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Solo tanta voglia di cambiare

 
Siamo ancora immersi nelle nostre attività e molti di noi si stanno già domandando quando potremo respirare, prima di sentire il fiato sul collo degli eventi del 2011. Se tre anni fa ci avessero detto che saremmo stati gli organizzatori di un capodanno a Corleone nella Cooperativa Lavoro e Non Solo (i primi a scendere per festeggiare il capodanno con i soci) nessuno di noi ci avrebbe creduto. Probabilmente, però, l’avevamo sperato. È da quattro mesi che abbiamo costituito il Gruppo Antimafia Pio La Torre (G.A.P.) a Rimini e di strada ne abbiamo percorsa, scegliendo di non costituirci come associazione, senza avere le spalle alcuna associazione nazionale che ci aiutasse (anzi, spesso è successo il contrario) e partendo con cento euro di fondo cassa per ogni volontario. Ora è il momento di riflettere un attimo, dopo l’incontro intitolato “Raccontare per Resistere” con Gaetano Alessi, Pino Maniaci e Giulia Fresca e il successo dell’Aperitivo Resistente a Santarcangelo di Romagna del 7 e dell'8 gennaio. Siamo tornati nell'anno nuovo, ma abbiamo iniziato con il ritmo del 2010.
 
È incominciato tutto tra agosto e settembre dell'anno scorso prima che gli ultimi ragazzi volontari a Canicattì tornassero: avevamo intenzione, dopo il successo dell’anno precedente, di riproporre la Cena della Legalità, senza però abbandonare durante l’anno il nostro territorio, dove le infiltrazioni mafiose sono silenti, ma molto radicate. Modalità, menù, anticipo, spesa...siamo ai primi di ottobre tra una decisione e l'altra in merito alla programmazione invernale; la cena sarebbe stata il 27 novembre. 
Due mesi non sono pochi; neanche troppi però: oltre alla cena c’erano tanti eventi da organizzare a Rimini e Non Solo e la consapevolezza che parlare di mafia siciliana non sarebbe più bastato.
 L’idea che ci è balenata in testa è stata quella, sulla scorta delle durante la protesta studentesca del 2009, di organizzare una lezione in Piazza, PUBBLICA, che parlasse delle infiltrazioni in Emilia Romagna. Dopo alcuni dinieghi di vari ospiti, ecco trovato l’asso nella manica: Giovanni Tizian, giornalista di Narcomafie che ha riempito ogni ordine di posto nelle panchine da noi allestite in una giornata alquanto fredda (eravamo al 20 novembre..). Il nostro secondo successo dopo l’aperitivo organizzato con l'ANPI a Santarcangelo. 
Non ci siamo accontentati e, data la disponibilità di Calogero e Mario(questa è per Mario e per i pochi che la capiscono:il libro, il libroooooooo!!!!!!!!), abbiamo deciso di cambiare il nome di Cena della Legalità in Giornata della Legalità, dato che il giorno prima (il 26 novembre) avevamo programmato un evento nella sede del Partito Democratico a Misano Adriatico, in cui il presidente della Cooperativa avrebbe parlato di questa magnifica avventura a Corleone e l’indomani mattina avevamo previsto una serie di assemblee di istituto in una scuola del riminese con ospiti il solito Calogero (che già non riusciva più a emettere un suono dalla bocca…) e alcuni ragazzi di un’altra associazione con cui abbiamo iniziato a collaborare.
Il 27 era il gran giorno, le prenotazioni, partite a rilento, si erano impennate negli ultimi giorni (180 persone), complice anche la vetrina che la cena avrebbe offerto ai candidati delle primarie del PD.
Che fatica tremenda “sfamare” 180 persone e organizzare il dopocena con il giornalista di RaiNews24 Maurizio Torrealta con lo scopo di parlare di trattativa Stato-mafia…ma anche questa era andata.
Rimanevano i pacchi e l’ultima follia, il Tour della Legalità, partito a San Piero in Casale agli inizi di Novembre, ma che a Dicembre sarebbe entrato nel vivo.
Ma quella del Tour è un’altra storia che presto vi racconteremo.
 
