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Tra la via Aemilia e il west: online il nuovo dossier sulle mafie in Emilia-Romagna

 

Tra la via Aemilia e il West_dossier mafie

 

E' finalmente online Tra la via Aemilia e il west, il nuovo dossier sulle mafie in Emilia-Romagna. Potete scaricarlo QUI (o cliccando sull'immagine). Il 25 febbraio a Ravenna la prima presentazione ufficiale.

 

Dalla prefazione

Alcune premesse d'obbligo.

Questo lavoro non è un testo esaustivo né scientifico sul fenomeno mafioso in Emilia Romagna, nè ha lo scopo di tracciare un quadro preciso sul fenomeno criminale in regione, in primo luogo perché diventerebbe un tedioso elenco di numeri e nomi incomprensibili ai più ed inutile, in quanto sarebbe consultato solo dagli addetti ai lavori. In secondo luogo perché il fenomeno mafie è mobile a tal punto da rendere vecchia ogni analisi già nel momento stesso in cui viene redatta.

Questo lavoro, parziale e smunto, è un ulteriore pezzo alla cassetta per gli attrezzi che cerchiamo da sempre di mettere a disposizione di chi, nel territorio, ha la volontà di accostarsi alla comprensione del fenomeno mafioso.

In principio nasce come l'aggiornamento "Emilia Romagna cose nostre – cronaca di biennio di mafie in E.R.", pubblicato nel novembre del 2014, ma mutato profondamente in corso d'opera per inseguire i fatti d'attualità che hanno cambiato, in meno di un anno, quanto raccontato nel vecchio dossier.

Gli ultimi 12 mesi infatti hanno trasformato in cronaca quanto da noi descritto da oltre un lustro. Arresti, processi, sequestri, intimidazioni sono fatti giornalieri in una Emilia Romagna che si è risvegliata incapace, anche logisticamente di ospitare maxi-processi, tanto che anche il peggiore dei negazionisti si è arreso all'idea che le mafie hanno un ruolo ben definito nell'economia e sempre più spesso nella mentalità di questo territorio.

Hanno avuto questo ruolo anche negli ultimi 30 anni, solo che finalmente la magistratura ha aperto il vaso di Pandora scoperchiando verità e viltà, spesso scomode, per la politica, la guida economica dell'Emilia Romagna e la società civile.

Questa abbiamo provato a raccontare, gli intrecci di un potere che, mentre tutti guardavano "altrove", ha intessuto nodi così forti da essere capace di legare un cappio al collo alla comunità.

Una comunità che però spesso quel cappio, per vantaggi personali, ha preferito metterselo da sola.

Un cappio nel quale non abbiamo nessuna intenzione di infilare il nostro collo e dal quale abbiamo invece la ferma, e utopica, intenzione di liberare tutti quanti.

Il lavoro di ricerca nel 2015 si è arricchito dei contributi di associazioni o singoli operanti nel territorio: da Modena a Casalgrande (Re), da Piacenza a Carpi, sbarcando a San Marino, molti hanno contribuito a rafforzare il lavoro ormai storico del Gruppo dello Zuccherificio di Ravenna, il GaP di Rimini e di AdEst a Bologna.

Una rete che, in regime di puro volontariato, copre tutta l'Emilia Romagna.

Una squadra che è cresciuta macinando chilometri, mettendosi in discussione e continuando a fare nomi e cognomi quando era molto più semplice (e remunerativo) commemorare.

Una squadra che non ha "certezze", ma che cerca di porre domande e pretende che qualcuno risponda.

Questo, nella sua forma più nobile, crediamo sia giornalismo.


Buona lettura.

 

Gli autori.

 

Mafie in Emilia-Romagna.. Illustrate ai ragazzi

 

 

Uscire dal consueto, sperimentare nuove vie di comunicazione, riuscire a parlare a nuove persone è uno degli obiettivi che animano costantemente coloro che fanno attività di contrasto al fenomeno mafioso. Per questo siamo molto contenti e fieri di poter presentare un fumetto che parla di mafia in Emilia-Romagna. Lo spunto è dato da un lavoro nato dalla collaborazione tra AdEst, il Gruppo dello Zuccherificio e noi e si chiamava "Emilia Romagna Cose Nostre". Questa nuova trasposizione è tutta frutto del lavoro e dell'impegno di Gea una ragazza che, dopo aver assistito ad una presentazione del Dossier, ha deciso di trasformarlo in un prodotto nuovo e più fruibile, anche per i più giovani, senza snaturare il contenuto originale che anzi appare arricchito dalla presenza delle immagini.

 

In allegato trovate il fumetto completo in formato digitale mentre per chi ne volesse una copia cartacea, sempre gratuita è possibile richiederlo inviando una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

 
Qui sotto un estratto dall'introduzione del volumetto
 
 
Questo lavoro è il frutto della genialità di Gea
Nasce come un seme, ed in maniera casuale, in una delle tante tappe di presentazione di “Emilia Romagna cose nostre – storia di un biennio di mafie in Emilia Romagna”, quando alla giusta domanda “andate nelle scuole?” rispondemmo con sincerità “non quanto vorremmo”.
 
La scuola è un baluardo molto fragile contro la pubblicità e la demagogia, come affermava Pennac: “La nostra è una lotta impari. Da alcune generazioni, l'offensiva della pubblicità educa i nostri studenti a diventare dei consumatori più che delle menti libere e dei cittadini”.
 
