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Arrestato Pannunzi, re del narcotraffico mondiale

 

Roberto Pannunzi 'ndrangheta 

IL PROCURATORE GRATTERI - La cattura del boss è il frutto dell’attività di indirizzo della Direzione centrale per i Servizi antidroga sul territorio nazionale ed in Colombia, in relazione alle indagini condotte da circa due anni dal Gico della guardia di finanza di Catanzaro e dal Ros dei carabinieri, sotto l’egida procuratore Nicola Gratteri"Dal 2010 gli stavamo dietro, era una persona molto credibile, un affabulatore, un buon venditore, con una grande dialettica io l’ho interrogato un paio di volte ed era estremamente furbo e intelligente", ha commentato lo stesso gratteri ai microfoni di Rainews 24.

"Pannunzi è stato espulso e non estradato, perché per l’estradizione ci volevano due mesi e non potevamo rischiare. Abbiamo ottenuto un decreto di espulsione grazie alla collaborazione delle autorità colombiane. L’estradizione ci avrebbe impegnato un paio di mesi", ha aggiunto Gratteri.

 

"Pannunzi - ha spiegato Gratteri - traffica droga da 40 anni, ha avuto contatti con i vertici di Cosa Nostra, organizzava importazioni in Europa di cocaina da 3mila chilogrammi in su""Per capire l’importanza di Pannunzi e la sua potenza nel sud America - sottolinea Gratteri - basta pensare che qualche anno fa da indagini della guardia di finanza di Catanzaro è emerso che volevano uccidere un esponente di Cosa nostra tenuto in ostaggio per una partita di cocaina e persino il capomandamento di Trapani non è riuscito a farlo liberare ed è, invece, bastata la parola di Roberto Pannunzi per ottenerne il rilascio".

"Pannunzi - spiega Gratteri - è un uomo chiave del narcotraffico e la ‘ndranghetra controlla 80% del traffico di cocaina che arriva in Europa e la vende all’ingrosso a Cosa Nostra e alla camorra". Le prime parole che Pannunzi ha detto al momento della cattura hanno fatto riferimento ai suoi disturbi cardiaci. "Il suo leitmotiv - ha detto Gratteri - è il male al cuore, lui accusa questi mali e così è riuscito a convincere chi doveva dagli gli arresti domiciliari, speriamo che ora non sia rimandato ai domiciliari, perché se evadesse sarebbe la terza volta e noi da anni cerchiamo di catturarlo. Non vorrei ricominciare da capo".

Con questa cattura per Gratteri si avrà una battuta d’arresto del traffico di ingenti quantità di stupefacenti"Bisognerà pensare a nuove strategie - ha detto il procuratore di Reggio Calabria - perché Pannunzi trattava con i cartelli colombiani e andava nella foresta dove nemmeno l’esercito aveva il coraggio di andare".

Gratteri, che ha incontrato Pannunzi al suo arrivo all'aeroporto di Fiumicino, ha riferito che il boss "ora andrà nel carcere di Rebibbia" e che lo interrogherà "nei prossimi giorni".

 

Da social.quotidiano.net

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