I pacchi, in accordo con Maurizio Pascucci, abbiamo deciso di confezionarceli da soli, utilizzando cassette della frutta riciclate in modo da ridurre al minimo l’impatto ambientale e solo prodotti della cooperativa, cercando di diminuire al minimo il ricarico su ogni singolo pacco per evitare di far “solo” beneficenza per Cooperativa e puntando sulla massimizzazione delle vendite dei prodotti per innestare un circolo virtuoso che andasse oltre il G.A.P. e coinvolgesse direttamente i cittadini nell’acquisto dei prodotti.
In mezzo a tutto ciò, grazie a Damiano dell’associazione San Carlo siamo stati ad un’altra assemblea con l’Arci Ravenna per parlare di antimafia nei nostri territori.
Ci sono stati problemi e abbiamo commesso molti errori a causa della nostra inesperienza, ma siamo riusciti a fare tutto quanto avevamo pronosticato e a vendere 290 pacchi, anche qui da soli, senza grande entusiasmo di parte dell’Arci Regionale (a parte poche felici eccezioni come Fiore di Bologna, siamo stati lasciati soli: volevamo fare un punto vendita regionale e abbiamo fallito, perché i vari circoli o chi per loro non se la sentivano di investire denaro per comprare i prodotti con il rischio di non rivenderli; noi abbiamo rischiato e ci è andata bene. Settemila euro non sono una cifra da poco e, in caso di fallimento avremmo dovuto rimborsala da soli alla cooperativa; altri evidentemente, con risorse che centuplicano le nostre non se la sono sentita) e dell’Arci Rimini, che non ha portato neanche un iscritto alla cena della legalità e non è riuscita a far campagna a favore della Cooperativa sia per i pacchi che per le altre iniziative a cui pure era stata invitata svariate volte. Come dire in quest’ultimo caso, siamo codardi e ne andiamo fieri.
Sono parole forti, lo sappiamo, ma dopo l’entusiasmo che i circoli Arci in Sicilia hanno dimostrato, vedere nel nostro ricchissimo panorama la più totale immobilità, è sconfortante.
 
Noi ci permettiamo di criticare non per partito preso, nè perché ci siamo montati la testa o assurdità simili, ma perché come direbbe Milton “chi esalta liberamente ciò che è stato fatto in modo egregio e non teme di dichiarare, altrettanto liberamente, ciò che potrebbe venir fatto meglio, vi dà la prova della propria fedeltà”.
In Emilia Romagna le cose potrebbero essere fatte molto meglio, anche molto meglio di come le facciamo e le faremo noi (a proposito in cantiere ci sono moltissimi eventi, quindi stay connected!), basterebbe dimostrare attaccamento alla Cooperativa e al suo splendido progetto e un po’ più di coraggio nel rischiare, anche con il proprio denaro, se necessario.
Le possibilità sono immense, noi ne abbiamo sfruttate solo alcune e, lo diciamo senza falsa modestia e con orgoglio vero,  ci siamo riusciti bene e praticamente soli a Rimini.  Con 100 euro a testa abbiamo raccolto 12.000 euro, che serviranno a pagare i prodotti comprati, a promuovere altre iniziative a sostegno della Lavoro e Non Solo e del progetto LiberArci dalle Spine e, perché no, per fare una piccola donazione.
 
Perché non prov-Arci?
 
In fondo ne va del futuro della Cooperativa e del sogno che ci stanno facendo vivere.
 
Ai soci e alla Corleone che resiste, vanno tutti i nostri immensi ringraziamenti, senza di loro non avremmo neanche incominciato il nostro cammino.
 
Un saluto,
Gruppo Antimafia Pio La Torre.
 

