'epoca seguì l'attività d'indagine coordinata dalla DDA felsinea sulla pervicave e frenetica attività estorsiva e usuraia perpretrata da tre gruppi legati alla criminalità organizzata campana e casalese tra la riviera romagnola e la Repubblica di San Marino.

Dossier Mirror pt.1/Riviera Romagnola: una colonia mafiosa, altro che anticorpi

 


Arresto Mirror

 

Riviera romagnola: una colonia mafiosa, altro che anticorpi!

Un anno fa, una riviera romagnola ancora sotto shock per le ultime novità emerse dall'indagine "TITANO" della DDA di Napoli (di fatto la quarta conclusa dalla magistratura sulle vicende Vallefuoco/Casalesi/Fincapital) riceveva un altro durissimo colpo dalla maxi-operazione da quel momento nota a tutti come "MIRROR": venti arresti e sigilli ai night Lady Godiva e La Perla, tanto per cominciare (ne seguiranno altri). Dalle oltre 400 pagine di Ordinanza di Custodia Cautelare vergate dal Giudice per le Indagini Preliminari Stefania Di Rienzo - su richiesta della Procura di Rimini - non emergeva solo uno sterile ed anonimo elenco di estorsioni occasionali e slegate tra loro, bensì l'esistenza di unvero e proprio sistema criminale, profondamente radicato, che nella riviera romagnola, "territorio notoriamente dotato di attività commerciali, imprenditoriali ed immobiliari del tutto appetibili" aveva piantato con forza le sue radici, alla faccia dei c.d. "anticorpi" sbandierati da inconsapevoli amministratori locali. Un'indagine meticolosa e complessa, quella della Compagnia dei Carabinieri di Rimini (nonostante la Procura sia poi stata "bacchettata" dalla Direzione Nazionale Antimafia nella sua ultima relazione, per le ragioni che si diranno più avanti), che ad un anno di distanza continua a riservare strabilianti aggiornamenti e a prospettare nuovi ed inquietanti scenari.

Sequestri a hotel e società tra Rimini e Riccione, minacciano di darsi fuoco davanti al Tribunale

 

Sequestri ad hotel e società, minacciano di darsi fuoco davanti al tribunale di rimini

 

Al processo Vulcano i racconti sulle minacce di morte e i pestaggi

 

Processo Vulcano

 

Sei ore. Tanto ha richiesto l'udienza di mercoledì 16 aprile del processo Vulcano, per il quale sono a processo 14 imputati con le accuse di estorsione ed usura aggravate dal metodo mafioso. Si torna in aula Falcone e Borsellino a Rimini, dopo il secondo buco nell'acqua dell'udienza precedente per mancanza di testimoni e altre questioni legate alle notifiche. Anche questa volta erano stati citati a testimoniare le vittime Burgagni e Grassi (entrambi resisi irreperibili, nonostante il primo – come segnala RTVSanMarino – si trovava in aula a San Marino il gioco precedente, per il processo sulla presunta corruzione nei cantieri), oltre all'avvocato-notaio sammarinese Livio Baciocchi. L'avvocato Caroli, legale di Zavoli, co-indagato con Baciocchi a Napoli per l'indagine Titano, ha dichiarato che nonostante l'ordine di cattura della magistratura italiana nei confronti di Baciocchi, quest'ultimo potrebbe anche presentarsi in udienza a maggio, in base all'esito del giudizio abbreviato che si terrà proprio per quell'indagine (associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e aggravata dal metodo mafioso, più altri reati) il prossimo 30 aprile.

Dossier Mirror pt. 2/Capitali mafiosi a Rimini: che problema c'è?


Di recente abbiamo iniziato ad approfondire alcuni degli aspetti più interessanti (molti dei quali trascurati dai quotidiani) contenuti nella maxi-indagine MIRROR dell'aprile 2013 e successivi sviluppi. QUI il primo approfondimento.

 

 

Operazione Machiavelli

 

L'indagine MACHIAVELLI, i due livelli e gli interessi convergenti che si saldano (nella produttiva Rimini)

Riavvolgiamo per un attimo il nastro per ripercorrere brevemente le tappe di quell'indagine condotta dalla Procura di Rimini e ribattezzata "MACHIAVELLI", a carico di AUSILI+26, che a gennaio 2013 porta a num5erosi arresti e a individuare un'associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale e alla commissione di altri reati di natura tributaria. Stando a quanto ci dicono le indagini, protagoniste della vicenda sarebbero diverse società (Pocket Service Spa, Eurodigital, Due GI, New Punto e Linea) – alcune delle quali squisitamente "cartiere" (cioè fasulle) o comunque compiacenti – altre realmente operanti nel mercato – che servendosi della globalizzazione dei mercati e di spregiudicate tecniche criminali, venivano sostanzialmente utilizzate per frodare il pagamento delle imposteIn un primo momento, nel 2007-2008, attraverso le frodi carosello "semplici" con la Repubblica di San Marino, mentre dal 2009 in avanti proiettandosi sul mercato globale e interfacciandosi con numerosi Paesi esteri. La base dell'organizzazione, manco a dirlo, è situata proprio nella produttiva Rimini, dove Ausili, Liotti & co. hanno eletto domicilio (e sede legale per la maggior parte di queste società).

Consiglio Comunale sulle mafie: Tante parole, pochi fatti

 
 
 
Consiglio comunale mafie Rimini
 
 
 
Giovedì 27 marzo si è tenuto a Rimini un consiglio comunale aperto sulla “Promozione della legalità e azioni di contrasto alla criminalità organizzata” . L'obiettivo era quindi quello per istituzioni, associazioni e cittadinanza di confrontarsi sulla tematica delle infiltrazioni mafiose in Riviera, quello che è emerso dalla serata è stato un ideale sentimento di cooperazione e comune contrasto al fenomeno, che è si diffuso e, per i più arditi, addirittura radicato, ma che nonostante tutto non si presenta nei modi e con il vigore con i quali è presente in altre parti d'Italia.
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