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Alla ricerca del Procuratore perduto

Categoria: Italia
Pubblicato Mercoledì, 17 Luglio 2013 16:00
Scritto da Filippo Urbinati
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Se la storia della lotta alla criminalità organizzata negli ultimi trent'anni ci ha insegnato qualcosa è che senza coordinamento e visione di insieme non è possibile intaccare in maniera profonda il radicamento della criminalità organizzata. Il valore aggiunto di tale coordinamento è emerso con tutta la sua forza  nella Sicilia degli anni '80 grazie ai magistrati del cosiddetto "primo pool" di Palermo (Falcone, Borsellino etc.) ed è stato poi adottato a vari livelli, ivi compreso quello nazionale. Per compiere questo difficile, ma indispensabile, compito a livello statale è stata istituita tra il 1991 e il 1992 la Direzione Nazionale Antimafia, al cui vertice siede il Procuratore Nazionale Antimafia 

Questo brevissimo excursus dovrebbe essere sufficiente a capire quanto questa carica sia rilevante e una sua gestione efficiente e continuata sia necessaria. Peccato però che essa risulti vacante da oltre sei mesi, dal 6 Gennaio per essere precisi, data in cui il suo precedente titolare Pietro Grasso decise di abbandonarla per dedicarsi alla politica, diventando poco dopo Presidente del Senato (per ora il ruolo è temporaneamente coperto da Giusto Sciacchitano con il semplice ruolo di facente funzioni).

Come spesso accade in questi casi il Consiglio Superiore della Magistratura si è spaccato al suo interno e ad oggi risultano essere quattro i candidati a prenderne il posto. I due candidati che hanno ricevuto più voti sono stati l'attuale procuratore di Salerno Roberti e quello di Bologna Alfonso (un voto a testa anche per il procuratore di Tivoli De Ficchy e quello di Messina Lo Forte). La decisione sarà presa dal Plenum del CSM dopo aver vagliato il parere espresso dal Guardasigilli Cancellieri a proposito dei quattro candidati

Non volendo, né avendo le conoscenze necessarie, per poter esprimere un giudizio sui candidati mi limito qui a segnalare alcune caratteristiche che a mio avviso sarebbe necessario prendere in considerazione nel fare una scelta di questo tipo.

Innanzitutto il futuro procuratore nazionale dovrebbe essere una persona rispettata e rispettabile di comprovata esperienza e professionalità nell'ambito della lotta alla criminalità organizzata. Ma non basta. Egli dovrebbe essere la persona più indicata a svolgere quel ruolo per quello che ha dimostrato sul campo e non frutto di un compromesso tra le parti. Pur essendo una figura che si colloca al limite tra la politica e la magistratura la seconda dovrebbe avere totale voce in capitolo e la prima dovrebbe astenersi dall'interferire in alcun modo su una nomina tanto delicata. Inoltre il nuovo procuratore dovrebbe essere una figura che unisce, e non che divide, e dovrebbe essere intenzionato a portare la propria esperienza al servizio dello stato evitando per quanto possibile scelte che possano retrospettivamente gettare un'ombra sul suo operato in una posizione tanto delicata.

Confidiamo sul fatto che il CSM sappia fare la scelta migliore. E magari tra otto anni non ci ritroveremo ad assistere a ridicoli siparietti durante un qualsiasi talk show.

Filippo Urbinati

 

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