 

 

 

(nelle foto i giornalisti Pino Maniaci, Gaetano Alessi e Giulia Fresca, i ragazzi del Gruppo Antimafia Pio La Torre)
 
 
 

Ricevere informazioni sui Campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia

 
Ciao a tutte e tutti,
come sapete il Gruppo Antimafia Pio La Torre nasce dalla volontà di alcuni volontari riminesi che in questi anni, grazie al Progetto LiberArci dalle Spine, hanno vissuto per alcune settimane nella Cooperativa Lavoro e Non Solo di Corleone, lavorando nei terreni appartenuti alla Mafia e che ora sono il simbolo della volontà di riscatto della società civile su tutte le mafie.
In questi tre anni abbiamo vissuto momenti splendidi e abbiamo incontrato persone uniche, che giorno dopo giorno convivono con il potere mafioso, cercando di non chinare la testa e di resistere.
Noi abbiamo visto questa Cooperativa crescere, seppure già prima di noi passi avanti ne erano stati fatti parecchi, e oggi la sentiamo anche un pò nostra; per questo motivo molte delle nostre attività sono focalizzate al sostegno della cooperativa, oltre, naturalmente, all'attività di monitoraggio nel nostro territorio.
 
 
Inviando il vostro contatto e-mail all'indirizzo
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avremo modo di girarvi la MANIFESTAZIONE D'INTERESSE per i campi di Lavoro che anche quest'anno verranno organizzati a Corleone;
NON è in alcun modo VINCOLANTE, ma vi permetterà di tenervi aggiornati sull'uscita delle date del progetto LiberArci dalle Spine
Non è rivolta solo a ragazzi, anche lo SPI-CGIL, con molti suoi iscritti partecipa!
Che dire...noi possiamo solo garantirvi che si tratta di un'esperienza unica, magnifica e irripetibile, ogni parola in più sarebbe superflua.
 
G.A.P. - Gruppo Antimafia Pio La Torre
 
Ps: rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento!
 
 
 
 
 
 

Campi antimafia 2011: pronti per partire

 

La promozione della legalità che non va in vacanza


L'operazione Sant'Egidio, che ha portato ieri a 9 arresti per estorsione ed usura da parte della Guardia di Finanza di Bologna e della questura di Pesaro, riporta in Riviera vecchie ombre.
     
 

RIMINI | 29 giugno 2011 


L'organizzazione, legata ai Casalesi, era attiva anche in Romagna, dove vessava imprenditori locali, e si nascondeva dietro un'agenzia di credito sammarinese. A gestirla,Francesco Vallefuoco, nome legato all'operazione Vulcano che tanta eco ebbe nel riminese lo scorso febbraio. Dopo il clamore dell'epoca, negli ultimi mesi di malavita in realtà a livello locale si è parlato molto meno. Titoli cubitali, allarmi e proclami quando c'è il fatto. Per poi tendere a dimenticarsi del fenomeno - complici, sia chiaro, anche media un po' distratti – fino all'operazione antimafia successiva.
Ma c'è anche chi si impegna per non mandare in vacanza la cultura della legalità. Soprattutto i gruppi nati dal basso. Come l'associazione VedoSentoParlo o il Gruppo Antimafia Pio La Torre. Il Gap La Torre, ad esempio, ha promosso di recente, insieme all'Ilaria Alpi, un incontro su mafia e informazione col giornalista Alberto Spampinato. E che allestisce banchetti in giro per eventi, per informare ma non solo.
"Quest'estate noi abbiamo deciso di continuare ad impegnarci all'interno di eventi anche non strettamente legati alle tematiche dell'antimafia e della legalità proprio perchè vogliamo ampliare il nostro raggio d'azione - spiega Davide Vittori, del Pio La Torre - e cercare di coinvolgere anche persone che sono distanti dalla tematica della mafia, e che magari non sono consapevoli dei pericoli che sta correndo Rimini come ha confermato la recente operazione Sant'Egidio".
Il Pio La Torre sta vendendo prodotti biologici della Cooperativa "Lavoro e Non Solo" di Corleone, che lavora terreni confiscati, per raccogliere 4mila euro da destinare a un mezzo agricolo per la Cooperativa stessa. Una causa a cui in diversi consacreranno anche le ferie: "Andremo nei campi confiscati alla mafia a Corleone, Monreale e Canicattì con una decina di volontari e come braccianti aiuteremo i soci di questa cooperativa.
Ma non solo: con il progetto 'Liberarci dalle spine' cercheremo di ampliare le nostre conoscenze su mafia e antimafia, sulle lotte che molti contadini hanno intrapreso anche nel secolo passato per liberarsi da questa piaga".
Insomma, la promozione della legalità non va in vacanza: "No, non ci andiamo - spiega Vittori - ma scientemente: per noi è un impegno come è un impegno per le forze di polizia non andare in vacanza e cercare di arrestare i mafiosi, per noi è un impegno cercare di aiutare la cittadinanza a essere consapevoli di queste problematiche. Per noi è un piccolo sforzo, ma pensiamo sia utile sia per noi che per Rimini in sè".
(Newsrimini.it) 



