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Tra slot machine e colletti sporchi: cronaca di una mafia annunciata


 

Riportiamo qui un contributo di Massimo Manzoli del Gruppo Dello Zuccherifico sulla recente operazione che ha avuto il suo fulcro nella Romagna, ma che ha coinvolto molte regioni italiane.
(a breve seguirà anche un intervista al diretto interessato.

La Romagna è stata scossa dall’operazione della Guardia di Finanza che ieri ha portato a 29 ordinanze di custodia cautelare, 150 perquisizioni e sequestro di beni per 90 milioni di euro, 170 unità immobiliari, numerosi autoveicoli, conti correnti bancari e quote societarie.

A capo di questa enorme holding mafiosa stava Nicola Femia, che dalla sua residenza di S.Agata Sul Santerno (Ra) gestiva una fittissima rete di società legate al mondo del gioco d’azzardo in tutta Italia ma anche in Romania e in Gran Bretagna. Assieme a lui sono finiti in manette anche i figli Rocco, Maria, Nicola Femia

Operazione Vulcano: parte IV

 

 

 

Operazione Vulcano

 

Ennesimo sviluppo dell'indagine ribattezzata VULCANO della DDA di Bologna, nell'ambito della quale i primi ordini di custodia cautelare vennero emessi ormai quasi due anni fa, nel Marzo del 2011.


Ulteriori indagini sulla maggior parte dei soggetti già indagati da allora hanno evidenziato la necessità di provvedimenti coercitivi e hanno fatto emergere fatti inediti.
L'operazione Vulcano riguardava inizialmente ipotesi di reato di usura ed estorsione con metodo mafioso- celati dietro un'apparente attività di recupero crediti - da parte di tre diversi gruppi criminali legati alla camorra campana, tra Emilia-Romagna (Rimini, Riccione, Bologna) e la Repubblica di San Marino. Accanto a questi soggetti operavano - secondo l'accusa - professionisti e colletti bianchi inseriti nel tessuto socio-economico sammarinese, collegati ad imponenti società finanziarie con sede sul Titano. 
 
Nei mesi successivi, l'operazione Staffa della Procura di Napoli ha evidenziato il collegamento di questi gruppi con altri soggetti, ulteriori ipotesi di reato in territorio emiliano (tra Modena e Reggio Emilia), sammarinese e napoletano, un'intensa attività di riciclaggio di denaro sporco tramite le maggiori finanziarie a disposizione della presunta associazione a delinquere e le aziende rilevate da parte di questa tramite le condotte usuraie ed estorsive nei confronti degli imprenditori in difficoltà economiche.
 
 

Relazione Dna 2011 sul distretto di Bologna

 


Certi di fare cosa gradita, pubblichiamo la relazione del magistrato relatore per quanto riguarda la situazione del Distretto di Bologna (dunque su tutta la regione Emilia-Romagna), all'interno dell'ultima relazione annuale della Direzione nazionale antimafia (Dna). Ne approfittiamo per ricordare che sono già disponibili le schede d'iscrizione ai campi antimafia 2012 sui terreni confiscati alle mafie. Potete richiederle al nostro indirizzo di posta elettronica.

 
 
 

Cos'è la Mafia? Questa volta in Romagna e dintorni

 


Non saremo mai grati abbastanza al giornalista de Il Sole 24 Ore Roberto Galullo per l'attività che svolge quotidianamente sul suo Blog, che consigliamo vivamente di seguire soprattutto per la precisione con cui segue le torbide vicende sammarinesi e recentemente quella relativa al prestanome di Pasquale Condello "Il supremo", tale Alfredo Ionetti, da anni a Cesena
In data 21 Agosto troviamo la relazione del Pubblico Ministero della Direzione Nazionale Antimafia (DNA) Roberto Pennisi, sulla situazione in Emilia Romagna.
Alcuni punti sono di particolare rilevanza (e pericolo) per la nostra regione. Li citiamo non in ordine di apparizione, ma secondo una nostra scala di priorità.


1) La mafia e la politica


Vi è poi un altro pericolo, rappresentato dai rapporti con la politica che, a differenza di quanto ho detto per il Veneto, nel territorio emiliano esistono, sono esistiti nel 2007, quando ci furono le elezioni amministrative di quell'anno, e non escludo che ci siano stati anche con riferimento alle elezioni amministrative del corrente anno.


Nemmeno la Rossa Emilia, ne è immune. Questo perchè funzionari pubblici corrotti (politici in primis) ne esistono in ogni luogo e in ogni tempo, a prescindere dal colore rosso/bianco/azzurro/nero. Chiedere durante tutte le tornate elettorali, come noi pensiamo di aver fatto, ai candidati un impegno esplicito a non sottovalutare il fenomeno e controllare che gli eletti lo rispettino è la prima vera forma di prevenzione. Per questo ci sentite sbraitare se i parcheggi a Rimini sono in mano ad un consorzio che al suo interno ha un'azienda che ha ricevuto una interdittiva antimafia non ancora smentita dal TAR e il Comune non vuole sospendere il contratto fino a quando, ci auguriamo, l'azienda in questione sia totalmente scagionata. Ci arrabbiamo anche se dilazionano l'apertura dell'Osservatorio Provinciale e ora che la nostra provincia chiuderà vogliamo che Rimini-Forlì/Cesena-Ravenna non interrompano una tale conquista e che magari la dotino di professionisti retribuiti, perchè una spesa simile conviene in termini economici per il nostro territorio. Non capirlo, significa rifiutare anche le logiche del libero mercato che la criminalità organizzata sfrutta (deregulation e possibilità di investire con più facilità) da un lato per ostruirlo (concorrenza sleale, atti intimidatori nei confronti dei concorrenti, ribassi fuori mercato negli appalti) dall'altro.

