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Vulcano2, arriva l'avviso di conclusione indagini

Categoria: Emilia Romagna
Pubblicato Venerdì, 28 Giugno 2013 19:59
Scritto da Patrick Wild
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Operazione Vulcano2 camorra San Marino conclusione indagini

 

Avviso di conclusione delle indagini preliminari. E' questo l'ultimo atto firmato dalla Procura di Bologna, nella persona del Pubblico Ministero Enrico Cieri, a 63 degli indagati nell'ennesima tranche dell'operazione Vulcano, denominata convenzionalmente Vulcano 2. Come nella precedente indagine, anche quest'ultima si concentrava sulle estorsioni ed usura praticate da un'organizzazione criminale al cui apice si trovava la coppia Vallefuoco-Zavoli, ma in questo filone le vittime finite tra le grinfie del sodalizio erano addirittura oltre 50 in tutta Italia. Poche e quasi nessuna di queste ha mai denunciato la propria situazione alle forze dell'ordine.

Omertà diffusa, metodi violenti e di stampo camorristico, usura a tassi elevatissimi, vittime indotte al suicidio. Erano questi gli elementi distintivi emersi in seguito alle ordinanze eseguite il dicembre scorso. Più di 100 gli indagati, tra Emilia-Romagna, San Marino, Campania e diverse altre regioni.

Come noto, il gruppo - al quale è stato contestato il reato di associazione di stampo mafioso - si presentava ufficialmente come un'agenzia di recupero crediti (ISES), dietro alla quale si celava tuttavia una rete articolata di pratiche di riscossione violente e richieste sempre più pressanti e minacciose. Alla fine le attività commerciali e le aziende, soffocate dai prestiti con tassi sempre più elevati (concessi sempre dal sodalizio) e impossibilitate a pagare, passavano nelle mani dell'organizzazione criminale, che le utilizzava per compiere truffe o riciclare denaro sporco (questa la sorte di un'importante azienda in provincia di Firenze, la Hiso).

Il nucleo del gruppo era sempre lo stesso: al centro ci sarebbe il campano Francesco Vallefuoco e il sammarinese Roberto Zavoli. Entrambi sono stati rinviati a giudizio (il processo comincerà a novembre a Rimini) nell'ambito dell'indagine Vulcano1. Accanto a loro diversi picchiatori vicini agli ambienti camorristi e casalesi, oltre a insospettabili professionisti - notai, avvocati, imprenditori, commercialisti - in grado di ripulire e garantire gli investimenti del sodalizio operante tra la riviera romagnola e la Repubblica di San Marino.

 

Vulcano2 vallefuoco


Assieme a Zavoli e Vallefuoco, l'avviso di conclusione indagini preliminari è stato notificato anche all'investigatore privato riminese Massimo Cedrini (anche per lui il reato ipotizzato è 416bis), i casalesi Sigismondo Di Puorto e Alfonso Perrone, i fratelli Luigi (del clan Mariniello, l'altra fazione camorrista operante tra Riviera romagnola e San Marino) e parenti vari di Vallefuoco. Tra questi anche il fratello Giuseppe Vallefuoco, titolare assieme alla moglie Angela Barone (anche lei tutt'ora indagata) del ristorante di Villa Verucchio (Rimini) "Il Nuovo Tarabacco", attività le cui quote sono state sequestrate dalla DDA di Bologna nell'aprile scorso, in quanto considerato il luogo dove venivano reinvestiti i proventi criminali dell'organizzazione.

L'avviso di conclusione delle indagini non ha invece riguardato l'avvocato sammarinese Livio Bacciocchi e la moglie Monica Fantini, altri soggetti il cui nome è emerso continuamente nel corso delle ultime inchieste (nonostante Bacciocchi sia poi stato assolto con rito abbreviato a Bologna, per Vulcano1), il boss camorrista Raffaele Stolder (indagato nell'altra indagine napoletana, Staffa), il d.g. della finanziaria sammarinese Fincapital Oriano Zonzini e il siciliano Domenico La Manna, personaggio che nell'indagine Staffa viene indicato come referente della famiglia mafiosa Fidanzati e coinvolta nel riciclaggio di denaro sporco attraverso le finanziarie sammarinesi di proprietà di Zavoli e Bacciocchi.

Procedono dunque per vie parallele le varie inchieste delle procure bolognesi e napoletane che negli ultimi tre anni hanno letteralmente bersagliato la Repubblica di San Marino, svelandone la natura di lavatrice di denaro sporco per le organizzazioni mafiose di ogni estrazione geografica. Le accuse formulate in Vulcano1 e Vulcano2, Staffa e l'ultima confezionata, Titano, attendono ora di trovare conferma all'interno delle aule giudiziarie, tenendo sempre a mente le dichiarazioni di un noto e temuto esponente delle istituzioni sammarinesi, che qualche anno fa sosteneva: "Non riesco a pensare che la criminalità organizzata sia un fenomeno presente e che ci siano tutti questi rischi". La politica se ne è accorta tardi e molti non hanno ancora fatto mea culpa. 


Patrick Wild

 

 

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