Diari dai campi antimafia di Canicattì

 

08 settembre 2011
Giornata di trasferimento per i volontari del campo di Corleone. Oggi infatti è prevista lo spostamento a Canicattì per congiungerci con coloro che devono iniziare il campo che durerà fino al 22 settembre.
La mattinata passa veloce tra valigie e pulizie di Casa Caponnetto.
Dopo pranzo e dopo aver caricato i pullmini si parte alla volta del centro sociale che a Canicattì ospiterà la Cooperativa e i volontari che vendemmieranno le uve bianche per le prossime due settimane.
Dopo un viaggio di due ore e dopo aver recuperato i nuovi arrivati abbiamo cenato e poi, data la stanchezza dovuta al trasferimento, tutti a letto.
 
09 settembre 2011
Inizia la vendemmia a Canicattì, due giorni per completare la vendemmia dell’uva Grillo. Purtroppo le viti sono un po’ scariche dato che quest’anno le piante son state colpite da una malattia che ha fatto rendere poco la vigna (ovviamente i pochi grappoli che abbiamo trovato sono comunque buonissimi, li ho assaggiati personalmente).
Dopo aver pranzato in vigna abbiamo continuato a vendemmiare fino alle 16:30. Ritornati a casa abbiamo trovato un gruppo di ragazzini che giocavano intorno al centro sociale a calcio, ovviamente la sfida è stata lanciata immediatamente per il giorno dopo.
A cena abbiamo avuto come ospite Pina Ancona, presidentessa dell’ARCI Agrigento e collaboratrice della cooperativa nell’organizzazione del campo di Canicattì. Alla cena è seguita una chiacchierata con Pina e Calogero (il presidente della coop.) sulla nascita della cooperativa Lavoro e Non Solo, sul programma del campo e sul rapporto tra cooperativa e territorio canicattinese.
Prima della fine dell’incontro è passato a fare un saluto Alfio Foti, ex presidente ARCI Sicilia e uno dei padri della Carovana Antimafie, con il quale ci saremmo incontrati la sera dopo. Purtroppo non c’è stato tempo di uscire visto che l’incontro è finito in ora tarda e che tutti i volontari erano stanchi morti.
 
10 settembre 2011
Continua imperterrita la vendemmia del Grillo durante tutto il giorno, ritornati a casa abbiamo trovato i burdelli di Canicattì già pronti per giocare a calcio. Alle 18:00 il fischio d’inizio, due partite estenuanti per noi che avevamo passato tutto il giorno in vigna ma che riusciamo a portare a casa entrambe con un paio di gol di scarto.
Finite le partite di calcetto ci siamo “docciati” e prima di cena abbiamo ragionato con Alfio di Carovana Antimafie, rapporto tra le realtà antimafia siciliane e dell’importanza dei campi di lavoro.
Dopo cena abbiamo fatto visita agli amici del circolo ARCI Samarcanda, dove abbiamo bevuto una birretta e chiacchierato con i ragazzi che erano presenti.
 
