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Trent'anni fa: quando la mafia tremò

 

Trent'anni fa: quando la mafia tremò

 

Il 13 settembre 1982, esattamente 30 anni fa, il Parlamento approva la legge 646/82, meglio nota come "Rognoni-La Torre", dal nome del ministro degli Interni di allora e dal primo firmatario della stessa, l'onorevole Pio La Torre, deputato comunista, ucciso per mano mafiosa il 30 aprile dello stesso anno assieme alla suo uomo di scorta nonchè suo caro amico, Rosario Di Salvo. Pochi giorni prima dell'approvazione della Legge, Carlo Alberto Dalla Chiesa venne assassinato sempre per mano mafiosa. 

Prima del 13 settembre 1982 tutti sapevano cos'era la "mafia". La incontravano quotidianamente, c'è chi ci faceva affari assieme, chi la subiva, chi la trovava all'interno degli atti giudiziari. Peccato che fino a questa data per il codice penale italiano essere mafioso non fosse reato. Paradossi tutti italiani.

Con questa legge viene quindi introdotto nell'ordinamento italiano il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso (art. 416 bis) e la previsione di misure patrimoniali che aggrediscono il capitale accumulato dai mafiosi. 

A 10 giorni dall'omicidio del prefetto Dalla Chiesa e a 136 da quello di Pio La Torre, lo Stato reagisce. Non agisce spontaneamente, ma reagisce alla violenza mafiosa, come ricorda Antonio Ingroia, aprendo di fatto una delle due brevissime stagioni in cui sembra sia in atto un reale tentativo di contrastare le mafie.


Il sogno di Pio La Torre costituisce il punto di partenza di altri sogni che si realizzeranno solo quindici anni più tardi. Dopo l'approvazione della legge 109 del '96, infatti, i beni accumulati tramite la violenza e il sopruso mafioso potranno legittimamente tornare ai reali titolari di questi beni: lo Stato e i cittadini, perché possano crescere germogli di diritto e legalità. E' qui che nasce la Cooperativa "Lavoro e non solo", è da qui che siamo partiti ed è a Corleone, in via Crispi, che manteniamo vivo in noi questo punto di riferimento.

Saremo eternamente grati a Pio La Torre per la battaglia che ha combattuto. Cercheremo di fare del nostro meglio per onorare la tua memoria e rinnovare il tuo impegno, quotidianamente.
 
 
 
 
 

 

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