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Mafie in Emilia-Romagna.. Illustrate ai ragazzi

 

 

Uscire dal consueto, sperimentare nuove vie di comunicazione, riuscire a parlare a nuove persone è uno degli obiettivi che animano costantemente coloro che fanno attività di contrasto al fenomeno mafioso. Per questo siamo molto contenti e fieri di poter presentare un fumetto che parla di mafia in Emilia-Romagna. Lo spunto è dato da un lavoro nato dalla collaborazione tra AdEst, il Gruppo dello Zuccherificio e noi e si chiamava "Emilia Romagna Cose Nostre". Questa nuova trasposizione è tutta frutto del lavoro e dell'impegno di Gea una ragazza che, dopo aver assistito ad una presentazione del Dossier, ha deciso di trasformarlo in un prodotto nuovo e più fruibile, anche per i più giovani, senza snaturare il contenuto originale che anzi appare arricchito dalla presenza delle immagini.

 

In allegato trovate il fumetto completo in formato digitale mentre per chi ne volesse una copia cartacea, sempre gratuita è possibile richiederlo inviando una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

 
Qui sotto un estratto dall'introduzione del volumetto
 
 
Questo lavoro è il frutto della genialità di Gea
Nasce come un seme, ed in maniera casuale, in una delle tante tappe di presentazione di “Emilia Romagna cose nostre – storia di un biennio di mafie in Emilia Romagna”, quando alla giusta domanda “andate nelle scuole?” rispondemmo con sincerità “non quanto vorremmo”.
 
La scuola è un baluardo molto fragile contro la pubblicità e la demagogia, come affermava Pennac: “La nostra è una lotta impari. Da alcune generazioni, l'offensiva della pubblicità educa i nostri studenti a diventare dei consumatori più che delle menti libere e dei cittadini”.
 
Non di meno noi accettiamo la sfida perché, come Calamandrei, crediamo che la scuola, specialmente quella pubblica, sia la base della democrazia e della Costituzione.
Siamo convinti che la cultura sia il miglior antidoto alle barbarie che ci circondano ed in particolar modo nei confronti della criminalità organizzata.
 
[...]
 
[C]on i ragazzi viene a galla un problema di linguaggio, di approccio che rende le discussioni tronche e la condivisione figlia unicamente di esperienze vissute in prima persona dalle famiglie di qualche alunno, sfuggite al nord per evitare la pressione mafiosa. Questo, tuttavia, ancora una volta circoscrive l'ambito della criminalità, ridimensionando a problema individuale un dramma collettivo e alimentando quella teoria assolutoria propria di tutto IL settentrione che la mafia si c'è, ma è un problema degli altri.
 
[...]
 
Quello che avete tra le mani è un lavoro che unisce la generazione di chi ha scritto il dossier a quella di chi lo ha disegnato e diventa un strumento per la terza che andrà a leggerlo.
Diventa anche un impegno ad informarsi ed a informare, a non lasciare che le cose avvengano solo perché era più comodo girarsi dall'altra parte. E', in definitiva, un patto tra generazioni.
 
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Mafie in Emilia-Romagna Illustrate ai ragazzi





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2016-01-13
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