11 settembre 2011
Come il signore anche noi la domenica l’abbiamo dedicata al riposo, al mare e alla cultura.
La sveglia è stata in orario più tardo (ore 9:00) e dopo colazione a base di cornetti siamo partiti alla volta di Scala dei Turchi, spiaggia molto suggestiva in provincia di agrigento: qui abbiamo fatto un po’ le lucertole al sole e abbondanti bagni in un mare di un blu strepitoso.
Dopo qualche panino per pranzo nel pomeriggio ci siamo spostati verso la Valle dei Templi dove Antonio ci ha guidato in una visita ai giardini Kolimbetra, bellissima gola nella quale è stata ripristinata da qualche decennio un bellissimo giardino presente in epoca Araba nel quale vengono coltivati frutti e verdure.
Finita la visita ai giardini ci siamo “intrufolati” nella Valle dei Templi per una rapida visita del Tempio dei Dioscuri e del Tempio di Giove Olimpico, riscendendo verso i pullmini abbiamo assistito ad un tramonto con colori strepitosi e al contemporaneo “sorgere” di una stupenda luna piena.
Ritornati a casa, dopo le docce, abbiamo cenato ad un orario abbastanza improponibile e poi tutti a letto senza fiatare perché alla fine anche la giornata di “riposo” era stata molto intensa.
 
12 settembre 2011
Oggi è stata una giornata indimenticabile per i volontari del campo di lavoro e per la cooperativa. Siamo stati i primi volontari a metter piede nel pescheto che hanno assegnato alla Lavoro e Non Solo; questo è stato un grandissimo gesto simbolico nei confronti della popolazione anche perché con noi erano presenti undici ragazzi dell’associazione Canicattì Giovani. Purtroppo il pescheto è ormai morto e quindi sarà da espiantare. Il nostro compito era quello di smantellare l’impianto di irrigazione del campo. Tra l’altro è venuta pure la televisione a immortalare questo momento epico: i giovani volontari del continente e i giovani di Canicattì insieme su un campo appena assegnato.
Per pranzo abbiamo avuto come ospiti i nuovi amici canicattinesi; nel primo pomeriggio abbiamo fatto la verifica di metà campo. In serata incontro istituzionale con l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine.
Dopo cena si esce… ancora non sappiamo dove andremo.
 
13 settembre 2011
Il GAP perde colpi; purtroppo il suo rappresentante è stato colpito oggi dal virus intestinale che a turno sta attaccando i volontari di questo campo; ragion per cui mentre gli altri andavano a sfrondare il vigneto di Canicattì (in attesa del via libera per la vendemmia dall’enologo della cantina) lui restava a casa a soffrire e a riposare nella speranza di poter riprendere il lavoro il giorno dopo.
Nel tardo pomeriggio siamo stati raggiunti al centro sociale dai ragazzi di Canicattì giovani che ci hanno raccontato quando è nata la decisione di costituirsi in associazione e di lavorare sul territorio; ci hanno poi illustrato le loro attività tra cui una che mi ha particolarmente colpito è un programma radiofonico che tengono settimanalmente in una radio locale e al quale ci hanno invitato questo venerdì.
Dopo cena siamo rimasti a casa perché dato che ancora dalla cantina non è arrivato il via libera per la vendemmia domattina ci attende la levataccia per andare a coglier pomodori a Corleone.
 
14 settembre 2011
Alle ore 5:00 un suono riecheggia nelle stanze, la terribile sveglia che ci avverte che è quasi ora di andare a Corleone. Alle 5:30 si parte alla volta dei campi di pomodori sui quali raggiungiamo la Comunità il Doccio di Bientina che nei prossimi giorni starà a Corleone.
I pomodori sono bassi… molto bassi!
A pranzo si va a casa Caponnetto dove suor Maria aveva preparato un’ottimo pasto per tutti. Breve riposino, consegna delle cittadinanze onorarie di Corleone ai volontari di questo campo e poi via, velocemente verso Canicattì; la sera ci attende la cena con le istituzioni. Ovviamente la cena è difficile da preparare e ci vede impegnati sia sul fronte della cucina (assieme a Sandro) che al servizio.
Dopo cena la bella notizia, domani si vendemmierà a Canicattì!
 
