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'Ndrangheta a Bologna, operazione Gangale della Direzione Distrettuale Antimafia

 

'ndrangheta a Bologna, operazione Gangale

 

Proiezione criminale della cosca Acri in città. Bar, negozi, auto e case sotto sequestro, per un valore di 600 mila euro

I tentacoli delle mafie in città: 17 persone, di origine calabrese ma da anni domiciliate nel capoluogo emiliano, sono indagate per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione di esplosivo e di armi clandestine, favoreggiamento personale ed evasione, aggravati dalle finalità mafiose.
 

Processo Vulcano: si apre il dibattimento


Processo Vulcano Aula Falcone Borsellino

Si è tenuta questa mattina presso l'Aula Falcone e Borsellino del Tribunale di Rimini la seconda udienza del processo Vulcano, iniziato lo scorso 8 novembre. Il nuovo Collegio che sarà chiamato a decidere, presieduto dal Giudice Massimo Di Patria, ha sciolto le riserve sulle eccezioni sollevate in precedenza dagli avvocati difensori di Francesco Vallefuoco e Giuseppe “Zio Peppe”  Mariniello di essere giudicati con rito abbreviato e dei difensori di Leonardo Raimondi e Roberto Zavoli per difetto di giurisdizione.

A dieci anni dall'omicidio Guerra (quando in Romagna la 'ndrangheta sparava)

 

Omicidio Gabriele Guerra

 

“Devo risolvere presto questa storia coi calabresi, ma non mi pesteranno i piedi”
Deve avere pensato probabilmente questo, Gabriele Guerra, mentre inseriva le chiavi nell’auto parcheggiata fuori casa sua, poco prima di essere raggiunto da una raffica di proiettili. Quindici colpi di mitraglietta Skorpion, diranno gli esperti della scientifica.

Il corpo senza vita di Guerra viene ritrovato così. Il capo riverso sul volante, lo stereo lasciato a tutto volume, le luci dell’auto accese e i vetri infranti. A terra i bossoli dei proiettili. E’ la sera del 14 luglio 2003, una delle estati più calde degli ultimi cinquant’anni. La macchina al cui interno si trova il cadavere di Gabriele Guerra è parcheggiata in una traversa della Statale Adriatica, all’altezza di Pinarella di Cervia, in provincia di Ravenna. La sentenza dei giudici, pronunciata in aula diversi anni dopo, è lapidaria: “A uccidere Guerra è stata la ‘ndrangheta calabrese”.

La Direzione Investigativa Antimafia: San Marino polo di attrazione per le organizzazioni criminali

 

San Marino meta mafiosa


Secondo l'ultima relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), relativa al periodo Luglio-Dicembre 2012, resa pubblica pochi giorni fa e consultabile QUI, la Repubblica di San Marino costituisce un polo di attrazione per le organizzazioni criminali. Un'espressione forte, ad indicare ciò che San Marino per lungo tempo ha rappresentato (e rappresenta?) per i capitali sporchi delle organizzazioni criminali, ma anche per quel fiume di denaro frutto di evasione fiscale. Una meta privilegiata, il parcheggio del denaro di provenienza illecita di ogni dove. Tant'è che in un'intercettazione dell'indagine Staffa (la prima partita dalle procure campane), il noto boss di Forcella, Raffaele Stolder, riferendosi a San Marino dichiarava "Proprio questa mattina ho parlato di questo paese..io l'adoro".

E i motivi di tanta adorazione erano ovvi. 

Vulcano2, arriva l'avviso di conclusione indagini

 

Operazione Vulcano2 camorra San Marino conclusione indagini

 

Avviso di conclusione delle indagini preliminari. E' questo l'ultimo atto firmato dalla Procura di Bologna, nella persona del Pubblico Ministero Enrico Cieri, a 63 degli indagati nell'ennesima tranche dell'operazione Vulcano, denominata convenzionalmente Vulcano 2. Come nella precedente indagine, anche quest'ultima si concentrava sulle estorsioni ed usura praticate da un'organizzazione criminale al cui apice si trovava la coppia Vallefuoco-Zavoli, ma in questo filone le vittime finite tra le grinfie del sodalizio erano addirittura oltre 50 in tutta Italia. Poche e quasi nessuna di queste ha mai denunciato la propria situazione alle forze dell'ordine.

