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Settembre: L'inizio della fine

Categoria: Italia
Pubblicato Mercoledì, 25 Settembre 2013 09:01
Scritto da Filippo Urbinati
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Il mese di Settembre coincide con un periodo dell'anno che viene solitamente definito di passaggio. Con l'estate che finisce, la scuola che comincia, il lavoro che riprende l'attenzione della stragrande maggioranza degli italiani viene catturata dalle frenesie quotidiane e dal tentativo di recuperare la tradizionale routine invernale e, magari, godersi gli ultimi scampoli di cielo sereno.

Aggrovigliati tra queste incombenze due elementi che intersecano in maniera violenta la vita politica e giudiziaria del nostro paese corrono il rischio di passare inosservati. La prima è una fine, la consegna delle motivazioni con cui la Corte d'Appello di Palermo ha condannato Marcello Dell'Utri a sette anni di reclusione; la seconda è un inizio, la richiesta, da parte della Procura di Catania, di dieci anni di Carcere per l'ex governatore della Regione Sicilia Raffaele Lombardo.

 

La colpa di cui, secondo la corte, si è macchiato l'ex numero due di Forza Italia è stata quella di essere stato il "mediatore contrattuale" di un patto tra i vertici di Cosa Nostra e l'allora imprenditore Silvio Berlusconi. La stipula di questo patto sarebbe avvenuta nel 1974 nello studio dello stesso Dell'Utri a Milano alla presenza di Berlusconi, Gaetano Cinà (famoso mafioso palermitano dell'epoca), Stefano Bontade (uno dei capi della cupola), Mimmo Teresi e Francesco Di Carlo. Con questo patto il cavaliere si sarebbe garantito la protezione di Cosa Nostra in cambio dell'elargizione sistematica di ingenti somme di denaro. Garante del rispetto di questo patto sarebbe stato Vittorio Mangano, assunto ad Arcore con la qualifica di stalliere, avrebbe invece assolto al compito di garantire un presidio mafioso in casa Berlusconi. Secondo la corte questo patto sarebbe rimasto attivo per poco meno di un ventennio, ovvero sino al 1992.

L'ex governatore siciliano invece è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. Lombardo, così come come il fratello, all'epoca deputato nazionale per il medesimo partito (MPA), è accusato di aver utilizzato i pacchetti di voti "offerti" da Cosa Nostra per ottenere l'elezione in cambio di una condotta favorevole al volere delle cosche dopo l'insediamento.

Questo mese di Settembre palesa in maniera chiara come un filo rosso leghi le varie indagini che stanno impegnando in questi mesi la magistratura, quello dei legami tra mafia e politica, tra mafia e imprenditoria, tra mafia e società civile. Un filo che ha avuto inizio agli albori dell'unità nazionale1 e di cui ancora, purtroppo, non si riesce a vedere la fine.

 

 

1- Invito chiunque a leggere il libro di Piergiorgio Morosini Attentato alla Giustizia (Rubettino Editore) per avere una panoramica dei vari patti e papelli intercorsi tra stato mafia dai tempi dell'unità d'Italia sino ai giorni nostri.

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