15 settembre 2011
La notte non porta consiglio bensì una tremenda ricaduta del virus, questo mi impedisce di raggiungere il Doccio nel vigneto assieme agli altri ma non mi impedisce di pulir casa e di raggiungerli per pranzo con la mia pasta in bianco.
Ritornati a casa dal pranzo abbiamo atteso coloro che erano rimasti in vigna a riempire il camion (105 quintali d’uva) pisolando abbondantemente.
In serata, prima di cena, abbiamo fatto la verifica (finale per chi era già stato una settimana a Corleone prima del trasferimento e sarebbe partito l’indomani, di metà campo per chi resterà fino al 22).
Dopo cena di nuovo a letto presto perché il sogno della vendemmia si è già interrotto e domani è di nuovo turno di pomodori a Corleone!
 
16 settembre 2011
Mi sono evitato la levataccia (anche se la mia sveglia è squillata solo un’ora e mezzo dopo quella di coloro che sono andati a Corleone). Oggi ero l’autista designato e dovevo essere uno dei due che parteciperà alla registrazione del programma radiofonico. La mattina passa molto rapida tra partenze e pulizie, salutiamo tanti nuovi amici ed amiche e in men che non si dica è ora di pranzo ma il destino era in agguato sotto forma di pullman in ritardo che rischiava di far perdere una coincidenza a 4 volontari. Ho quindi preso il furgone della cooperativa e alle 13:00 mi son messo in strada con loro verso Agrigento sperando di arrivarci entro le 14:10 (orario in cui partiva l’unico pullman per Trapani della giornata). Per fortuna siamo riusciti ad arrivare alle 13:55 ma per sfortuna ciò voleva dire che non sarei mai tornato in tempo per partecipare alla trasmissione radiofonica per la quale avevamo appuntamento alle 14:30.
Tornato a casa con un po’ di disappunto per la mancata opportunità ho atteso Laura per farmi dire com’era andata. Come prevedevo era molto entusiasta di quell’esperienza e ha detto che i ragazzi son molto bravi a gestire il programma, la scaletta e gli interventi.
In serata abbiamo partecipato ad una manifestazione in memoria di Rita Atria alla quale ha presenziato come relatrice Rita Borsellino che, soprattutto alla luce dei recenti fatti di cronaca giudiziaria provenienti da Caltanisetta, ha fatto un intervento molto duro e sentito nel quale ha ricordato tutti quei pezzi di istituzioni (a partire dal fratello) che hanno lottato nella solitudine contro la criminalità organizzata.
Alla serata erano presenti i ragazzi di Canicattì che hanno presentato un video shockante in cui riportavano i risultati di un’indagine che avevano svolto all’interno della scuola e che mostrava come a fronte di una grande conoscenza (90%) dei personaggi (a volte infimi) dello spettacolo (Enrico Papi, Fabrizio Corona, Loredana Lecciso…) vi sia un vuoto eclatante di conoscenza delle vittime di mafia o di coloro che la combattono (Roberto Saviano, Peppino Impastato, Don Pino Puglisi e Pippo Fava).
Tornati a casa alle 22:00 abbiamo cenato coi lupi e poi dopo un po’ di bisboccia siamo tornati a dormire perché domani ci attende una nuova levataccia alla volta di Corleone, e stavolta ci sarò anche io!
 

