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'Ndrangheta e camorra in Emilia Romagna nell'ultimo rapporto della DIA

 

Direzione_Investigativa_Antimafia_relazione_Emilia_Romagna

 

Anche nell'ultima relazione della Direzione Investigativa Antimafia, inerente all'ultimo semestre luglio - dicembre 2013 e presentata un mese e mezzo fa al Parlamento, si dà conto della presenza mafiosa in territorio emiliano romagnolo, tra sequestri e penetrazione nell'economia legale.

 

LA 'NDRANGHETA...

In Emilia Romagna, la 'ndrangheta è radicata in buona parte delle province, dove opera secondo un consolidato principio di "delocalizzazione" degli interessi economici. L'8 novembre 2013, in esecuzione di un decreto emesso dal Tribunale di Reggio Emilia, è stato effettuato il sequestro di beni mobili ed immobili appartenenti ad un sodale della cosca GRANDE ARACRI, di Cutro (KR), per un valore stimabile in circa tre milioni di euro. Ad ulteriore conferma della presenza sul territonio emiliano di esponenti del citato sodalizio, si evidenzia:

- l'arresto di un imprenditore edile, originario di Cutro, ma residente in provincia di Reggio Emilia;

- il ferimento di un presunto affiliato alla cosca GRANDE ARACRI, avvenuto il 7 dicembre 2013, in Reggio Emilia.

Un ulteriore filone dell'indagine "BLACK MONKEY", condotta nel semestre in esame nei confronti di un sodalizio di 'ndrangheta attivo nella provincia di Ravenna e dedito alla gestione illecita di giochi online e video slot manomesse, ha consentito nel periodo in esame di trarre in arresto altre tre persone, ritenute responsabili di millantato credito. Sul conto degli arrestati (due uomini e una donna, dipendente amministrativa presso la Corte di Cassazione), erano emerse responsabilità in ordine a indebite pressioni che gli stessi millantavano di poter esercitare affinché il giudizio penale all'epoca pendente presso la Suprema Corte nei confronti di un boss dell'organizzazione, sorvegliato speciale, originario di Marina di Gioiosa Ionica (RC) ma residente nel ravennate, si risolvesse con una pronuncia a lui più favorevole. 

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...E LA CAMORRA

Nella stessa relazione la DIA censisce inoltre la presenza camorristica, in questi termini:

 

In Emilia Romagna si conferma l'attenzione dei clan campani nel ricco e produttivo tessuto economico della regione, dove investono le risorse acquisite attraverso le attività

illecite. Numerose indagini hanno accertato il sempre maggiore coinvolgimento di professionisti compiacenti nell'attuazione delle strategie economiche dei sodalizi, e la diffusa tendenza a creare schermi societari per dissimulare la reale titolarità delle aziende. Tali attività vengono "sostenute" da metodi mafiosi per imprimere una maggiore forza penetrativa nel tessuto economico. Una particolare e risalente concentrazione di soggetti legati a clan campani si rileva nelle province di Modena e Bologna. È il caso di soggetti legati al clan dei casalesi, la cui presenza è stata segnalata anche nelle province di Ferrara, Ravenna, Parma, Reggio Emilia e Rimini, dove emergono importanti interessi economici del menzionato gruppo criminale. Nella regione si registra anche la presenza del clan SARNO, nel bolognese ed in provincia di Parma, del clan MOCCIA, nella provincia di Bologna, e del clan NUVOLETTA-POLVERINO, operativo a Forlì e Cesena.

 

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