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L'ANM e le sue correnti

Associazione Nazionale Magistrati

 

"Se una legge non piace a una certa parte della magistratura che si può individuare in Magistratura democratica, questi magistrati la portano ai magistrati in Cassazione che abrogano la legge. La sovranità appartiene a Magistratura Democratica: se vi sembra una cosa accettabile in una democrazia..."

Più volte il Cavaliere e i suoi sottoposti hanno speso parole di fuoco nei confronti della magistratura, in particolare accusandola di essere assoggettata a quell'associazione che ne rappresenta la corrente più progressista, trascurando volutamente, l'esistenza di altre correnti, che rappresentano le posizioni politiche presenti all'interno dell'Associazione Nazionale Magistrati.

C'è quindi una notevole differenza tra un potere giudiziario guidato da un'associazione di sinistra, visione berlusconiana che vedrebbe violato il principio della separazione dei poteri e dell'indipendenza della magistratura, e la presenza di diverse posizioni che danno origine a una, fin troppo vivace, dialettica politica all'interno dell'associazione di categoria.

Cerchiamo quindi di fare brevemente chiarezza su cos'è e come si compone l'ANM.

L'ANM, fondata nel 1944 è l'associazione unitaria dei magistrati ordinari (ovvero giudici civili, penali e pubblici ministeri). In buona sostanza si può definire il sindacato dei giudici e deriva dalla precedente “Associazione Generale dei Magistrati” sciolta nel 1924 dal regime fascista.

Attualmente sono iscritti all'associazione quasi il 90% dei giudici italiani, seppur con eccezioni eccellenti come Ilda Boccassini e Luigi de Magistris (dimessosi poi nel 2009 per intraprendere la carriera politica).

Al suo interno sono 4 le correnti principali: Unicost, Magistratura Democratica, Magistratura Indipendente e Movimento per la Giustizia.

Magistratura Democratica, nata alla fine degli anni '60 per condividere i saperi e studiare una riforma che potesse riequilibrare il codice penale, e Movimento per la Giustizia rappresentano la corrente più progressista e di sinistra e nel 2011 sono confluite nel litigioso cartello chiamato “Area.”

Nel 1961 la parte più tradizionalista dell'ANM fonda Magistratura Indipendente, che manterrà all'interno dell'associazione la maggioranza fino ai primi anni '80 e si qualificherà come principale avversario e contraltare di MD, colloncandosi nella parte destra dello scacchiere politico.

Unicost raccoglie l'eredità di Terzo Potere, il primo gruppo organizzato formatosi all'interno dell'ANM. Liberatasi nel 1990 della sua parte sinistra, che poi fonderà il Movimento per la Giustizia, Unicost si è oramai attestata come la corrente “centrista” e “democristiana”, dagli anni '80 ha strappato a MI la maggioranza relativa, che tutt'ora detiene.

Ognuno di questi gruppi elegge, con metodo proporzionale, i propri rappresentanti nel Comitato Direttivo Centrale che si occupa di eleggere, a sua volta, il Presidente, la Giunta Esecutiva Centrale e il Segretario Generale, risulta evidente il problema della marginalità a cui sono destinati quei membri dell'associazione che non aderiscono ad alcuna corrente. Attualmente i 36 componenti del CDC sono così ripartiti: 14 di Unicost, 10 di MD, 8 di MI, 4 del Movimento per la Giustizia.

Un altro tema è quello della separazione tra associazione di categoria e Consiglio Superiore della Magistratura. Ci si potrebbe infatti legittimamente chiedere quale utilità possa avere un sindacato delle toghe quando la nostra Costituzione già prevede un proprio organo di autogoverno.

La risposta la troviamo nelle differenti funzioni e scopi di questi due organi.

Il CSM è nato per separare la magistratura dal Ministero della Giustizia e, quindi, dal potere politico e si occupa, per lo più, di promozioni, trasferimenti e procedimenti disciplinari.

L'ANM invece, come anticipato, svolge funzioni ascrivibili a quelle di un sindacato e quindi difendere le ragioni politiche ed economiche degli iscritti.

Da qualche tempo, però, sta aumentando la schiera di coloro che ritengono, Bruno Tinti in testa, che queste differenze si stiano sempre più assottigliando, in favore di una sostanziale sudditanza da parte del CSM nei confronti dell'ANM, applicando quella lottizzazione tanto cara alla politica nazionale anche per le promozioni e trasferimenti dei magistrati.

Andrea Maioli 

  

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