La nota su Facebook

 
 
 
 

Testimonianza da un volontario dei campi Liberarci dalle spine

Riceviamo e pubblichiamo


Un buon punto di partenza per spiegare cos'è un campo di lavoro sui terreni confiscati alle mafie forse è proprio la sua fine : chi torna a casa, ovunque essa sia, dopo 2 settimane a Corleone percepisce già dai primi passi fuori dal treno o dall'aereo un senso di estraniamento quasi anche fisico. Ho ancora le mani un po' sporche dalla vendemmia di questa mattina nonostante i 967 chilometri che nel giro di poche ore si sono stesi tra me e quei campi in Sicilia. Quei campi che come mi hanno fatto capire i soci della Cooperativa, appartengono anche "ammia"!

Cosa volevano dirmi esattamente? Per capire si può ripercorre un brevissimo iter giuridico e prendere in considerazione una legge del 1982, la c.d. Rognoni-La Torre, chiamata così in onore di Pio La Torre, che era un membro del PCI che fu assassinato dalla mafia proprio per aver proposto questa legge. Come forse è noto ad alcuni di voi, Pio La Torre introdusse non solo il reato di associazione mafiosa (art 416-bis del c.p.) ma anche la possibilità di confiscare i beni a mafiosi. La lungimiranza di quell'uomo è inestimabile. 14 anni più tardi, grazie a una legge popolare - ottenuta quindi grazie ad una raccolta di firme promossa dall'associazione Libera e non al lavoro dei parlamentari - venne introdotto il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie per usi sociali. Questo comporta l'assegnazione dei patrimoni e delle richezze di provenienza illecita a quei soggetti -associazioni, come cooperative, Comuni, Province e Regioni che sono in grado di restituirli alla cittadinanza, tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro.
E' per questo che Salvatore e Franco, due soci della Cooperativa Lavoro e Non Solo a Corleone, mi dicevano che quei campi sono anche miei!
Cercate di cogliere l'importanza di questa nuova legge : Non solo si colpiscono le mafie nel loro punto più forte, quello economico, ma le loro attività sporche vengono trasformate in opportunità di lavoro legale ed onesto. Dai terreni che prima appartenavno a Riina e Provenzano oggi vengono prodotti i vini, sughi al pomodoro, pasta, il pesto al peperoncino (ecc!) che magari avete visto sui scaffali della Coop o addirittura assaggiati. Insomma si è innescato un ciclo virtuoso di trasformazione di soldi sporchi in soldi puliti e in sostanza, si è creata l'arma più potente : un'alternativa alla criminalità organizzata. Oggi in Italia ci sono numerose cooperative che lavorano sui terreni confiscati in Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania e in Puglia.
Io vi posso parlare di Corleone, luogo che come per magia, da 4 anni mi ri-attira à se ogni estate. Essendoci andata ogni volta alla fine di Settembre, ho sempre vendemmiato o raccolto pomodori. Infatti sono queste le attività di fine estate, mentre chi ci va a Luglio si ritrova a bonificare i campi.
I campi organizzati da Libera però non sono solo questo. Infatti dopo la mattina a lavorare (che per una che abita in città come me è una immersione totale in colori, odori, sensazioni praticamente mai provati prima), i pomeriggi sono caratterizzati da incontri con svariatissimi personaggi accomunati dall'essere stati in qualche modo toccati dalla mafia, come vittime, oppure come chi lotta contro, a volte entrambi queste cose. Gli incontri sono tenuti non solo a Corleone ma anche a Palermo (Via d'amelio è una tappa immancabile di ogni campo!), Partinico, Cinisi, Agrigento...insomma anche un'opportunità anche per conoscere meglio questa bellissima regione. Negli anni ho sentito parlare carabinieri, giornalisti, storici, guardie di finanzia, abitanti di Corleone, magistrati (Antonio Ingroia e Michele Prestipino sono dei clienti affezionati della Cooperativa Lavoro e Non Solo).
Ho visto la realtà cambiare a Corleone con i miei occhi. Il primo anno quando andavamo nei negozi non ci parlavano , ci davano indicazioni sbagliate apposta, chiudevano le persiane quando i volontari passavano. C'è tanto ancora da fare e sarebbe stupido oltre che pericoloso donare un'immagine solo felice della situazione, ma quest'anno per esempio abbiamo passato un pomeriggio insieme ai ragazzi del liceo scientifico di Corleone che erano stupiti nel scoprirci persone normali e non disabili che venivano violentati dai soci sui campi come girava voce nel paese soltanto qualche anno prima.
Corleone è un luogo dove ci si sente utili e coinvolti nella risoluzione di un problema, dove si capisce la propria potenzialitò e dove si si incontrano persone che trasmettono la forza necessaria per non cadere nella facile trappola di pensare “c'è troppo lavoro da fare e non si cambierà mai la realtà”. Poche persone tornano uguali da Corleone, è difficilissimo non farsi contagiare dalla voglia e l'energia di fare e collaborare.!L'unico modo per capire questa intensità e, ovviamente.... provarci!
Giulia Heuser




