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Il 15 luglio si discuterà la modifica dell'articolo 416ter, finalmente

Categoria: Legislazione
Pubblicato Martedì, 09 Luglio 2013 16:06
Scritto da Davide Vittori
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 Voto di Scambio

E così il 15 luglio in Commissione Giustizia si discuterà la modifica dell'articolo 416ter. Il Gruppo Antimafia Pio La Torre ha da tempo insistito sulla necessità di un cambiamento del testo, come del resto hanno fatto decine di associazioni legate al mondo antimafia e che da anni si battono per questa riforma. La nostra proposta più strutturata è quella avanzata all'interno di Ri-costruire l'antimafia, lanciata nel periodo delle primarie del centro-sinistra nella speranza che potesse divenire un punto del programma di un Governo, di qualsiasi colore politico.

L'art. 416ter nella sua forma attuale recita: 

"La pena stabilita dal primo comma dell’articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro"

Seguendo quanto proposto dal procuratore Scarpinato in un saggio apparso su Micromega, la sola aggiunta, dopo la parola "denaro", della dicitura "e altre utilità", renderebbe molto più efficace l'applicazione dell'articolo. 

 

In sostanza si tratta di punire il voto di scambio non solo quando si è di fronte ad una dazione di denaro in cambio di uno o più voti, ma anche quando siano coinvolti nello scambio altri beni (un cellulare, una ricarica, un paio di scarpe) di un qualche valore.

Il principio che si deve affermare è sostanzialmente che il voto deve essere sempre libero da qualsiasi condizionamento di natura materiale.

Ovviamente, vorremmo rispondere alle critiche che si possono avanzare. In primo luogo è la difficoltà di dimostrare che avvenga un reato simile. A meno di intercettazioni nelle quali si ammetta esplicitamente lo scambio (o riprese che mostrino una persona mostrare una foto del voto al corruttore) il fatto risulta complicato da dimostrare, anche perchè si dovrebbe, ad avviso di chi scrive, trovare un collegamento tra il corruttore e l'eletto che ha beneficiato del voto di scambio. Un punto questo difficile da comprovare. Tuttavia, non impossibile. Anche qui intercettazioni o registrazioni ambientali possono venire in soccorso per vedere se un corruttore ha favorito, vendendo pacchetti di voti, un eletto (a meno che non sia l'eletto stesso a corrompere un elettore). E dato che una possibilità, seppur labile, di legare il voto a uno scambio di regalie non è inimmaginabile, vale la pena modificare l'articolo

Perchè non stiamo parlando di un semplice scambio di favori. Si sta parlando della tenuta stessa del sistema democratico e dell'applicazione dei principi costituzionali. Senza voler essere troppo retorici, un'elezione in cui la pervasività del voto di scambio è profonda è in contrasto con l'art.1 della Costituzione: quale popolo esercita la sovranità se il mezzo attraverso cui esercitarla viene distorto completamente?

La seconda critica è che, in fondo, ci sono altre forme di condizionamento "sotf", come la pubblicità elettorale, la disparità di mezzi nel partecipare alle elezioni (specie senza finanziamenti pubblici o tetti chiari ed inderogabili alle spese per le campagne elettorali e alle apparizioni in televisione, il mezzo di gran lunga preferito dagli italiani per strutturare le proprie opinioni). Chi avanza queste critiche per taluni lo fa a ragion veduta, per altri è solo un "conservatore" (o peggio, un appartenente alla "casta" dei politici). In realtà se è il cambiamento in meglio del codice penale che si desidera, questa riforma del 416ter sarebbe certamente un piccolo, ma simbolico, passo avanti.

Il timore, come Avviso Pubblico, tuttavia segnala, è che si possa anche peggiorare l'attuale dettato. 

Speriamo non sia così.

Davide Vittori

Aggiornamento: 


Questo è il testo approvato alla Camera e a breve in votazione al Senato.
«Art. 416-ter. – (Scambio elettorale politico-mafioso). – Chiunque accetta consapevolmente il procacciamento di voti con le modalità previste dal terzo comma dell'articolo 416-bis in cambio dell'erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni.
La stessa pena si applica a chi procaccia voti con le modalità indicate al primo comma»

L'articolo si complica ulteriormente e al posto dell'aggiunta "e altre utilità" alla fine del testo, ci troviamo di fronte ad un testo quasi rivoluzionato. 
Ma qui sorgono i problemi perchè, come Raffaele Cantone nota su Il Mattino (posizione sostenuta anche dall'ex PM Felice Casson e da Rosaria Capacchione) l'avverbio "consapevolmente", il verbo "procacciare" ed il riferimento all'articolo 416-bis rischiano di modificare radicalmente lo scenario rendendo il reato ancora più difficile da dimostrare.

Su Repubblica, inoltre, viene chiaramente spiegato il problema della modifica della pena: 10 anni anziché i 12 del 416-bis, sono un rischio per "processi in corso per reati associativi - come Cosentino, Ferraro e Fabozzi a Napoli".  Gli avvocati potrebbero chiedere "la riqualificazione del reato con un ricasco negativo sulla prescrizione".

Il rischio di un ennesimo pasticcio è dietro l'angolo. E dire che bastavano tre semplici parole.

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