Non di meno noi accettiamo la sfida perché, come Calamandrei, crediamo che la scuola, specialmente quella pubblica, sia la base della democrazia e della Costituzione.
Siamo convinti che la cultura sia il miglior antidoto alle barbarie che ci circondano ed in particolar modo nei confronti della criminalità organizzata.
 
[...]
 
[C]on i ragazzi viene a galla un problema di linguaggio, di approccio che rende le discussioni tronche e la condivisione figlia unicamente di esperienze vissute in prima persona dalle famiglie di qualche alunno, sfuggite al nord per evitare la pressione mafiosa. Questo, tuttavia, ancora una volta circoscrive l'ambito della criminalità, ridimensionando a problema individuale un dramma collettivo e alimentando quella teoria assolutoria propria di tutto IL settentrione che la mafia si c'è, ma è un problema degli altri.
 
[...]
 
Quello che avete tra le mani è un lavoro che unisce la generazione di chi ha scritto il dossier a quella di chi lo ha disegnato e diventa un strumento per la terza che andrà a leggerlo.
Diventa anche un impegno ad informarsi ed a informare, a non lasciare che le cose avvengano solo perché era più comodo girarsi dall'altra parte. E', in definitiva, un patto tra generazioni.
 
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Mafie in Emilia-Romagna Illustrate ai ragazzi





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2016-01-13
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Cesenatico, bene confiscato alla Banda della Magliana: di nuovo tutto fermo?

 

Colonia confiscata a Cesenatico

 

 

Forse non tutti lo sanno (soprattutto i più giovani), ma a Cesenatico - nel cuore della riviera romagnola - si trova un bene confiscato alla mafia. In particolare, un'ex colonia riconducibile alla Banda della Magliana, quell'organizzazione criminale raccontata in "Romanzo criminale" e nelle serie tv e film che ne sono stati ricavati. Più che un romanzo, quella della Banda della Magliana fu una storia contraddistinta da numerosi omicidi, rapporti con le altre mafie tradizionali, ambienti della destra eversiva e vicende dai contorni ancora misteriosi, quali per esempio i collegamenti con i servizi segreti. 

Alla luce del Sole: a Forlì ci saremo anche noi

 

Alla Luce del sole, bene confiscato a Forlì

 

Domenica 4 ottobre il bene confiscato di Forlì (c.d. "Ex Limonetti") si apre alla cittadinanza, con la presentazione delle attività per i prossimi mesi. Un programma ricchissimo di iniziative, alle quali parteciperemo anche noi. L'appuntamento è per le ore 10.15 ai giardini Orselli di Forlì, per la pedalata che condurrà fino al podere attraverso i luoghi simbolici e fisici della presenza della criminalità organizzata.

L'impero colpisce ancora? Sul gioco d'azzardo e la famiglia Femia

 

Femia azzardo

(Nicola "Rocco" Femia, durante l'arresto avvenuto nel gennaio 2013)

 

dal Gruppo dello Zuccherificio

 

Il 23 gennaio 2013 all’interno dell’indagine “Black Monkey”, l’operazione che portò all’arresto di Nicola “Rocco” Femia e altre 28 persone e al sequestro di beni per un valore di 90 milioni di euro, vennero anche arrestati i figli del presunto boss, Rocco Maria Nicola classe 1991 e Guendalina classe 1984.

E' on-line la mappatura delle organizzazioni criminali in Emilia-Romagna

 

Copertina dossier mafie in Emilia-Romagna

E' on-line, sul sito dell'Osservatorio Provinciale Antimafia, la mappatura delle organizzazioni criminali in Emilia-Romagna.

La presenza delle mafie in Emilia-Romagna è ormai accertata da anni; l’indagine Aemilia ha evidenziato una volta di più quanto radicate siano talune organizzazioni nel territorio regionale.

Lo scopo di questo lavoro è analizzare tale penetrazione di ’ndrangheta, camorra e mafia siciliana (sono state quindi escluse le mafie allogene e la criminalità organizzata pugliese) nel nostro territorio. Maggiore attenzione sarà rivolta a quanto successo negli ultimi anni (dal 2010 al 2015) non tanto, e non solo, al fine di scattare una fotografia della presenza mafiosa in regione ma, soprattutto, per cogliere le linee di tendenza ed analizzare l’evoluzione passata in modo comprendere quale potrebbe essere quella futura.

In Emilia-Romagna mafie favorite dal comportamento delle istituzioni locali

 

La Direzione Nazionale Antimafia sulla mafia in Emilia - Romagna

 (Bologna: la Direzione Nazionale Antimafia la descrive come centro di numerose attività criminali, Cosa Nostra compresa)

 

di Patrick Wild

E' stata presentata ieri alla Biblioteca del Senato, dal Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti e dalla Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Rosy Bindi, l'ultima relazione della Direzione Nazionale Antimafia, quella cioè relativa al periodo 1 luglio 2013 – 30 giugno 2014. Nella parte dedicata al distretto di Bologna, benché sia stata portata alla luce da poche settimana, si finisce inevitabilmente per parlare dei primi risultati della maxi-indagine "Aemilia", con cui a fine gennaio scorso sono finiti in carcere più di 100 persone (oltre 200 gli indagati), molte delle quali con l'accusa di associazione di stampo mafioso. Parole durissime arrivano dalla penna di Roberto Pennisi, il magistrato che in questi mesi ha lavorato fianco a fianco ai Pubblici Ministeri della DDA felsinea nella stessa indagine. Poche righe, ma sufficienti a demolire ogni residua convinzione circa l'integrità del "modello Emilia-Romagna", della buona amministrazione e dei propri cittadini. A parlare sono proprio le carte di "Aemilia".

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