Omertà diffusa, metodi violenti e di stampo camorristico, usura a tassi elevatissimi, vittime indotte al suicidio. Erano questi gli elementi distintivi emersi in seguito alle ordinanze eseguite il dicembre scorso. Più di 100 gli indagati, tra Emilia-Romagna, San Marino, Campania e diverse altre regioni.

Come noto, il gruppo - al quale è stato contestato il reato di associazione di stampo mafioso - si presentava ufficialmente come un'agenzia di recupero crediti (ISES), dietro alla quale si celava tuttavia una rete articolata di pratiche di riscossione violente e richieste sempre più pressanti e minacciose. Alla fine le attività commerciali e le aziende, soffocate dai prestiti con tassi sempre più elevati (concessi sempre dal sodalizio) e impossibilitate a pagare, passavano nelle mani dell'organizzazione criminale, che le utilizzava per compiere truffe o riciclare denaro sporco (questa la sorte di un'importante azienda in provincia di Firenze, la Hiso).

APPELLO: affondamento di una nave nel mare Adriatico. Correva l'anno 1989.

Navi de veleni in Italia

 

Grazie ad una segnalazione che mi è giunta su Facebook, proviamo a ritornare su un tema che era già emerso con alcuni ragazzi della nostra associazione, ma che mai abbiamo potuto approfondire.

Si tratta dell'affondamento della nave ANNI avvenuto nel 1989 nell'Alto Adriatico nell'agosto del 1989. La nave sta percorrendo il suo tragitto dal Pireo a Ravenna, quando si è inabissata in acque internazionali.

Gioco d'Azzardo in Romagna. A che punto siamo?

Gioco d'Azzardo in Romagna. A che punto siamo?                                                    Massimo Manzoli - Gruppo dello Zuccherificio

 

Intervistiamo oggi Massimo Manzoli del Gruppo dello Zuccherificio per fare il punto della situazione sulle infiltrazioni e il radicamento mafioso legati al gioco d'azzardo in Romagna.

Buona Lettura!
 
- Come Gruppo dello Zuccherificio in tempi non sospetti vi siete occupati di slot machine e di gioco d'azzardo. Lo hanno fatto anche trasmissione quali Report o giornali come Repubblica. A livello nazionale si è tentato di arginare tutti quei fenomeni che derivano dall'istallazione massiccia di questi macchinari (dalla ludopatia, all'evasione fiscale, al riciclaggio)?
 
La sensazione, a livello nazionale, é che negli ultimi anni si sia sempre più "investito" nel gioco d'azzardo in tutte le sue forme. Lo dimostrano le decine di nuovi giochi introdotti sul mercato, la legalizzazione delle videoslot, l'esplosione del fenomeno delle scommesse e dei giochi online. Tutto ció accompagnato da fortissime campagne pubblicitarie. Tutto ciò si trascina una serie di problemi enormi dal punto di vista sociale, economico e di criminalità. Il settore del gioco d'azzardo é un settore ancora e sempre in attivo nonostante la crisi. E la criminalità organizzata non può certo lasciarsi scappare un business così grande, un affare da decine di miliardi di euro l'anno. La liberalizzazione delle videolottery e il gioco online hanno reso sempre più sbiadito il limite tra legalità e illegalità. La vicenda Femia ne é l'esempio: un boss legato alla 'ndrangheta che attraverso società legali controllava una enorme fetta del settore sia legale sia illegale. A livello locale le istituzioni iniziano a sentire il peso del problema "gioco d'azzardo" e in alcuni comuni del milanese si é deciso di intervenire con incentivi agli esercenti che non installano macchinette nei loro locali e con altre misure simili. Anche a Ravenna il comune ha instaurato un tavolo permanente sul gioco d'azzardo coinvolgendo tutte le associazioni del territorio e le forze dell'ordine e nei prossimi mesi si inizieranno progetti nelle scuole per spiegare i meccanismi del gioco, campagne di disincentivazione e si studieranno appositi regolamenti da applicare nella nostra città.