Dato interessante : Un dato interessante? dei circa 1000 volontari che ogni anno vanno a Corleone, il 72% sono donne, con un'età media di 17 anni!
Libri consigliati : Chi ha paura muore ogni giorno di Giuseppe Ayala, I miei giorni a Palermo di Antonino Caponnetto




Un saluto come tanti

 

Nella vita di un’associazione si incrociano i destini di molte persone. Alcune di queste, per la loro forza, per il loro impegno e per il loro esempio, lasciano il segno più di altre. Il Gruppo Antimafia Pio La Torre non era ancora nato quando, alcuni di noi, ormai alcuni anni orsono, hanno incontrato Adriana a Corleone. Una volontaria sui generis: una volontaria del Sindacato Pensionati della CGIL che, assieme ad altre magnifiche “diversamente giovani” (le chiamavamo o si facevano chiamare così, non ricordiamo), hanno condiviso con noi i campi di lavoro “Liber-Arci dalle Spine” all’interno della Cooperativa Lavoro e Non Solo di Corleone.
Lei aretina, noi riminesi. Lei ex-operaia e ora segretaria sindacale, noi smanati “extraparlamentari” (ci chiamavano così, questo è sicuro). Due mondi se vogliamo diversi e forse per questo incastonati a meraviglia all’interno della vita della Cooperativa. A volte noi criticavamo la CGIL; a volte lei criticava il nostro voler essere eccezione sempre e comunque: ma avevamo un feeling particolare che ci ha legato per gli anni a venire. Combattevamo dalla stesse parte: lei vedeva in noi la voglia dei giovani di non arrendersi e di lottare per qualcosa, come accadeva a lei quando scioperava nella fabbrica della Lebole(e a pensarci, direi che il nostro combattere è molto più radical-chic rispetto ai movimenti operai di allora, quelli veri e capaci di rivendicazioni forti; o forse sono due epoce diverse e non comparabili…avrei dovuto chiederglielo); noi vedevamo in lei la forza di chi, dopo la pensione, aveva trovato un altro modo di essere partecipe, di essere utile ad una causa, quella dell’antimafia, che lei non scindeva dalla sua vita di fabbrica. Ci aveva detto che erano due facce della stessa medaglia.

Campi antimafia 2013

 

campi antimafia 2013
 
 

Come tutti gli anni centinaia di ragazzi sceglieranno un modo diverso di concepire la  vacanza. Sceglieranno di fare antimafia, lavorando i campi confiscati alle mafie. Purtroppo queste esperienze sono rare al Nord; per questo, fintanto che non le avremo più vicine a casa (come vicine di casa sono le organizzazioni criminali) promuoveremo con sempre più forza queste esperienze.

Si tratta di poche settimane, ma di un'intensità che non ha avuto pari per noi. Lì siamo diventati il Gruppo Antimafia Pio La Torre: non come associazione, ma come persone; anzi, come cittadini.

I campi si svolgeranno in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, ma sarà inoltre possibile partecipare a laboratori di formazione che avranno luogo anche in altre regioni d'Italia, in diversi periodo.