Romagna e sangiovese: Cosa Nostra al Nord

 

 

E' notizia di questi giorni la scomparsa del boss Gerlando Alberti, nella sua abitazione a Palermo (dove si trovava per gli arresti domiciliari). Muore dunque a 84 anni uno dei boss più noti a livello nazionale e soprattutto a Milano, luogo dove si trasferì già nel 1961 e centro delle sue future attività. Ai tempi gli affari di Cosa Nostra non avevano ancora fatto quel salto di qualità che l'avrebbero portata alla ribalta internazionale nei decenni successivi per i delitti eccellenti e il traffico di stupefacenti. Alberti si sistema comodamente nel milanese, iniziando pian piano dal traffico e contrabbando di sigarette. Successivamente diventa un "cavallo" dei più importanti boss di Cosa Nostra di allora, nomi del calibro di Gaetano Fidanzati e Gaetano Corollo. L'affare principale è - manco a dirlo - il narcotraffico. Anni d'oro per la mafia siciliana e per Gerlando Alberti stesso, “Zu Paccarè”, considerato ormai un pioniere dei siciliani nella città lombarda (anni dopo qualcuno avrebbe sostenuto categoricamente che “la mafia a Milano non esiste”). Alberti verrà poi arrestato nel 1983 e riuscirà a sopravvivere a diversi tentati omicidi in carcere su mandato di Totò Riina, rappresentando ormai la vecchia mafia, perdente, facente capo a Gaetano Badalamenti.



Fine anni '70-anni '80, un periodo da tenere bene in considerazione poiché rappresenta di fatto l'inizio del boom del consumo di stupefacenti in tutta Italia (e non solo), motivazione sufficiente e ovvia per la quale Cosa Nostra ne fa il proprio lucroso principale affare tessendo affari su ogni possibile rotta internazionale. Per inciso, nello stesso periodo cominciano ad affacciarsi prepotentemente a livello nazionale anche le altre due mafie cosiddette tradizionali, camorra e 'ndrangheta. La prima sfruttando le condizioni favorevoli in seguito al terremoto in Irpinia, la seconda tramite i sequestri di persona, il giro di affari e conoscenze attorno alla costruzione della Salerno-Reggio Calabria e il centro siderurgico della Piana di Gioia Tauro. Fine anni '70, si è detto. Punto nevralgico è il capoluogo meneghino. E' Milano, secondo i giudici estensori delle centinaia di processi che occuperanno i tavoli dei magistrati nei vent'anni successivi, il deposito principale di tutta la droga che verrà poi distribuita in quantità sempre più minori in tutto il resto del Nord-Italia. La ricca Emilia-Romagna sarà uno dei luoghi principali.

Mafie in Emilia-Romagna: relazione semestrale della DIA

 

Da un paio di giorni è uscita la relazione semestrale della Dia - direzione investigativa antimafia - inerente al secondo semestre del 2011 (da Luglio a Dicembre, tanto per intenderci. Per chi fosse interessato a consultarla, può farlo liberamente QUI).

Tralasciando le considerazioni generali sullo stato di salute attuale delle organizzazioni di stampo mafioso a livello nazionale, ciò che ci interessa evidenziare rimane il livello di infiltrazione e radicamento raggiunto da tali organizzazioni sul territorio regionale e ancor più in particolare nel riminese, cioè dove abitiamo. Non tanto per mancanza di voglia o di tempo, quanto piuttosto per affrontare l'analisi nei giusti termini, da una parte senza il classico silenzio di alcuni ben noti ambienti locali, dall'altra cercando di non ricorrere ai toni eufemistici di alcuni giornali locali, agenzie o chi sappiamo noi. Ma di questo parleremo alla fine.
Ebbene, andando a leggere qualche dato riguardante la nostra regione, cosa si legge?

Emerge innanzitutto come i reati denunciati per l'art. 416 bis (associazione a delinquere di stampo mafioso) nella nostra regione siano sensibilmente impercettibili rispetto alle altre regioni, non solo del Sud ma anche e soprattutto del Centro-Nord.
Andando a vedere i cosiddetti reati-spia, si scopre che l'Emilia Romagna presenta addirittura più attentati denunciati della Sicilia (9 vs 7), per quanto il primato assoluto spetti alla Lombardia (34), seguita da Puglia e Campania.

Giornalisti minacciati e sotto scorta - Dossier Emilia Romagna [Ossigeno informazione]

 

Giornalisti minacciati e sotto scorta - Dossier Emilia Romagna [Ossigeno informazione] 

 

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il dossier Emilia-Romagna preparato da Ossigeno Informazione, diretto da Alberto Smampinato (che abbiamo avuto il piacere di avere come ospite in un incontro nel giugno dello scorso anno a Riccione). Nel dossier si parla in particolare delle vicende di altri due giornalisti a noi molto vicini e a cui teniamo in special modo, per la disponibilità e l'instancabile lavoro. Uno è Giovanni Tizian, finito sotto scorta qualche settimana fa, l'altro David Oddone de L'informazione di S.Marino, minacciato di morte per le inchieste sugli intrecci politico-economici che confluiscono sul Titano. Il link più sotto permette di visualizzare il dossier, buona lettura.

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