Questo sito utilizza dei cookie tecnici e di terze parti. Continuando con la navigazione l'utente accetta il loro utilizzo

Operazione Magna Fides: truffato patron di Karnak

 

Guardia di Finanza Criminal Minds

 

Rimini, 5 dicembre 2014 - Un sequestro di beni per 10 milioni di euro, e lo smantellamento di “un’organizzazione transnazionale operante in Italia e nella Repubblica di San Marino finalizzata alla truffa, al falso, al millantato credito e all’estorsione”.

Sono i “nuovi, sorprendenti, sviluppi nelle indagini nate da uno dei mille rivoli dell’operazione ‘Criminal minds’”. E ad annunciarli così, in un lungo comunicato, è la Guardia di finanza di Rimini spiegando che “questa volta a finire vittima delle pirotecniche trovate criminali di alcuni dei protagonisti in negativo delle vicende che avevano portato all’arresto di 27 persone e a svelare la fitta rete di interessi criminali sull’asse Italia-San Marino è stato proprio l’indagato principale di quell’indagine: Marco Bianchini”.

Dossier Mirror Pt. 3/Il valzer delle estorsioni in riviera

 

Mirror_Rimini

 

Ultimamente abbiamo cominciato ad approfondire (potete leggerli QUI e QUI) nel dettaglio le vicende più importanti emersi dagli atti dell'indagine Mirror, coordinata dalla Procura di Rimini, che nell'aprile 2013 aveva portato all'esecuzione di una corposa ordinanza di custodia cautelare (firmata dal Giudice per le Indagini Preliminari dott.ssa Stefania Di Rienzo) e al sequestro preventivo dei night-club "Lady Godiva" e "La Perla", oltre che di diversi immobili sparsi qua e là in Riviera.


Dopo aver cercato di fare un po’ di ordine e chiarezza circa l’origine dell'indagine, sulla scorta delle risultanze di altri precedenti procedimenti (Machiavelli, Vulcano e Marechiaro in primis), ed aver analizzato gli aspetti più interessanti (e spesso controversi) di questa complessa vicenda, passiamo ora ad una rassegna degli episodi estorsivi più significativi.

 

Un'ulteriore considerazione sull'aeroporto di Rimini

 

Aeroporto Federico Fellini

 

L’aeroporto di Rimini è sempre più al centro delle cronache nazionali: l’Espresso ha difatti pubblicato un articolo in cui vengono analizzate le varie proposte per la gestione del Fellini.

Come Gruppo Antimafia Pio La Torre, avevamo segnalato qualche anomalia - in termini di opportunità politica - su una delle quattro proposte pervenute all’Enac. Non avevamo notizie rilevanti, invece, sulle altre tre contendenti, anche se era stato trovato qualche indizio sulla cordata russa in alcuni siti internet, di cui però non abbiamo potuto riscontrare l’attendibilità.

L’Espresso, da un lato, conferma la nostra principale preoccupazione concernente la possibilità di creare una dogana sammarinese all’interno dell’aeroporto riminese, sfruttando due zone demaniali appartenenti al Titano: il rischio di creare un porto franco, a nostro avviso, è dietro l’angolo perché San Marino non sembra disporre né dei mezzi né dell’esperienza per fornire controlli su quanto potrebbe transitar dal Fellini. Per non parlare della possibilità di riciclaggio di denaro: le banche sammarinesi si sono dimostrate poco trasparenti negli ultimi anni e spesso sono state travolte da scandali che hanno visto come protagonisti esponenti contigui alla criminalità organizzata. Se oltre alle merci transiterà il denaro per la dogana sammarinese, è lecito porsi il problema se questo flusso di contanti sarà tracciabile o se finirà in qualche oscuro conto corrente.

Dall’altro lato, il settimanale di Manfellotto segnala anche la strana posizione della cordata Ariminum, il cui “regista” sarebbe Florio Fiorini, ex direttore finanziario dell'Eni e "vecchia conoscenza della finanza italiana e delle aule di Tribunale". Come nel caso segnalato tempo addietro, anche qui non possiamo che interrogarci sull’opportunità di questa scelta, qualora queste notizie siano vere.

L’aeroporto di Rimini è un asset strategico per la città e per i lavoratori presenti e futuri della struttura: a noi interessa non solo che la scelta dell’Enac sia la migliore possibile, ma che abbia un avvenire, senza che le nubi del passato offuschino il business futuro.

 

RivieraMafieTour

Vallefuoco al processo Vulcano: "Non erano minacce, solo modi di dire napoletani"

 

Francesco Vallefuoco

 

Era stata annunciata da un paio di udienze, la deposizione di Francesco “Franco” Vallefuoco al processo “Vulcano”, tutt’ora in corso a Rimini.

Si è dovuto tuttavia attendere il pomeriggio per ascoltare la versione di Vallefuoco. La mattinata è stata “occupata” da un’udienza del processo “Criminal Minds”, quel filone d’indagine che vede imputati a vario titolo per estorsione e ricettazione l’imprenditore della Karnak Marco Bianchini, l’anconetano Claudio Vitalucci, Bruno Platone ed altri soggetti. Circostanza curiosa, dal momento che entrambe le indagini riguardano affari, relazioni e scontri avvenuti tra la riviera romagnola, San Marino e la Campania negli ultimi otto anni. Non a caso alcuni degli imputati e delle persone coinvolte – Platone, la famiglia Pascarella, i fratelli Luigi – compaiono sia negli atti di Vulcano sia in quelli di Criminal Minds.

Comunicato stampa - Confisca del Green Bar a Riccione: cosa fare? Il nostro punto di vista

 

Green Bar di Riccione 

Il provvedimento che ha portato alla confisca della società (la Ge.bar srl) che aveva in gestione il Green Bar nel pieno centro di Riccione pone due temi centrali, a nostro avviso, all’attenzione della cittadinanza e delle istituzioni.

In primo luogo è necessario riscontrare come tale provvedimento sia contestuale al patteggiamento di due anni di Salvatore Castaldo per tentata estorsione, aggravata dall’uso dell’arma. Estorsioni, usura e racket nel nostro territorio sono in costante aumento, seppure questo non sembra trasparire dalle denunce presentate alle Forze dell’Ordine; già con l’operazioni avvenute nell’ultimo triennio a Rimini è possibile notare che questi episodi sono molto più frequenti di quanto una certa retorica sul retroterra “sano” del nostro mondo imprenditoriale vuole far trasparire.

Joomla templates by a4joomla