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Aemilia, gli 'ndranghetisti emiliani volevano ammazzare il Re delle bische di Rimini e Riccione

 

Aemilia

 

Tra le 1.300 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare con cui settimana scorsa, tra Piacenza, Reggio Emilia e Modena, sono finiti agli arresti oltre un centinaio di soggetti con l’accusa di associazione di stampo mafioso e altri reati, emergono anche vicende inedite che riguardano più direttamente la riviera romagnola.

A parlarne è il collaboratore di giustizia Vincenzo Marino, il quale ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia che hanno coordinato l'indagine Aemilia riferisce dell’intenzione dei cutresi insediati in Emilia di uccidere “quei cornuti di Rino Masellis e Gianni Lentini”.

Operazione “Blow”: sequestrati beni per 1,3 milioni di euro a Ventrici.

 

L’operazione “Blow”, promossa dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, ha portato  al sequestro di terreni, automobili e immobili di proprietà di Francesco Ventrici, residente agli arresti domiciliari a Ozzano dell’Emilia, per un valore di 1,3 milioni di euro. Il sequestro è arrivato a seguito di indagini che hanno rilevato come l’acquisto dei beni fosse avvenuto per riciclare il denaro guadagnato con il traffico di stupefacenti da Ventrici e dalla sua cosca, il clan ‘ndranghetista Mancuso di Limbiadi.

Francesco Ventrici, la cui ultima condanna risale al 2012, nel provvedimento viene definito dai giudici bolognesi "personaggio di elevata caratura criminale”.

'Ndrangheta e camorra in Emilia Romagna nell'ultimo rapporto della DIA

 

Direzione_Investigativa_Antimafia_relazione_Emilia_Romagna

 

Anche nell'ultima relazione della Direzione Investigativa Antimafia, inerente all'ultimo semestre luglio - dicembre 2013 e presentata un mese e mezzo fa al Parlamento, si dà conto della presenza mafiosa in territorio emiliano romagnolo, tra sequestri e penetrazione nell'economia legale.

Emilia-Romagna: cose nostre

 

 

 

 

Esce oggi "Emilia-Romagna – cose nostre".

E' un dossier realizzato dalla collaborazione tra Gaetano Alessi, Gruppo Antimafia Pio La Torre e Gruppo Dello Zucherificio. Non è un'opera letteraria, né un esauriente testo universitario che tratta il tema delle "mafie" con carattere scientifico, perché pensiamo che altri abbiano qualità migliori delle nostre per realizzare quel tipo di ricerca. E' semplicemente una "cassetta degli attrezzi" che vuole fornire, a chi accosta il tema della criminalità organizzata nella nostra Regione, un motivo in più per decidere di dedicare una quota del suo tempo al contrasto alle mafie.

L'obiettivo di questo lavoro è quello di assemblare i fatti che hanno attraversato il biennio 2012/2014, privilegiando le indagini che si sono svolte in Romagna.

Leggi e scarica Emilia-Romagna - cose nostre, cliccando QUI o sull'immagine di copertina del dossier.

 

Cesena: sgomberati due stabili riconducibili ad Alfredo Ionetti

 

Sor Nova_Cesena: beni confiscati(L'azienda Sor Nova di Cesena, di proprietà di Alfredo Ionetti)

 

CESENA. «I beni di Don Ciccio vadano comunque allo Stato». Così aveva deciso nel 2012 il Tribunale di Reggio Calabria respingendo l'appello sul caso di 'ndrangheta. Per due giorni, giovedì e venerdì, l'Agenzia Nazionale per la destinazione dei beni confiscati e sequestrati alla criminaltà organizzata è stata a Cesena. Per iniziare quel lavoro imposto dal Tribunale calabrese.

Nel mirino una prima parte dei beni di Alfredo Ionetti: più volte arrestato e processato perché ritenuto, malgrado da 33 anni viva a Cesena, il tesoriere del boss Condello. Si tratta del capannone in cui agiva la ditta Sor-nova e di una delle case Ionetti: quella più vicina al capannone stesso, in via Parri. L'Agenzia è venuta a Cesena per far sgomberare i due stabili e prepararli a un riutilizzo da parte dello Stato.

Mafie, riciclaggio e riviera romagnola: qualcosa sta cambiando?





Questo è il nostro primo post, pubblicato per il nuovo blog sul Fatto Quotidiano qualche giorno fa. Si tratta di una rubrica su approfondimenti sul tema delle mafie e del malaffare, in particolar modo per quel che riguarda il territorio riminese (ma non sarà la regola assoluta). 


Venerdì prossimo, all'interno della rassegna 2014 del Premio Ilaria Alpi (dedicato alla memoria della giornalista uccisa in Somalia e giunto quest'anno alla sua ventesima edizione), presso il Palazzo del Turismo di Riccione si terrà un incontro dal titolo "La mafia che investe: il riciclaggio e le estorsioni in riviera". Il tema è quanto mai attuale: basti solo considerare le numerose indagini concluse in questi ultimi anni tra riviera romagnola e San Marino dalla Procura locale e dalle Direzioni Distrettuali Antimafia (DDA): Vulcano I e II, Staffa, Titano, Criminal Minds, Mirror, Tie's friends, Decollo Money e Ter per citare alcune delle più importanti.

Processo Black Monkey: nuova udienza, altre minacce a Giovanni Tizian